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“Come si gioca dallo small blind? Poche mani e tanta aggressività”

Il top player americano Andrew "LuckyChewy" Lichtenberger ha analizzato il gioco dallo small blind, spiegando perché è molto difficile ottenere profitto da questa posizione

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15/08/2019 11:01

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Uno degli aspetti più sottovalutati nel poker, che si tratti di cash game o di MTT, è l’importanza di giocare in posizione. Questo è un concetto che sembra non entrare in testa alla maggior parte dei giocatori amatoriali, mentre per i professionisti è una regola sacra, al punto che molti di loro giocano da questa posizione solo con mani di alto livello e solo rilanciando.

Una strategia molto generale che suggerisce anche il top player americano Andrew Lichtenberger. Interpellato da CardPlayer TV, “LuckyChewy” ha fornito alcuni interessanti consigli sul modo migliore di giocare dallo small blind, una posizione dalla quale la maggior parte dei giocatori risulta in perdita (anche molti pro).

Andrew Lichtenberger

Perché lo small blind è la posizione peggiore?

Rivolgendosi ai giocatori alle prime armi, Lichtenberger spiega perché quella dello small blind è la posizione peggiore a un tavolo di poker.

Lo small blind è la posizione peggiore in assoluto perché giochi fuori posizione su tutto il tavolo post flop. È uno svantaggio che molti sottovalutano. L’altro aspetto riguarda le pot odds: il big blind ha sempre delle odds migliori per entrare in gioco, perché ha già postato due blinds”.

Lichtenberger spiega che uno degli errori più comuni è credere che giocare dallo small blind o dal big blind sia essenzialmente la stessa cosa. Ovviamente non è così, ecco alcuni motivi spiegati dal pro americano:

Il big blind chiude l’azione preflop, lo small blind no. Spesso, entrando in gioco con un call, lo small blind favorisce lo squeeze del big blind. Ecco perché devi chiamare molte meno dallo small blind rispetto al big blind. In linea generale, devi cercare di essere molto più cauto. È difficile fare profitto dallo small blind“.

cash small stake

LuckyChewy: “L’aggressività dallo small blind colma il gap della posizione”

Tornando al discorso già fatto all’inizio dell’articolo, Lichtenberger spiega che la migliore strategia dallo small blind è l’aggressività.

“La miglior strategia dello small blind è essere aggressivi. Con l’aggressività riesci a colmare il gap della posizione sfavorevole. Quindi, se sei deep e gli stack permettono di giocare post flop, cerca di entrare in gioco solo rilanciando. Altrimenti folda. Molte mani sono adatte per chiamare, ma solo da altre posizioni”.

Tornando invece alla differenza tra giocare da small blind e giocare dal big blind, Lichtenberger fa un esempio concreto:

“È difficile dire in modo matematico quanto devi foldare meno dallo small blind rispetto al big blind ma diciamo che hai una mano come 7-4s: se sei sul big blind e c’è un solo raise, difendere è quasi sempre giusto. Se invece sei sullo small blind, è quasi sempre fold. Non solo perché il big blind potrebbe squeezare e costringerti a foldare ma anche perché se lui chiama, diventa molto più difficile per te realizzare la tua equity post-flop, in quanto sarai costretto a fare molti più check/fold visto che sei fuori posizione”.

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Come si gioca dallo small blind? Con poche mani e tanta aggressività

Il consiglio di Andrew Lichtenberger sul gioco dallo small blind è molto semplice: giocate meno mani possibile e quando lo fate siate aggressivi.

“Giocare dallo small blind ti costringe a ragionare sullo sviluppo della mano in modo molto complesso e approfondito. È una sfida. È un po’ diverso in un formato dove ci sono tre blind uguali, ad esempio 100-100-100 (come succede in alcune partite di cash game, ndr). Se il big blind posta la stessa cifra del big blind cambia un po’ la situazione, ma resto dell’idea che sia meglio giocare poche mani dallo small blind e che sia importante farlo sempre in modo aggressivo“.

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