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Charlie Carrel spiega il call in bolla contro Pollak al 25K EPT HR: “Anche per ICM è un call!”

L'analisi del pro inglese su un call in bolla nell' high roller da 25k all' European Poker Tour che è costata l'eliminazione del francese.

Scritto da
29/01/2020 19:54

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Ci sono aspetti del nostro amato giochino che, in alcune circostanze, non sono nemmeno così chiari a top professionisti mondiali.

Parliamo ovviamente di situazioni borderline, dove il confine tra una scelta corretta e una sbagliata è così sottile che nessuna delle due opzioni può definirsi un vero e proprio errore.

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Charlie Carrel (photo by Stefano Atzei)

Non per questo però si tratta di aspetti secondari, anzi.

Lo spot che andremo ad analizzare quest’oggi, che ha come protagonisti Charlie Carrel e Benjamin Pollak, è stato giocato a Barcellona lo scorso 29  agosto al 25K EPT High Roller, nel quale il britannico ha chiuso da runner-up per oltre mezzo milione di dollari.

L’action nel dettaglio

Ci troviamo in piena zona bolla: 18 giocatori in corsa su 17 premiati con un minimum cash da 44.480$.

I bui hanno raggiunto quota 15K/30K con BB ante da 30K, Pollak si trova da BTN con a 9 e uno stack da 195K chip (circa 6.5 big blind).

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Il francese va all-in e dopo il fold di SB la parola passa a Charlie Carrel che da BB con 550K dietro spilla j 8 e decide di chiamare.

Allo showdown Pollak parte in vantaggio ma il board è impietoso ed è costretto a salutare tutti con le tasche vuote:

3 3 q 5 7

L’ira di Benjamin Pollak

Sbollare un torneo non fa piacere a nessuno, specie se si tratta di un High Roller da 25K.

Inutile quindi discutere sul disappunto del francese, che a mano terminata si rivolge con tono piccato al suo avversario:

Sei davvero sicuro si tratti di un call qui?

Beh, sì, credo di sì” – risponde Carrel.

Ah, credi di sì…” – ribatte Pollak, visibilmente nervoso per aver trovato l’eliminazione proprio nella fase decisiva del torneo.

La spiegazione di Carrel

Se in termini di EV il call di Carrel, che ha già investito un big blind oltre all’ante, è praticamente scontato trovandosi a dover aggiungere 165K su pot da 270K contro il range di BTN che non sarà sicuramente tra i più stretti, il discorso cambia enormente se si include l’ICM.

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Questo colpo infatti ha un valore monetario ben preciso e le considerazioni in base all’EV non sono sufficienti a giustificare la chiamata.

Ecco la spiegazione che ha dato Carrel nel suo ultimo Vlog:

Se avesse girato  A-2, uno shove legittimo dalla sua posizione in quella dinamica, avrei giocato al 47% e anche nel caso in cui avessi perso sarei rimasto con 12x.

Se poi gira una coppia bassa, come 2-2, flippiamo. Insomma, possiamo essere dominati ma possiamo anche dominare (molto più raramente), la scelta è davvero close e nessuno al tavolo riusciva a trovare una risposta.

Questione di ICM

E’ incredibile notare quanto la matematica possa cambiare in modo drastico nelle fasi bolla in virtù dell’ICM – prosegue Charlie – ed è ancora più interessante notare come in pochi sappiano davvero cosa fare in certe situazioni.

Come strategia personale cerco sempre di arrivare in zona bolla con uno tra gli stack più grossi al tavolo in modo da potermi prendere qualche rischio in più. 

E’ un aspetto molto importante perché se riesci a mettere pressione ai tuoi avversari puoi davvero fare tante chip.

Ci sono giocatori che, per inclinazione naturale, tendono a chiudersi a più non posso nella speranza di centrare il min cash.  

Questi e altri elementi cambiano tantissimo le dinamiche al tavolo, oltre al fatto che la maggior dei modelli ICM che la gente usa sono ancora troppo orientati verso l’EV, specialmente nel poker live dove queste dinamiche sono più accentuate.

In molti casi si tratta di logica intuitiva più che capire esattamente come aggiustare al matematica

Se giocassi i low stakes aggredirei ancora di più, finché qualcuno non adotta una contromossa e comincia a difendersi, un po’ come fatto al Million di PartyPoker.

Ma lì non andò benissimo!

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