
Stamattina mi affaccio alla finestra dei ricordi ed il panorama dal mio punto di vista è un passato fatto di immagini dai contorni fiabeschi..
Forse anche lo sguardo di un improbabile Dio è impegnato stamattina.. Magari scruta qualcosa e giudica nascosto dietro vecchie finestre del tempo..
Forse..
Forse mi ha visto lottare.. vacillare.. macinare paure e contraddizioni.. Forse mi ha visto anche impegnato un giorno a far rimbalzare un sassolino sul pelo dell’acqua.. contarne i rimbalzi.. ed ignorarne comunque il destino.. quello di affondare dopo l’ultimo salto..
La vita è un incantesimo di rara normalità.. Una favola da vivere in un mondo disincantato tra creature mitolgiche dal corpo di uomo e la testa di “minchia”.. che vagano nutrendosi solo delle tue certezze..
Io ho nascosto il mio sassolino nello stagno..
Mi affaccio ancora alla finestra dei ricordi ed aspetto che il sole arrivi ad illuminare questa indecifrabile terra di mezzo, posta tra passato e futuro, e che tutti chiamano semplicemente “Adesso”..
Ha proprio ragione Claudio Baglioni..
La vita è adesso..
La vita è adesso
12 marzo 2010 by Gianluca MarcucciMaschere e commedianti
8 marzo 2010 by Gianluca Marcucci
Stamattina riordino concetti ed idee che sembrano nascere spontaneamente.. Cerco di pensare in maniera creativa e per questo forzo il pensiero..
Regredisco fino a toccare il fondo della mia coscienza dove riposa il senso di ciò che non appare evidente e riemergo in superficie cosciente di quanto invece sembra esserlo..
L’immagine di un uomo spontaneamente creativo ed uno squallidamente superficiale si danno appuntamento nella mia testa come fossero al bar e si studiano a vicenda..
Indossano entrambi una maschera che vagamente ricorda alcune scene di un film di Stanley Kubrik.. Eyes Wide Shut..
So che vorrebbero scendere a patti con me, ma hanno la pessima abitudine di far troppo rumore.. E nella mia testa il silenzio è d’oro..
In 40 anni ho incontrato troppe maschere.. troppi visi nascosti.. visi mascherati che spesso nascondevano i commedianti, ma non le loro commedie..
Bugiardi..
Per mentire bisogna imparare a nascondere i pensieri veri e comunicarne altri.. e spesso si usa una maschera..
Buffoni..
Io li conosco.. anzi.. li riconosco..
Se c’è una gran festa si buttano nella mischia.. e qualche volta anche io partecipo alle danze.. ma sento sul mio viso il tremendo bisogno del peso di una maschera..
Così sogno di indossare anche io un costume e truccarmi in modo perfetto..
Non più una maschera ma.. la maschera..
L’unica e la sola possibile quando iniziano le danze..
E’ la mia maschera..
La maschera che non nasconde..
La vera maschera di un me stesso vero fino allo stare male..
Spontaneamente maschera..
Sapientemente maschera..
Spietatamente maschera..
Posso portarla in viso con stile e naturalezza, senza che nessuno se ne accorga, perché in realtà non c’è alcuna maschera a celare il mio volto..
Io sono io..divertente e farsesco, ma non falso.. non bugiardo..
I miei pensieri sono veri…
Tragicamente veri..
Stramaledettamente veri..
A volte dissacranti.. magari divertenti.. e che sfiorano il ridicolo.. ma veri..
Posso mascherarmi, ma i panni di ciò che sono mi restano sempre attaccati addosso.. Sempre uguali.. Sempre gli stessi..
La maschera? Io ne possiedo una sola.. La mia faccia.. Sfruttata.. Strautilizzata.. ed in passato derisa.. Ma questo un commediante non può capirlo.
Per lui maschera significa solo finzione ed inganno..
Camaleontico.. Ipocrita.. Ti mette in crisi.. Ti chiude la porta che testimonia il suo potere su di te, e tu non possiedi alcuna porta da sbattergli in faccia..
Non hai nient’altro da proteggere se non te stesso.. i tuoi pensieri.. la tua voglia di capire i tuoi errori..
Dietro la mia maschera c’è un io che non è niente di più di ciò che appare..
Non nascondo nessun misterioso segreto..
Io sono i miei gesti..
Ma non provocatemi..
E’ un avvertimento per tutte le maschere ancora in circolazione..
Se avrò qualcosa da dire la dirò..
Se avrò una verità da scrivere la scriverò..
Tagliatemi la testa.. le mani e lo sguardo oppure statemi lontano..
Sono infettato di verità e posso spingermi fino al limite dove un me stesso può essere sconfitto..
Posso toccare il fondo, ma non frenare il mio desiderio di inseguirmi..
Posso sempre riconoscere un commediante..
Se sbatti la sua maschera contro il muro dell’indifferenza e dell’ipocrisia, del calcolo e dell’interesse. Si frantuma.
Vi invito a provare..
Il nulla
4 marzo 2010 by Gianluca Marcucci
Toc.. toc..
“Chi è?”
“Sono il nulla..”
“Ciò che ti rimane in mano dopo una giornata come quella di ieri..
Come un verme mi faccio spazio nella mela annullandone la polpa..
Non riesco a divorarla completamente, ma ottengo comunque di farla marcire e renderla inutile alla sua funzione..
Se la mela poi entra in contatto con altre mele può estendersi il marcio, ma non si esaurisce né il verme come esistenza.. né la mela…
Fammi entrare.. fuori piove..”
Quando arriva il nulla, il tempo implacabilmente accellera e lo spazio perde di senso..
Datemi fogli elettronici da riempire.. Serve una bella storia da raccontare per esorcizzare il nulla..
Riempire pagine..
Scrivere pensieri..
Io sono io?
Sono davvero io?
Ora che fuori piove posso cercare la verità facendo colazione al bar.. o allacciandomi le scarpe in modo non convenzionale.. o cosa?
Stamattina il nulla bussa alla mia porta come un postino che ha in mano una raccomandata, ed io me ne rimango immobile.. muto.. inerme..
Nuoto in un mare di pensieri..
Circondato da soluzioni possibili che non si accorgono di me.. faccio colazione cercando di tenere in equilibrio il tavolo su una gamba sola..
Vorrei una guida o qualcosa che mi indichi la strada..
Un libretto di istruzioni.. una sorta di via di mezzo scritto tra etica e segnaletica.. non importa..
Basta che sia un buon consiglio..
Il nulla bussa alla mia porta.. E mentre fuori piove.. niente rimanein equilibrio su questo tavolo.. nemmeno la fantasia..
Andiamo a Berlino
1 marzo 2010 by Gianluca Marcucci
Fossi rimasto ancora qualche secondo seduto al tavolo credo sarei sprofondato..
Sono passate 24 ore e lo sfocato ricordo di quella storta ultima mano muta.. sfuma.. e rimane solo la consapevolezza di quel “quanto” fatto di buono..
Oggi è un intermezzo di tranquillità e l’orso è preso dal tentativo di rimettere tutto a fuoco per continuare..
Qualcosa però si perde sempre dentro le cose.. ed è già una vittoria sul mondo quella di trascinarsi fino alla prossima occasione da sfruttare..
Fuori di me qualcuno mi sta chiedendo di pareggiare il conto con la sorte..
C’è sempre una sorte avversa che, sotto le mentite spoglie di un ausiliare del traffico, arriva silenziosa e fulminea e ti si piazza sul cruscotto come una multa per divieto di sosta..
Ti accorgi subito che al tavolo non puoi più stare.. ed il tuo pensiero principe è..
“Riusciranno oggi i miei 2 assi a scoppiare la coppia del mio avversario?”
“Sempre che l’avversario abbia una coppia da giocare..”
Ieri ripercorrevo con Max alcuni passaggi importanti delle ultime eliminazioni:
EPT Budapest 2009 main event: AA vs A2
scala colore al river
World Series of Poker 2009 main event ultimo livello del day2: AA vs KK
colore in quarta con K di cuori
World Series of Poker 2009 side event prima mano: AA vs KK
Poker di K al flop ed asso beffardo al river
Partouche Poker Tour 2009: AA vs 55
full di 5 con i 6 al flop
Copenhagen EPT 2010: AA vs KJ
Colore runner runner
IPT Sanremo day3 2010: AA vs KK
Tris di K al Flop
Certo..
Da tutte queste mani sono uscito svuotato e sfinito.. ed anche ieri la prima cosa è stata correre in camera e distendermi sul letto nel tentativo di riprendere un briciolo della mia demolita personalità..
Ma non mi sento affatto sfortunato.. solo in credito con la sorte..
Tra le macerie della mia prostituita voglia di vincere ho così recuperato almeno la consapevolezza di essere un ottimo giocatore.. Ho raccolto quel sogno che nei momenti di abbondanza avevo lasciato imputridire tra i denti e ne ho fatto il pane di cui saziarmi ancora..
Cosa mi insegna tutto questo?
Niente che abbia a che fare con il gioco..
Ho la crescente consapevolezza di non essere solo e so che alla fine c’è sempre e comunque una via da prendere che porta fuori dal tunnel..
Le delusioni sono piccoli ed inservibili buchi.. giustificazioni nelle quali rifugiarsi nei giorni oscuri..
La folle ed inutile paura di non riuscire li fa apparire come comode e lussuose regge, ed intanto la voglia di riscatto se ne muore di solitudine..
No..
Così non ci sto..
Andiamo a Berlino a riprenderci quello che ci spetta di diritto..
La dignità..
“Quando so di aver giocato bene.. quando sono cosciente di aver dato a tutte le cose il giusto peso.. potrò alla fine anche non vincere.. ma non riesco a sentirmi secondo.. a nessuno..”
Parola di orso!!
...E se ci volessero 100 anni???
27 febbraio 2010 by Maurizio MussoSara’ questo periodo dell’anno triste come il suo clima o il mio particolare stato emotivo, ma molte mie convinzioni sul nostro caro gioco ed in particolare sul Texas Hold’em formula torneo stanno inesorabilmente barcollando. In questi ultimi 2 anni ho studiato cosi’ tanti libri e mi sono così tanto indottrinato che spesso sembro un automa nel ripetere alcuni concetti, nel caso mi rivolgano domande.
Ma inizio a dubitare delle mie stesse risposte soprattutto sul quesito che più incuriosisce noi giocatori e cioe’ se il TH in modalità torneo sia una disciplina di bravura o di pura fortuna. Se un regista vedesse la mia espressione quando rispondo e dico: “….certo che e’ un gioco di bravura, nel breve periodo puo’ avere la meglio la fortuna ma nel lungo periodo…”, sicuramente mi scritturerebbe per qualche film perche’ sembro crederci veramente anche se nel mio io piu’ profondo so che non e’ proprio così. O meglio, potrebbe anche essere cosi’, bisogna solo capire “quanto è ‘lungo’ questo lungo periodo!!!”
Tempo fa, durante un evento a Sanremo, parlavo con Claudio Pagano sull’argomento in questione ed egli, che penso non sia secondo a nessuno per esperienza ai tavoli di poker, mi ha detto con la sua solita schiettezza ed ironia che certamente il TH e’ un gioco di capacita’ di lungo periodo, ma soprattutto in modalita’ torneo potrebbero volerci anche 100 anni perche’ arrivi questo agognato periodo positivo, ed anche se il suo pensiero e’ provocatorio e volutamente forzato nasconde parecchie verita’. Giocando sempre di piu’ e con persone sempre diverse mi sto accorgendo che questo “lungo periodo” per alcuni non arriva mai, o meglio non compensa assolutamente i periodi di sfortuna che hanno alcuni giocatori tecnicamente molto preparati.
Ci sono players molto forti che raccolgono pochissimo rispetto ad altri che valgono la metà, ma che magari ai primi tentativi vincono un torneo importante con premi da capogiro. Certo, però nel lungo periodo…..ma quale lungo periodo??? Chi puo’ quantificare il tempo necessario per un bravo giocatore per arrivare a questo lungo periodo….e se avesse ragione il sig. Pagano? Non penso ci sia qualcuno che possa aspettare tanto!!
La storia dei tornei di poker e’ piena di esempi che rafforzano queste mie righe…main event WSOP 2005, al secondo posto arriva un certo Dannenmann che vince quasi 5 milioni di dollari e in un’intervista rilasciata a caldo dopo l’impresa ammette candidamente di giocare solamente da un paio di mesi e per puro diletto (se non ci credete andate a vedere su Hendon mob..quella e’ realmente la sua prima bandierina!!)….main event WSOP 2006, Jamie Gold vince 12 milioni di dollari giocando come un pazzo scatenato e vincendo una sequenza incredibile di flip e colpi sotto da far impallidire il leggendario Gastone del fumetto Topolino….e potri fare altri esempi da riempire un libro intero!
In conclusione, spero che queste riflessioni non distruggano i sogni di tutti quei giocatori che sperano un giorno di vincere un titolo importante a 5 zeri anche perche’, come spiegano i libri (… ed anche quelli che vincono grossi premi..), il lungo periodo arriva per tutti….l’importante e’ avere bankroll tendente ad infinito e vivere almeno 100 anni…:-)
Il bianco e il nero
24 febbraio 2010 by Gianluca Marcucci
Ho fatto un brutto sogno e proprio non riesco a riprendere sonno..
Nel silenzio di questa notte il mio respiro si trasforma in un improbabile sussurro.. Vago come un fantasma tra la cucina ed il salone di casa e mentre un monitor di un Mac Air si supera nel vano tentativo di illuminare le cose circostanti, io mi accorgo di vivere anche e soprattutto nella mia testa..
Ho bisogno di recuperare la mia identità fisica.. e questo va ben oltre la semplice idea di vivere..
Silenzio..
Ora il respiro è una voce sfumata che permette comunque di ascoltare tutti i pensieri che mi passano per la mente..
Come in una Khafkiana trasformazione affronto la mia metamorfosi in qualcuno che non conosco e in cui stamattina non riesco a riconoscermi..
Una paradossale figura ‘umana’, ma al tempo stesso ‘mostruosa’..
Quando un brutto sogno coinvolge le persone che ami, il risveglio si trasforma in un appuntamento con la paura.. Poi il sentimento cambia.. evolve.. e diventa qualcosa come rabbia e voglia di rivincita..
Esistono limiti che non sono in grado di violare e mostri mitologici in cui non riuscirò mai a trasformarmi, ma credo di avere ben chiaro come potrei agire in particolari momenti della mia vita, se qualcuno minacciasse i miei affetti..
Posso definire solo a livello intellettuale il mio concetto di etica, ma cosa diventerei davanti ad una situazione estrema avrebbe ben poco di umano?
Cosa sono davvero in grado di diventare?
E’ spietatamente sottile il confine che separa il bianco dal nero..
Meglio tornare a dormire..
Furie Rosse's Friends Online MTT
23 febbraio 2010 by granderougeParte mercoledì 24 febbraio alle 22.00 il torneo riservato alle Furie Rosse e a tutti i loro amici. Su PokerStars.it ci si darà battaglia a suon di 3bet e 4bet nell’attesa di decretare il Campione della sarata!
Il torneo ha esclusivo carattere goliardico, è un’occasione per ritrovarsi tutti insieme e misurarsi con le Furie Rosse ridendo e scherzando.
Ecco i dettagli:
QUANDO: OGNI MERCOLEDI’
DOVE: POKERSTARS.IT (sezione tornei privati)
ORE: 22.00
BUY-IN: 10 EURO
PASSWORD: FGGFKNRTD
Siete tutti benvenuti!
Per commenti al torneo e informazioni siamo qui: Furie Rosse’s Friends Online MTT

Buoni propositi
22 febbraio 2010 by Gianluca Marcucci
Il dubbio stamattina giace rinchiuso in una cella dalle cerebrali fattezze e se ne sta lì, apparentemente inerme, stancanente saturo di assumere sogni come tranquillanti..
Emozionato..
Ho firmato un contratto con la sorte a tempo determinato con 15 giorni di prova.. Spero che alla fine di essere assunto senza troppi ripensamenti..
La paga è buona.. tranquillità in contanti e felicità a momenti.. cosa potrei chiedere di più..
Riposo..
Per questo claustrofobico mal di testa occorrono aspirine e bomboloni in quantità industriale..
Questa mattina la mia mente si schiude lasciando una porta opportunamente spalancata dove pensieri di ogni tipo giocano a confondere il concetto di “entrata” con quello di “uscita”..
Buoni propositi? In fondo al corridoio a destra.. poi sempre dritto fino a vedere ciò che i miei occhi vedono..
Il meccanismo alieno
19 febbraio 2010 by Gianluca Marcucci
Ci sono notti in cui ho la netta percezione che esista un meccanismo alieno, nascosto sotto al mio letto, in grado di spingermi in alto fino a farmi sfiorare il soffitto..
Un sistema perfetto che si accende nell’istante in cui il sonno si impadronisce dei miei pensieri, proprio quando è la stanchezza a non darmi più tregua..
Il meccanismo alieno è uno strumento di religiosa tecnologia.. non fa paura.. ma sarebbe in grado di fare impallidire ogni divinità adorata dall’uomo..
Il meccanismo alieno non ama.. non odia.. e non ha un libretto di istruzioni.. è un insieme puro di paradossi irrisolvibili e completi..
Il meccanismo alieno consente di sognare il futuro.. il passato.. e soprattutto il presente..
Il meccanismo alieno è il tempo in sè che costruisce il mio mondo un secondo prima di aprire gli occhi.. per distruggerlo nell’attimo esatto in cui li richiudo e mi addormento..
Il quella frazione di storia che dura il tempo di un sogno, il meccanismo alieno disallinea le rotazioni dei cieli e dei pianeti, centrifuga la materia per creare tutto lo spazio possibile che poi innerva di fantasia..
Il meccanismo alieno rielabora la realtà del giorno all’interno dei miei sogni.. sogni che spesso non ricordo..
Nel mio sonno senza memoria le sillabe e le parole si confondono come a voler creare un linguaggio nuovo, drammaticamente privo di alcuna grammatica.. Ne escono fuori scritture gutturali che non vogliono dire nulla o che forse hanno comunque un significato nascosto..
“..frapposto il siffatto sonno contrario 3 per tre uomini energicamente testa a testa seduti in spirale che non da fastidio si o no forse gira alla sintesi conduca vincente il bianconiglio..”

Il meccanismo alieno ha prodotto un discorso perfettamente insensato.. un concetto paradossalmente illogico.. inconfutabile.. quindi perfetto..
La traduzione è chiara:
“..il bianconiglio mi conduce all’interno del mio sogno alieno, dove nove persone giocano a carte..
Un gioco antico dove vince chi, con il consenso della fortuna, è in grado di mostrare la carta giusta..”
Sogni.. Sogni.. Sogni.. Roba da dormirci sopra ancora per un po’..
Tutto sbiadisce a Copenhagen
17 febbraio 2010 by Gianluca Marcucci
Stamattina vorrei dare fuoco a tutte le carte del mazzo..
A volte i sogni sfumano così facilmente da farmi pensare che tutto sia, in un certo modo, già stato scritto..
Rabbrividisco al pensiero che possa essere davvero così..
La mia mente, per un attimo, si trasforma in una soffitta abbandonata dove riporre tutti quei sogni che non servono più..
Ne prendo uno a caso e ci soffio sopra per mandare via la polvere.. c’è scritto.. Copenhagen 2009..
Se catalogassi le delusioni potrei aprire un capitolo a parte e dedicarlo a questa città in particolare..
A distanza di un anno è la stessa scena che spietatamente si ripete al tavolo..
All’inizio sono avanti anni luce..
Il tempo che intercorre dal momento dello “show down” fino all’arrivo dell’ultima carta è come un viaggio al centro della terra..
Interminabile..
Riesco a percepire nitidamente lo sguardo cannibale del mio avversario che spicca tra gli occhi famelici degli altri giocatori al tavolo.. Sono tutti lì ad aspettare l’imponderabile evolversi di un evento improbabile..
Il dealer gira la quinta carta..
Fiori.. proprio come la quarta..
Mi ci vogliono 5 secondi per capire il colore ed altri 5 per leggere il seme..
Sono fuori..
Il tavolo diventa pietra fredda..
I pensieri si gelano e cadono in terra frantumandosi in migliaia di piccoli pezzi..
Cerco di fremare una crescente isteria e nascondo la rabbia proprio come un anno fà.. ma non è facile..
Riesco comunque a frenare il dialetto che rimane bloccato dal buonsenso e da labbra ben serrate..
Rimango per qualche istante immobile..
Non sto riflettendo.. sto solo scoprendo il mio talento difettato..
Vorrei mettere in moto questa mia lingua molle, ma è come coperta di ruggine..

Dovrei lasciarmi tutto alle spalle e prenderla come una esperienza..
Ma l’esperienza è solo un costume.. l’esperienza si fa solo con travestimento addosso..
Ed io oggi sono come un Puffo davanti a tutta questa inconcepibile sorte avversa e potrei mettere in dubbio qualsiasi cosa.. la fame.. l’amore.. l’amicizia.. la trasparenza del tempo.. le immagini.. i sensi.. Potrei barattare ogni pensiero con quel secondo di silenzio che precede la formulazione di un urlo..
Tutto è incubazione..
Il mio avversario riceve un immeritato ed ipnotico abbraccio, mentre l’amarezza e la stanchezza invadono il mio corpo come acqua salata nella stiva di una nave che affonda..
Tutto sbiadisce..
Rimangono solo delusioni luccicanti come tante stelle, confuse nel panorama dei miei sogni sfumati..
Ho voglia di tornare a casa..





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