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Varianti di Poker

Il badugi: regole, probabilità e strategia

Scritto da Piero 'Pierelfo' Pelosi del .

Il calcolo delle probabilità nel badugi a partire dagli outsIl badugi è certamente una delle varianti di poker che più recentemente ha fatto la sua comparsa a livello internazionale: di origini coreane e regole semplici, si impara in fretta ed è caratterizzato da una varianza minore di quella che in molti raccontano: ciò significa che un abile giocatore è in grado di ritagliarsi un edge sufficiente che lo metta al riparo dai capricci delle carte.

Parlando in generale, il badugi è un gioco triple draw in cui a ciascun giocatore vengono consegnate quattro carte personali e nessuna in comune: l'obiettivo, così come avviene nel 2-7 triple draw, è quello di formare la mano più bassa possibile.

Tuttavia, a differenza di questa variante, l'asso è la carta più bassa, ed inoltre è necessario che ciascuna carta presente nella vostra mano sia di un seme diverso dalle altre. Mettiamo cioè che la  vostra mano di partenza sia f7 q5 c4 p3 : questo è un badugi, la mano più forte che possiate avere e che può essere battuta solo da un badugi inferiore, in questo caso quindi che sia six high o inferiore. Il nuts è quindi ad esempio una mano come f4 c3 p2 qa.

Giocato spesso nella variante fixed limit in assenza di ante, vi sono quattro distinti giri di puntate prima che si arrivi allo showdown: una prima che inizino i cambi delle carte e una dopo ogni cambio.

Come certo potrete intuire, riuscire a completare un badugi non è semplice: come riconoscere quindi chi ha vinto una mano qualora nessuno ci riesca? Facciamo un esempio: allo showdown giungono due giocatori, che mostrano f3 q3 p7 c5 e q8 q5 f6 p4.
La prima mano ha una coppia, mentre la seconda due carte dello stesso seme, per cui entrambe le mani presentano una carta “bruciata”: perderebbero quindi contro un qualsiasi badugi, essendo delle three card hands, ed in particolare la seconda vince sulla prima.

Infatti, le due mani diventano rispettivamente 7-5-3-x e 6-5-4-x: entrambe perderebbero contro una mano come 5-3-A-x, ma vincerebbero su 2-A-x-x.
Adesso che vi sono più chiare le regole del badugi, torniamo ad un altro aspetto accennato in precedenza - ovvero la minore varianza - illustrandolo con un esempio.

Il nuts nel badugi: una mano che non centrerete spessoAmmettiamo cioè che vi troviate in una mano heads-up, e che manchi un solo cambio allo showdown: il vostro avversario ha in mano un badugi, precisamente p9 c7 q6 f3, mentre voi avete una three card hand come p3 c2 fa. A differenza del vostro avversario, che avendo chiuso un punto molto forte non effettua alcun cambio,  vi trovate a scartare qq: quante carte possono darvi la vittoria? Poche, ovvero soltanto cinque su 41.

Infatti, vi sono utili solo il q9, l' q8, il q7, il q5 ed il q4. Questo significa che siete sfavoriti 41:5, ovvero con odds 8,2:1. In altri termini, la probabilità che possiate vincere questa mano è solo del 12%. Un badugi, contro una three card hand, è infatti favorito almeno al 75% con un solo cambio rimasto, ed ovviamente migliore è il badugi più questa percentuale aumenta.

Questo vi fa capire che, a differenza di un gioco come l'Omaha, il rapporto di forza fra una mano favorita ed una sfavorita è nettamente sbilanciato verso la prima, perciò se prima dei cambi avevate la mano migliore è molto probabile che l'abbiate ancora in uno scontro heads-up, indipendentemente che il cambio vi abbia aiutati o meno.

Così, proprio come avviene nel 2-7 triple draw, qualora vi rendiate conto di cambiare meno carte del vostro avversario dovreste sempre giocare aggressivamente la vostra mano, e non preoccupatevi troppo se non siete riusciti a chiudere il vostro badugi: spesso una three card hand bassa sarà la mano migliore contro un solo avversario, mentre in un tavolo full ring ovviamente le dinamiche sono diverse e avrete bisogno tendenzialmente di mani più forti per riuscire a prevalere.

Per quanto detto, non è difficile intuire quanto nel badugi una buona selezione delle mani di partenza vi metterà nelle condizioni di poter vincere spesso contro avversari ottimisti e peggiori di voi, capaci magari di riporre più fede nei cambi che non nella statistica, che invece al solito è la vostra migliore alleata.

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