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Phil Laak e un bluff pazzesco su Dan Cates, ce lo spiega Jonathan Little

Jonathan Little analizza un bluff tentato (e riuscito) da Phil Laak su Dan Cates, in occasione della partypoker Premier League V del 2012.

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12/05/2021 10:30

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Facciamo un salto nel tempo di quasi dieci anni, più precisamente nel 2012, per analizzare insieme a Jonathan Little, stimato coach e pro player, un bluff molto particolare che Phil Laak ha provato ai danni di Daniel Cates.

Come forse ricorderete, lo show era caratterizzato ad una serie di tornei Sit & Go, con protagonisti alcuni dei professional poker player più forti e famosi del mondo.

 

Phil Laak

Phil Laak

 

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Uno start particolare

La mano parte con i bui a 15.000/30.000 e quattro player left. Cates da small blind ha A 9 e fa solo limp, una mossa che Little giustifica così: “Quando sei short, puoi provare la strategia limp/shove con alcune delle mani più forti”. Qui però Laak con 9 7 fa check e quindi andiamo direttamente al flop.

Flop: K A Q

Cates ha top pair, che cosa dovrebbe fare? “Avere top pair al flop qui deve spingere Cates a puntare per protection”, spiega Little. In effetti Dan punta 40.000. Di solito la mano si concluderebbe qui, visto che Laak non ha niente, ma ‘Unabomber’ opta per un raise a 97.000.

“Non mi piace qui il bluff di Laak, anche se lui di solito gioca in maniera solida e fa questi bluff pazzi di tanto in tanto. Quando fai un raise in bluff, vuoi avere almeno un po’ di equity backdoor. Laak non può avere molte mani forti su questo board, perché avrebbe rilanciato il limp pre-flop di Cates. Perciò se Cates manda la vasca, Laak deve foldare tutto”.

Il river cambia tutto

Cates chiama, come farebbe anche Little per “tenere dentro tutti i bluff di Laak”, e il turn è un A . ‘Jungleman12’ centra il trips d’assi e fa ancora check, ma Phil Laak rallenta e si adegua. Il river è un 6 .

“Se Cates si trova contro un altro asso, quasi sempre dividerà il piatto. Inoltre per lui sarà difficile estrarre valore da mani peggiori, perciò il suo check mi piace, afferma Little. Effettivamente Cates lascia la parola a Phil Laak, ma la situazione è cambiata.

La terza carta di fiori permette a ‘Unabomber’ di continuare a bluffare: non ha valore di showdown, perciò per vincere il piatto ad 254.000 chip deve per forza bluffare: “Se avesse un asso, una scala o un colore, starebbe valuebettando, perciò questo apre la porta a una frequenza di bluff maggiore: Laak può far foldare molto del range di Cates al river, quindi ha senso puntare.

Phil Laak vs Dan Cates: il video

Phil Laak punta 146.000, circa tre quarti del piatto. Tenete presente che ha uno stack di 672.000, poco più dei 605.000 di Dan Cates. Che cosa fareste nei panni di Jungleman?

“Penso sia un call facile, sentenzia Little. “Cates dovrebbe chiamare, specialmente perché ha il 9 che block era alcuni colori. Questa mano diventa un fold solo se sappiamo che oppo è un giocatore weak, tight e passive che non bluffa mai”.

Forse proprio per questo che Cates incredibilmente getta le carte nel muck. Per quanto possa essere stata una follia, il bluff di Phil Laak ha funzionato!