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Doug Polk analizza un incredibile hero call su Ben Sulsky: “Una delle mani migliori della mia vita”

Doug Polk ha ripreso una mano giocata nel corso della sfida (stravinta) del 2013 contro Ben Sulsky per spiegare l'importanza di conoscere l'avversario quando si gioca in heads-up. In questo caso si tratta di un hero call veramente impressionante

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14/03/2017 14:00

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Nel corso della sua carriera Doug Polk ha giocato contro i migliori professionisti nella storia del poker online. Ed è riuscito a batterli quasi tutti, come ha sottolineato più e più volte mostrando con orgoglio il suo grafico da oltre due milioni di dollari netti vinti tra Full Tilt Poker e Pokerstars.com. Polk si ritiene un ottimo giocatore nel 6-max ma sa di non essere il migliore in questo contesto. Dove si dice sicuro di non avere rivali è nel No-Limit Hold’em heads-up, specialità che lo ha visto dominare in lungo e in largo nel corso degli anni.

A proposito di questa disciplina, uno dei momenti più alti della sua carriera c’è stato nel 2013, quando ha partecipato a una sfida online contro Ben “Sauce123” Sulsky. I due misero in palio $100.000 a testa e giocarono l’uno contro l’altro per 15.000 mani al No-Limit Hold’em $200-$400. “WCGRider” stravinse: oltre ai $100.000 della side bet, ottenne anche un profitto di $740.000.

La superiorità di Doug fu lampante ed è proprio per questo motivo che recentemente ha analizzato una mano giocata contro “Sauce123” per dimostrare quanto è importante conoscere l’avversario, ancora prima di giocare in maniera ottimale.

Il grafico della sfida tra Doug Polk e Ben Sulsky: la linea blu rappresenta il profitto di "WCG|Rider", quella rossa le perdite di "Sauce1234"

Il grafico della sfida tra Doug Polk e Ben Sulsky: la linea blu rappresenta il profitto di “WCG|Rider”, quella rossa le perdite di “Sauce1234”

 

Doug Polk vs Ben Sulsky: l’analisi di WCGRider

Questa è una delle mie mani preferite“, ammette nel video. “Ero molto molto preparato sul gioco di Ben, in particolar modo sui suoi range, che conoscevo alla perfezione. Questo spot dimostra cosa sei in grado di fare quando hai un’ottima lettura del tuo avversario“.

La mano inizia con i due professionisti seduti con circa $18.000 a testa. “WCGRider” apre il gioco rilanciando con k 10 e “Sauce123” 3-betta a $1.440. Doug chiama e si giunge quindi sul flop con $2.880 in mezzo. Le tre carte scoperte sono 9 4 3 e Sulsky, dopo aver 3-bettato preflop, sceglie di checkare.

“Qua avrei potuto fare check back ma generalmente è meglio puntare”, spiega Polk. “Non solo perché puntando vinciamo subito il piatto, ma anche perché se lui chiama possiamo poi puntare su un gran numero di turn. In questo caso specifico, su tutti i King, i 10, le Donne e i Jack. E se sei aggressivo puoi puntare anche su carte come un 8 o un 5”.

“WCGRider” decide quindi di puntare $2.000, ricevendo il call. Il turn è un j e nel pot ci sono $6.880. Ben Sulsky fa nuovamente check.

“Qui le cose si fanno interessanti perché dobbiamo chiaramente puntare. Se lo fai devi anche pianificare di andare all-in su alcuni river, ma non tutti. Quindi puntiamo sapendo che dovremo prendere una decisione in base alla carta che scenderà al river”.

Doug raddoppia la puntata e Ben chiama i $4.000. Al river ci sono $14.880 in mezzo e scende un a . Questa volta Ben non checka ma va direttamente all-in per $11.111. Doug ha in mano K-high e inizia a pensare.

Sauce123

Ben “Sauce123” Sulsky

“La mano diventa davvero divertente al river. Sauce decide di uscire in puntata andando all-in. Ricordo di aver avuto la sensazione che non potesse avere un Asso. Immaginiamo che abbia un Asso: qua, ogni tanto, esce in puntata.  Ma non penso che lo faccia con un Asso medio debole, perché con queste mani ha davvero poco senso thin-valuebettare. In questa situazione è molto più probabile che abbia A-Q o A-K

“Ma il problema è che se 3-betti e poi fai check/call, check/call con A-K o A-Q hai molte pessime carte al river, ovvero qualsiasi carta che non sia una top pair. Quindi se qualcuno floata queste mani sul turn, possono succedere due cose al river in una prospettiva di lungo periodo: folderà troppo oppure dovrà chiamare troppo light. Non penso che sia questo il caso, quindi mi sembrava improbabile che check/callasse sul turn con A-K o A-Q”.

Nonostante questa analisi molto precisa, Doug ha comunque una mano molto debole per chiamare.

“Il vero problema con questa mano è che devi reputare il tuo avversario molto creativo per credere che stia bluffando. Diciamo che abbia mani come Q-10, 10-8, 6-5, 7-5: probabilmente le c-betta sul flop o sul turn. Quando va all-in su questo river, ovviamente non ha un 9, un 4, un 3 o un Jack. L’unica cosa che può davvero avere è un Asso, ma non A-9 o A-J: con quest’ultima combinazione dovrebbe far check perché blockera davvero tutte le mie mani di valore. In quel caso è meglio trappare, e Ben lo sa”.

Dopo averci pensato a lungo, all’epoca Doug concluse che c’erano ottime possibilità che il suo avversario stesse bluffando. Giunse a questa conclusione perché in quel momento della sfida conosceva Ben Sulsky come un libro aperto e sapeva perfettamente quali erano no i suoi range in qualsiasi situazione.

wcgrider-aussie

“Questo mi sembrava davvero un bluff. Avevo giocato abbastanza contro Sauce per sapere che gli piaceva 3-bettare e poi fare check-call con come progetti di colore e scala. Mani come q 8 , insomma. Quindi ho chiamato con K-high e ha mostrato 6 5 e ho vinto il pot di circa $36.000. Una delle mie mani migliori di sempre”

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