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Doug Polk: “5 caratteristiche accomunano i migliori giocatori di poker al mondo”

In un recente video Doug Polk ha parlato delle cinque caratteristiche necessarie per diventare un top player, quei tratti che caratterizzano i migliori al mondo

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18/03/2017 10:30

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La scorsa settimana abbiamo riportato un’interessante analisi di Phil Galfond su ciò che distingue i migliori 1000 giocatori al mondo dai migliori 100 e dai migliori 10. Galfond sostiene che per entrare a far parte dell’élite è necessario avere un talento fuori dal comune, ma non ha voluto approfondire il suo ragionamento parlando anche degli altri tratti comuni ai più forti. Lo ha fatto, invece, Doug Polk: in un recente video sul suo canale YouTube, “WCG|Rider” ha spiegato nel dettaglio quali sono le 5 caratteristiche tipiche dei migliori giocatori di poker al mondo.

Abbiamo ripreso e tradotto la sua analisi, utile ai giocatori alle prime armi per approcciare nel migliore dei modi il poker ma anche a quelli più navigati per provare a dare una svolta al proprio percorso.

Ryan Fee e Doug Polk dopo la vittoria dell'evento Tag Team alle WSOP 2016

Ryan Fee e Doug Polk dopo la vittoria dell’evento Tag Team alle WSOP 2016

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DOUG POLK: LE 5 CARATTERISTICHE NECESSARIE PER DIVENTARE UN TOP PLAYER

5. Intelligenza

Qualcuno sarà stupito perché potrebbe pensare che l’intelligenza sia più importante. L’intelligenza è importante, ovviamente, ma non quanto si potrebbe credere. Gran parte del lavoro che svolgerai nel poker sarà di analisi critica e ripetizione e non puro intelletto. Spesso il fish al tavolo è una persona estremamente intelligente: un avvocato, un imprenditore di successo, un medico. Non sono bravi a poker nonostante siano molto intelligenti. Ciononostante, ci sono molti top player di fama mondiale che hanno avuto un’educazione di alto livello: gente come Pratyush Buddiga, Cate Hall, Christoph Vogelsang e Vanessa Selbst.

4. Talento

È molto importante, ci sono tanti esempi di giocatori che sono arrivati al top (o comunque ad alti livelli) basandosi quasi esclusivamente sulla comprensione di ciò che gli avversari stavano facendo. In generale molti di coloro che ce l’hanno fatta grazie all’abilità naturale sono giocatori che hanno avuto successo tanti anni fa, gente come Phil Hellmuth e Doyle Brunson. Loro si sono imposti quando nel mondo del poker la matematica non era molto importante.

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Tuttavia, anche in tempi recenti ci sono esempi di giocatori che devono il proprio successo al talento naturale che caratterizza il loro gioco. Giocatori come Viktor “Isildur1” Blom, Tom Dwan e anche Dan Cates. Al giorno d’oggi questi player faticano (a parte Dan Cates) perché ora è fondamentale avere anche altre abilità per restare nell’élite dei migliori al mondo. Dieci anni fa bastava il talento per essere uno dei più forti, ma oggi i nuovi giocatori studiano e se non lo fai non puoi che restare indietro.

3. Una buona gestione dei soldi

Lo sanno tutti che i giocatori di poker non sono i migliori nel gestire i propri soldi, in particolare quelli che vincono tanto in un torneo o quelli scarsi in generale. Ci sono swing incredibili e io stesso sono un giocatore che sei anni fa ha perso gran parte del suo bankroll e due anni fa ha avuto un downswing di 1.7 milioni di dollari. So come funziona, e l’unica cosa che si può fare in questi casi è andare avanti e correggere i propri errori.

In generale, i migliori nel poker hanno avuto una ottima gestione dei propri soldi fin dall’inizio. È vero che a volte i giocatori high stakes vanno rotti, ma questo è un mix di mancanza di buona gestione dei soldi e incapacità di battere il livello. Siate responsabili, vi aiuterà a raggiungere i massimi livelli.

2. Dedizione a combattere le avversità

Non ce la potrai mai fare senza la dedizione a combattere le avversità. Ci sono tanti giocatori che sono arrivati in alto solo con il talento naturale. Io non appartengo a quella schiera. Io ho speso anni ai limiti più bassi per provare a farmi strada. Quando ero giovane ho faticato tantissimo, ho giocato un milione di mani ai low e mid-stakes chiudendo in breakeven. Ma vedere quel grafico mi fece pensare che non potevo che migliorare e un giorno avrei giocato contro i più forti al mondo. Ho continuato a impegnarmi e ho capito che non stavo lavorando nel modo giusto. Giocavo su troppi tavoli quando mi sarei dovuto concentrare su una sola disciplina e dare il massimo. Nel mio caso l’heads-up no-limit hold’em.

Se vuoi farcela nel poker, in qualsiasi settore, devi avere la dedizione a combattere le avversità. Nel poker l’edge è spesso molto piccolo, pertanto quando ti trovi in un periodo di bad run finisci per perdere molti soldi. La domanda che devi farti è: come puoi prendere l’avversità e trasformarla nel carburante per andare avanti?

L’edge più grande tra un ottimo giocatore e un buon giocatore è proprio questo: quando sei bloccato e hai perso un sacco di soldi e ci stai davvero male, sei in grado di giocare il tuo A-Game perché sei consapevole che sul lungo periodo succederà a tutti e solo comportandoti in un certo modo dimostrerai di essere un top player.

Top player: Isaac Haxton

Isaac Haxton

1. Disciplina

La disciplina è necessaria in tutte le aree del poker. Avere disciplina significa alzarsi da un tavolo non profittevole per cercarne uno più facile e massimizzare il tuo winrate, anche se sembrerai debole agli occhi degli altri. Avere disciplina significa sapere di essere debole in alcuni aspetti del tuo gioco e impiegare ore e ore per migliorarti. Avere disciplina significa fare level-down anche se si è potenzialmente vincenti al livello attuale ma non hai più un bankroll grande a sufficienza. Avere disciplina significa alzarsi quando non si sta dando il massimo e non si gioca in A-Game. Se non hai disciplina non diventerai mai un top player. Gente come Ben Sulsky e Isaac Haxton sono ai massimi livelli da tanto tempo, e non è una coincidenza: oltre a tante ottime caratteristiche, hanno una grandissima disciplina. Così sono riusciti a migliorare e diventare ancora più forti, pur essendo già i migliori.

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