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Leggere il tavolo
SCUOLA POKER
Scritto da Spike
venerd́ 21 marzo 2008
LEGGERE IL TAVOLO
I Betting Pattern
Si sente spesso dire che l’unico gioco nel quale la fortuna non conta sono gli scacchi. Questo è indiscutibilmente vero, ma gli scacchi hanno anche un’altra caratteristica, non c’è bisogno di osservare i comportamenti propri e dell’avversario perché il gioco è, per così dire, scoperto, ossia è tutto sulla scacchiera. Basta fare le giuste mosse.
Nel poker la storia cambia e di molto. Non basta fare delle buone giocate, bisogna cercare di tenere nascosto il proprio gioco e, contestualmente, cercare di capire in che modo stiano giocando i nostri avversari. L’osservazione degli altri e di se stessi diviene quindi essenziale per carpire il maggior numero di informazioni utili e, nel contempo, non fornirne su noi stessi. Questo risulta essere un duro compito, specialmente all’inizio, ma con pazienza e costanza si arriverà a farlo senza grossi problemi. Le componenti essenziali a cui dobbiamo prestare attenzione sono fondamentalmente tre: i betting pattern, i tell fisici, e l’osservazione di noi stessi.
Oggi vedremo il primo di questi tre elementi: I Betting Pattern. Di cosa parliamo? I betting pattern non sono altro che le “mosse” che fa un giocatore a poker: bet, call, fold, raise, re-raise… e l’ammontare di ognuna di queste. Sono molto importanti perché nessuno ne è esente, a differenza dei tell fisici (cioè i comportamenti del corpo). Un giocatore può essere bravo a nascondere le proprie emozioni ma deve comunque puntare, deve giocare! Quindi dobbiamo iniziare a chiederci: in quanti piatti entra? Con quali mani? Di quanto rilancia solitamente? Eccetera.
Dan Harrington è solito dire che “un giocatore altro non è che la somma dei suoi betting pattern” e il bello è che questi sono lì in bella mostra. Quando un giocatore punta ci dice qualcosa sul suo modo di giocare. Bisogna osservare questi elementi e prenderne nota per quando servirà. All’inizio sarà molto difficile osservare tutto il tavolo, è per questo che conviene concentrarsi sui giocatori a noi più vicini. I due giocatori che parleranno prima di noi (2 alla nostra destra) e i due che parleranno dopo (2 alla nostra sinistra). Poi con il passare del tempo diverrà naturale e più agile osservare tutti i componenti del tavolo.
Ma a cosa dobbiamo far attenzione esattamente?
Le componenti principali sono quattro:
Con che mani giocano?
Contando il numero di piatti in cui i nostri avversari sono coinvolti si riuscirà ad avere un’idea orientativa del tipo di giocatore che abbiamo davanti. Se vedrà uno o due piatti ogni giro sarà un giocatore tight, 3/4 a giro sarà un giocatore aggressivo, se ne vedrà di più sarà un pazzo detto in gergo pokeristico “maniac” ossia desideroso di farvi beneficenza regalandovi le sue chips. Sapere se davanti si ha un tight, un aggressive o un maniac è molto importante per valutare la situazione e regolare le proprie azioni di conseguenza.
Che carte mostrano allo show down?
Vedere allo show down la mano di un avversario costituisce un pozzo di informazioni. Innanzitutto ci permette di sapere con che mano ha scelto di giocare, come ha reagito alle puntate/raise degli altri ma, soprattutto, se riusciamo a ricordarle, sappiamo che tipo di giocate ha fatto per gestire quella specifica mano. Quanto ha rilanciato prima del flop? Cosa ha fatto dopo il flop? Ha giocato in slowplay una monster hand? Queste info saranno utilissime in futuro. Ricordandole potremmo, facendo il procedimento inverso ossia notando mosse identiche o simili a quelle precedentemente fatte, risalire alla mano, o ventaglio di mani, che il nostro avversario sta giocando.
Sono caller o raiser?
I nostri avversari preferiscono entrare nel piatto prevalentemente con dei call o con un raise? Quanto spesso raisano? Di quanto? Se un giocatore entra sempre in un piatto con un call è più che probabile che sia un giocatore scarso a differenza di quello che ama talvolta rilanciare e condurre il gioco. Quelli invece che rilanciano spesso sono giocatori aggressivi che rischiano molto di più giocando spesso con mani marginali ma hanno il difetto di essere più difficili da leggere.
Come reagiscono ad un grande rilancio?
Reagiscono ad un grande rilancio oppure sono pronti a battere in ritirata? Questa può essere un’utile informazione sia nel caso abbiate chiuso il punto (nel qual caso bisogna stare attenti a non far scappare il nostro avversario con una puntata troppo grande) sia nel caso di un bluff (caso invece in cui dobbiamo spingere di più).
Il momento migliore, specialmente all’inizio, per cogliere ed immagazzinare tutte queste informazioni è quando non siamo coinvolti in una mano così da essere mentalmente liberi. Con il tempo la cosa diverrà così automatica da poterlo fare in qualsiasi momento.
Ricordatevi che tutte queste info… SONO GRATIS e pronte sul tavolo verde!!
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