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Come pensano i Pro

“Perché questo spot va giocato diversamente dal vivo rispetto all’online”

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12/02/2017 14:30

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È noto che il poker live e il poker online siano due mondi ben diversi, nonostante il gioco sia identico. Non a caso, ci sono giocatori che hanno un expected negativo online ma dal vivo sono estremamente vincenti e ci sono grinder che ai tavoli reali sono molto meno competitivi rispetto a quando cliccano dietro allo schermo. Il motivo non è da ricondurre solo ai tell, ma anche alle abilità dell’avversario medio che si può incontrare in un MTT Online oppure in un torneo in un casinò.

Ha parlato di questo argomento il professionista e coach finlandese Miikka Anttonen, conosciuto su Twoplustwo come “ChuckBass“.

chuckbass

Il player scandinavo ha analizzato uno spot per UpSwingPoker.com, la scuola di coaching di Doug Polk. Dal suo punto di vista, nella specifica circostanza che andremo a vedere si deve sempre chiamare online, ma dal vivo può essere ancora più profittevole rilanciare. Questo perché, come sottolinea più volte, i tornei dal vivo vanno giocati con un approccio exploitativo: non visto il field medio, non ha senso giocare secondo GTO (ovvero in maniera non exploitabile dagli avversari) ma è sempre meglio cercare i leak di chi ci sta di fronte ed exploitarli.

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“I tornei dal vivo sono tutta una questione di gioco exploitativo”, spiega “ChuckBass”. “Questa regola si applica anche ai più difficili tornei online, ma il gioco exploitativo è particolarmente importante live“.

Il finlandese prende come esempio uno spot di un torneo dal vivo da $1.100 di buy-in. Siamo in mid-stage, ci sono già le ante e da UTG+1 un signore sui cinquant’anni con uno stack di 60 big blind apre il gioco con un rilancio 3x. Hero è sul grande buio con 80 big blind e chiama con 6 6 .

“Il giocatore che ha rilanciato è molto tight preflop ma diventa una calling station postflop. Ha circa cinquant’anni e sembra essere un player amatoriale della zona”.

Queste informazioni, ovviamente, non sono individuabili online ed è proprio per questa ragione che lo spot si sviluppa postflop in due modi differenti in base al contesto.

Il flop è a 6 2 e nel piatto ci sono 7.5 big blind. Hero fa check e l’original raiser punta 6 big blind.

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“Contro un giocatore competente, non puoi mai avere un range di raise in questo spot“, spiega Anttonen. “Infatti, se qui ti metti a rilanciare con le doppie coppie e i set, il tuo calling range sarà così debole che chiunque con mezzo cervello ti exploiterà puntando sempre su turn e river quando decidi di chiamare sul flop”.

Se online è sempre corretto limitarsi al call, dal vivo la questione è differente. Potendo osservare il nostro avversario e definire a che tipologia appartiene, rilanciare può essere una decisione molto più  profittevole.

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“Se giochiamo live contro una calling station, un giocatore occasionale che non folderebbe mai A-J+ in questo spot, rilanciare può essere una buona idea. Consideriamo entrambe le opzioni”.

Opzione 1: scegliere lo slowplay e chiamare

“Se ci limitiamo al call, il nostro avversario potrebbe continuare a puntare sul turn e il river, ma perché è così tight e passivo, poche delle sue mani sarebbero dei bluff. Se ha una mano come A-Q, potrebbe puntare anche sul turn, ma potrebbe benissimo checkare per fare pot-control se il board diventa pericoloso”.

Opzione 2: andare contro la teoria pura e check/raisare

Quando rilanci contro questo tipo di giocatore, puoi facilmente finire ai resti, o almeno prendere grande valore dal suo range. È vero che rilanciando perdi valore contro i suoi bluff, ma è improbabile che un giocatore di questo tipo abbia tanti bluff nel suo range”.

Con questo esempio, Anttonen spiega che nel poker dal vivo la strategia exploitativa è quasi sempre preferibile alla GTO (eccezion fatta per per i tornei con field molto difficile).

“Il primo pensiero che devi avere in ogni spot dal vivo è come exploitare quello specifico avversario. Non ti preoccupare troppo della mossa corretta dal punto di vista della Teoria del Gioco, e nemmeno di bilanciare troppo il range. Al contrario, dovresti fare del tuo meglio per categorizzare il giocatore che hai davanti“.