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Il thinking process completo di Dominik Nitsche di un bluff contro Dan Cates

Una mano giocata al Super High Roller Bowl China tra Dan cates e Dominik Nitsche, di cui quest'ultimo ci svela il thinking process

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05/11/2020 12:00

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Daniel Cates (photo courtesy of Pokernews)

Lo scontro con Cates

Questa mano è stata giocata a metà del Day 1 del Super High Roller Bowl China.

Ero a un tavolo difficile con Daniel Cates e molti altri giocatori molto forti, tra i quali Dan Smith, contro cui era molto difficile giocare.

In questa mano ho dovuto affrontare Cates che, come tutti sapete, è uno dei migliori giocatori al mondo. 

È iniziata con Dan che ha rilanciato da bottone a 2x. In quel momento eravamo piuttosto profondi a 60x e ho chiamato dal big blind con a 2x {a-Spades} {2 -}. 

Era una chiamata piuttosto standard contro un range di rilancio da bottone, e non c’era bisogno di fare una 3Bet.

Vale la pena notare che Dan sta aprendo un range piuttosto ampio dal bottone. 

Viene da un background di cash game e la mia stima della situazione era che avrebbe aperto circa il 60 percento delle sue mani qui (c’era anche un giocatore forte allo small blind).

Il flop

Il flop è stato 10x 8 7 {10 -} {8-Spades} {7-Spades}. 

Ovviamente ho checkato (non sono mai in testa qui) e Dan ha fatto check abbastanza velocemente dietro. 

È un board su cui non continuerà a puntare molte mani, ma solo su alcune. Fondamentalmente mi aspetterei che puntasse molti dieci o meglio, e facesse check con molte coppie medie e piccole.

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Mi aspetto anche che faccia check con {j -} {10-} e qualche progetto di colore, ma non troppi a questo punto. 

Il modo in cui la maggior parte delle persone gioca, non tende a fare check con i draw di colore tutte le volte che dovrebbero, e penso che, al contrario, dovrebbero farlo molto più di qualche volta. 

In realtà io avevo l’Asso di picche in mano, il che significava che non potesse avere il progetto di colore nuts (con il quale penso che probabilmente avrebbe puntato per costruire un piatto).

Il TP al flop

Stavo già pensando, prima che scendesse il turn, che se fosse stata una carta di picche, e specialmente una di picche alta, diciamo k q o j , {k-Spades}, {q-Spades} o {j-Spades}, più alta fosse stata la carta, meglio sarebbe stato per me, perché mi sarei aspettato che provasse a costruire un piatto con progetti di colore che io avrei battuto col mio asso.

Come è successo, il turn è stato il k {k-Spades}, rendendo il board 10x 8 7 k ,  {10 -} {8-Spades} {7-Spades} {k-Spades}. 

Il mio primo pensiero è stato che fosse una carta sulla quale non volevo puntare molto spesso, ma allo stesso tempo avevo a 2x {a-Spades} {2-}, quindi ho pensato che avrei dovuto scommettere. 

Avrei certamente potuto anche check-callare, ma penso che ci fossero molte mani migliori con cui fare una mossa di questo tipo, come {a-Spades} {8-} o {a-Spades} {7-} ( che mi avrebbero dato anche una coppia). 

Quelle sarebbero mani più ragionevoli con cui fare check-call.

Potrei rappresentare anche molte mani come doppia coppia o colori chiusi. Così ho deciso di puntare circa l’85% del piatto e Daniel ha chiamato.

La bianca del river, cosa rappresenta Cates?

Il river è stato un {3-} offsuit. A questo punto, ho pensato che il punto di Cates non fosse più alto di una coppia. 

Ha un re abbastanza spesso, che secondo me dovrebbe essere un bluff-catcher contro la mia scommessa, perché non dovrei bettare mai peggio di un re. 

Se ho asso-dieci, non scommetterò mai al turn in maniera così decisa. Penso che un dieci per la maggior parte delle volte sia solo un check.

Quindi o ho una doppia coppia o qualcosa di addirittura meglio, alla fine. 

Posso avere anche {j -} {9-} e tutte le combinazioni di {9 -} {6-}. 

È importante sapere che le mie mani inferiori in qualche modo devono essere una doppia coppia o meglio. Non sono nemmeno sicuro di poter puntare su una mano come {8 -} {7 -} – dello stesso seme. 

Credo che potrebbe essere la parte inferiore del mio range quella su cui dovrei scommettere.

Ho deciso che avrei potuto contare su due dimensioni di puntata: una in cui punto le mani come una doppia coppia, quindi mediamente forti, e una in cui farò affidamento su mani ancora più importanti, come i miei colori e le mie scale. 

Con queste ultime mani, quelle che penso siano effettivamente nuts, voglio puntare più della dimensione del piatto, perché voglio costringerlo a bluffare. 

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Quando si presenterà con una mano come {10 -} {9-} con un picche, o {k -} {x-} con un picche, voglio farlo bluffare, non voglio che chiami. O folda o bluffa.

Dan Cates

Dan Cates (Hayley Hochstetler & Pokernews)

Il valore immenso dell’asso di picche

È molto importante per me avere in mano l‘asso di picche, penso, perché potrei plausibilmente giocare molti colori nut e progetti di colore nut in questo modo. 

Anche il k {k-Spades} sul board è importante. Ma l’asso di picche nella mia mano è un buon bluff, perché prima di tutto scommetto al turn, e quando scommetto al turn non lo sto facendo in bluff puro.

Scommetto {a-Spades} al turn solo quando ho un {2-}, un {3-}, un {4-} o un {5-} come seconda carta. 

In realtà molte persone potrebbero guardare questa mano e pensare che io bluffo sempre con l’asso di picche, e quindi Dan potrà chiamarmi perché sto semplicemente bluffando troppe volte. 

Sarebbe corretto se stessi bluffando con ogni mano con il a {a-Spades} {x-}. Ma se pensi su quale {a-Spades} scommetto, in realtà non ne ho così tanti.

Il river porta un {3-} in questo caso, quindi a questo punto decido che non avrei bisogno di bluffare con {a-Spades} {3-} perché guadagno un po’ di valore allo showdown e potrei battere alcune mani come {a -} {j-} o {a -} {q-} e altre {a -} {x-} mani con un picche.

La scelta del bluff su cui “puntare”

Fondamentalmente decido di scegliere una mano {a-Spades} {x-} con cui bluffare che non blockera nessuno dei suoi fold.

Se scommetto circa una volta e mezza la dimensione del piatto, dovrà passare molte mani, perché rappresento i colori in modo quasi perfetto.

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Questo è il mio obiettivo con quella dimensione della puntata: rappresentare i colori e possibilmente le scale.

Quindi questo è quello che ho fatto: ho scommesso una volta e mezza la dimensione del piatto. E mi ha chiamato con {9 -} {8-} senza nessun blocker  di picche, che penso sia un chiaro errore, poiché non ha blockerato nessuna delle mie carte di colore. 

Se avesse avuto {9 -} {8-} con una carta di picche, sarebbe stato un call migliore da parte di Dan Cates in quanto avrebbe potuto ridurre la possibilità che io avessi un colore di un bel po’ su questa texture del board.

Quando stai bluffando, è particolarmente importante essere consapevoli di ciò che il tuo avversario sta cercando di rappresentare e quindi i blocker sono importantissimi. 

Se continui a bluffare, perché pensi “oh, sai, questo ragazzo ha così tante mani di {a-Spades} {x-}”, devi pensare a quali mani di {a-Spades} {x-} potrebbero fare quella mossa. 

I buoni giocatori non prenderanno in esame solo l’ a e decideranno in base ad esso, ma guarderanno anche la loro seconda carta. 

Perché se non guardi la tua seconda carta, ti presenterai con troppi bluff e ti chiameranno troppe volte.

Questa è una lezione da portare via da questa mano. 

Quando usi il blocker per rappresentare il nut flush, assicurati di usarlo solo per quello scopo, non solo giusto perché lo hai. 

Inoltre devi tenere a mente che a volte vuoi checkare anche quelle mani al turn, in modo da non rappresentarlo quando il river esce di picche. 

Non si tratta solo di bluff, ma anche di proteggere il tuo range di valore al turn quando si fa check-check. Se punti sempre l’asso di picche al turn e al river esce una carta di picche, allora sei in una situazione terribile.

Devi assicurarti che il tuo piano di gioco sia ben congegnato su tutta la linea. 

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