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Come pensano i Pro

“La testa è uno dei motivi per cui in molti non resistono nel poker”

Scritto da
07/02/2016 12:31

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Nel mondo dello sport, non di rado quando ci si riferisce a professionisti talentuosi che non hanno avuto una carriera all’altezza di quel che ci si aspettava si rimarca che “non avevano testa”. Vero o meno che sia in ogni caso specifico, questa è anche una delle ragioni principali per cui, secondo Jonathan “apestyles” Van Fleet, molti giocatori di poker non riescano a rimanere ad alti livelli a lungo.

Lui certo non parla per sentito dire, visto che è comparso su PokerStars nell’estate del 2005 e ancora è lì, a giocare ad alti livelli con risultati invidiabili: complessivamente, “apestyles” online ha vinto in carriera qualcosa come 1.500.000 dollari netti, spiccio in più spiccio in meno, ed in questo lasso di tempo di gente andare e venire deve averne vista parecchia.

“Quando si hanno dei limiti a livello mentale andare a correggerli davvero può risultare difficile, e questo è un punto molto importante invece perché il poker è un gioco che può farti uscire di testa – ha raccontato a PocketFives.com – penso che sia proprio questa la ragione per cui un sacco di gente non sia capace di resistere a lungo in questo ambiente”.

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Van Fleet sottolinea che non si tratta soltanto di saper sopportare gli swing più brutali – un aspetto già di per sé tutt’altro che semplice da gestire in maniera ottimale – ma anche di essere abbastanza intelligenti e maturi da riconoscere i pericoli di uno stile di vita che (se condotto in maniera poco consapevole) può portare ad una sorta di isolamento dagli altri, che certo a lungo andare difficilmente può essere salutare.

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E se lo dice in fondo è perché magari lui stesso ha avuto bisogno di tempo ed esperienza per trovare un equilibrio almeno accettabile, un po’ come spiega essergli accaduto con il rapporto col denaro, che è diventato in qualche misura più adulto col trascorrere del tempo.

In passato ero abituato a spendere soldi in oggetti costosi che perdono rapidamente valore – ha ammesso – mentre adesso il mio rapporto con i soldi è decisamente cambiato. Non mi interessa avere orologi costosi o delle automobili, ho invece molto rispetto per chi è un milionario e non sente il bisogno di sbatterlo in faccia agli altri“.

Al pari di tutti gli altri giocatori di tornei online Jonathan è impegnato nello SCOOP, dove finora il suo risultato più rilevante è stato un settimo posto per poco meno di 30.000 dollari, una cifra che verosimilmente considera una sorta di “assicurazione sulla vita” visti i soldi necessari per giocare uno schedule di alto livello in questa manifestazione: “Lo SCOOP ha sempre il potenziale per finire molto bene o parecchio male – ha ammesso – anche per questo aver vinto per la prima volta il Sunday Brawl all’inizio di maggio è stato bello”.

E con le World Series ormai alle porte, lui che un tavolo finale alle WSOP non l’ho mai giocato spera che il bello debba ancora venire…