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Jason Koon analizza il piatto televisivo più alto della sua vita: “Al river non ho guardato il board…”

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29/04/2019 15:30

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La scorsa estate, i regular delle partite di poker più alte del mondo si sono ritrovati in Montenegro per partecipare a una serie di high roller e partite di cash game. Queste ultime erano suddivise tra home games privati e riservatissimi e tavoli televisivi. Come vi raccontammo all’epoca, Jason Koon fu protagonista del piatto più alto mai ripreso dalle telecamere. Una cifra spropositata che, lo vogliamo ricordare e sottolineare con forza, solo questi giocatori possono permettersi grazie a bankroll assolutamente in linea con il denaro in gioco. Parliamo di poker player stakati da ricchi investitori e soprattutto di businessman con patrimoni da svariate centinaia di milioni di dollari.

Le cifre vanno sempre rapportate al benessere economico di chi si siede al tavolo e vogliamo ribadire ancora una volta che il poker è un gioco e non bisogna mai giocare sopra le proprie possibilità. Se riportiamo queste mani high stakes è solo perché offrono interessanti spunti tecnici che possono essere utili per migliorare il proprio gioco.

A proposito di tecnica e strategia, recentemente Jason Koon ha deciso di analizzare pubblicamente quella mano, spiegando il suo thinking process street by street e regalando quindi preziose informazioni a tutti gli appassionati di cash game. Non capita tutti i giorni, infatti, di ascoltare le spiegazioni di un fenomeno come “jakoon1985“.

Jason Koon

Jason Koon analizza il monster pot contro Elton Tsang

L’action preflop inizia con il rilancio di Koon a a 13k da UTG con 6 5  . Chiama Paul Phua dal cutoff con 8 6 , chiama Tom Dwan dal bottone con a 10 e chiama anche Elton Tsang dal big blind con k **q7* .

“Avevo 300 bb davanti, con quella profondità aprire con 6-5s è standard. Paul chiama con una mano particolare, Tom chiama in posizione con A-10 off ed è abbastanza standard. Il call di Elton è davvero standard con K-7s”, spiega Koon.

Il flop è **c8* a  7  e ci sono 64k in mezzo. Koon ha un progetto di scala bilaterale e un progetto di colore. Fanno tutti check fino a Dwan, che decide di puntare 24k. Tsang decide di chiamare con la sua bottom pair, mentre Koon alza la posta a 100k. Dwan folda e a questo punto Tsang si inventa la giocata: 3-betta a 324k!

“È un action flop per me”, spiega il player americano. “Decido di checkare perché siamo davvero deep e il mio draw è così buono che in caso di bet posso rilanciare e prendere valore dalle top pair. Quando check/raiso non posso avere sempre e solo un set (per un discorso di bilanciare il range, ndr), posso far foldare molte buone mani e vincere subito il piatto”.

“Tom fa una puntata media e Elton decide di chiamare con middle pair e un backdoor, che è abbastanza loose. Io vado avanti e rilancio. Ora Tom è in uno spot difficile, ha esattamente la mano che speravo di far foldare. E folda. Mi sorprende tantissimo che Elton rilanci a sua volta, a questo punto sta rappresentando una mano davvero forte”.

L’analisi di Koon sul rilancio di Tsang…

Di preciso, con quali mani può comportarsi in questo modo il giocatore asiatico? Koon non ha dubbi.

Il suo value range a questo punto può essere solo composto da set e da una unica doppia coppia: A-8. Non può aspettarsi che io mi giochi il mio stack con una mano peggiore di A-8, quindi rilanciare con A-7 qui sarebbe davvero tosta per lui”.

… e sul suo call

Koon non si aspettava il controrilancio e ora è una situazione molto difficile. Ma sente di non poter comunque foldare.

Mi trovo in uno spot davvero tosto. Se ha una mano fatta, spesso si committerà, ma potrebbe anche avere mani come J-10 a cuori, 9-10 a cuori. Io sono obbligato a continuare con questa equity che mi ritrovo. Qui potrei scegliere anche di andare all-in direttamente sul flop, ma con quali mani verrei chiamato? E con quali mani riceverei un fold? Considerando che sono in posizione e abbiamo ancora un po’ per cui giocare dietro, scelgo di chiamare. Posso prendere ottime decisioni al turn”.

Il professionista americano decide quindi di chiamare, portando il piatto a 736k. Il turn è una q . Ora Tsang ha il nut flush draw oltre alla bottom pair. Con 930k dietro, punta 390k. Koon chiama ancora con il suo combo draw.

L’action sul turn

“Non avevo mai giocato contro Elton ma sapevo che era un giocatore molto aggressivo e loose“, premette Koon. “Il turn è fortunato per lui, perché gli apre anche un progetto di colore nuts e quindi sceglie di non andare all-in ma puntare più piccolo. Se fosse andato all-in sarei stato costretto a foldare, ma invece mi trovo davanti a una bet half pot che mi mette in difficoltà”.

Jason Koon si mette poi nei panni di Tsang, fornendo una interessante opinione: “Nei suoi panni, il check e l’all-in erano le mosse migliori. Penso che la sua giocata sia brutale, si sta committando senza avere in mano l’action. Se avesse fatto all-in mi avrebbe costretto a foldare molte mani marginali ma migliori della sua”.

Perché decide di chiamare? Per un aspetto troppo spesso sottovalutato: è in posizione.

“Decido di chiamare con 6-high senza fold equity perché se ha mani come J-10s e il river è un brick, lui non può più continuare a puntare. A quel punto, di fronte al suo check, potrei andare all-in e bluffarlo con un’ottima percentuale di successo”.

Partypoker Millions Jason Koon

Jason Koon

Il river magico e il retroscena

Al river il piatto è di 1.5 milioni. L’ultima carta comune è un 4  che consegna a Koon il nuts. Qui Koon si discosta dall’analisi tecnica e svela una curiosità.

“Al river centro il nuts, ma non lo so perché decido di non guardare quell’ultima carta ma il mio avversario. Osservo Tsang finché non fa action. Speravo di cogliere qualche tell ma lui è molto esperto live, non dà tell”.

Quando Tsang checka, Koon guarda il board e scopre di avere il nuts assoluto. E qui, nonostante sia un professionista da dieci anni, non riesce a essere impassibile come vorrebbe.

“Quando ho visto quella carta al river, considerando la cifra che c’era in mezzo… sono un essere umano, mi sono emozionato, lo ammetto. Conosco persone davvero capaci di non avere emozioni in questo caso. Sono i miei mentori, io non sono ancora al loro livello”.

Elton pensa a lungo se andare all-in in bluff, ma alla fine decide di fare check. Koon non può fare altro che andare all-in per 574k rimanenti. In questo modo porta il pot a quota 2.1 milioni, il più alto mai visto in tv fino a quel momento. Koon va all-in e il suo avversario folda.

“Elton fa check, io vado all-in e lui folda. È un fold importante secondo me perché ci sono molte combo che batte a questo punto, considerando il brick al river. Io inoltre vado all-in per un terzo del pot, il suo call è profittevole se vince anche solo un quarto delle volte. Non sono solito mostrare le mia carte ma in quel caso, complice l’emozione, gli ho mostrato il 5. Però poi gli ho subito detto che avevo il nuts!”

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