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Alex Fitzgerald, 128.000 $ e la voglia di ripartire

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29/09/2012 05:46

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Alex Fitzgerald, 24 anni, vive ora a San José, in Costa RicaAlexander Fitzgerald è un giocatore professionista di poker da ormai almeno sei anni. Per questo, nella sua carriera ha ormai visto di tutto, e provato tanto l’ebbrezza dei più ambiti tornei internazionali che la frustrazione di periodici e interminabili downswing, dal peggiore dei quali è uscito fra l’altro solo di recente.

Per nove mesi ho giocato dalle 25 alle 50 ore settimanali tornei di poker online, senza riuscire ad ottenere risultati significativi. Nonostante questo, sono felice perché ho commesso ogni singolo, stupido errore possibile ad un tavolo finale, che mi ha consentito di migliorare parecchio”.

Il suo incubo è finito qualche giorno fa, quando ha vinto il torneo del WCOOP da 1.000 $ per 128.000 dollari. Denaro di cui non gli spetta un centesimo: “Grazie a questa vittoria potrò ripagare tutte le persone che in tutto questo periodo hanno creduto in me, consentendomi di giocare ad ogni torneo desiderassi. Sento di aver avuto una gran fortuna per essere riuscito a ripagarli”.

Ed ora? Alex ha intenzione di ripartire dal basso, ovvero dal cash game NL100 e da tornei con average buy-in da 50 dollari: spiccioli, per chi in gennaio era ad un passo dal tavolo finale della PCA, ma questo è quello che il suo bankroll gli consente di fare adesso. Prendere o lasciare.

E Fitzgerald ha deciso che preferisce tornare a muoversi da solo con le sue gambe: “Essere in perdita quando si è supportati da qualcuno che ci conosce e ci ha dato fiducia per me è stato sempre molto più duro da accettare. Adesso mi sento affamato ripensando al denaro che avevo, ma al tempo stesso mi accorgo che sto gestendo meglio la mia vita ora che non ce l’ho più piuttosto che in precedenza“.

Del resto “Assassinato” online ha vinto oltre 2.500.000 dollari, ma una vita talvolta sopra le righe e l’avvento del Black Friday con un bel po’ di denaro bloccato su Full Tilt Poker hanno reso tutto molto più duro. Adesso che vive in Costa Rica assieme alla propria ragazza, l’idea è quella di ripartire, affiancando al grinding anche altre fonti di reddito: “Dedico una ventina di ore la settimana al coaching, alla produzione di articoli e video, e ricevo puntualmente del denaro. Ne sentivo il bisogno, visto che nei tornei non fai altro che andare su e giù, aspettando di staccare il tuo biglietto fortunato, appeso ad una quarantina di all-in consecutivi”.

Evidentemente, ricominciare da un livello tanto più basso rispetto a quello cui si è abituati è difficile, frustrante, forse per qualcuno sinceramente insopportabile, ma a quanto pare tutt’altro che impossibile.

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