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Strategie di base: Negreanu e l’arte dell’heads up

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14/10/2012 06:27

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Daniel Negreanu ai tavoli del National Heads-up Poker ChampionshipCi sono naturalmente significative differenze tra le partite a sei o nove giocatori ed un match di poker testa a testa: i range di mani che vanno giocati sono diversi e altrettanto lo sono le strategie da impiegare al tavolo. Ecco allora alcuni consigli di base del Pro di PokerStars Daniel Negreanu.

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“Nelle partite heads-up, il giocatore che impiega l’approccio più aggressivo risulta poi spesso come il vincitore finale. E la ragione di ciò sta nel fatto che si centrerà qualcosa al flop con meno frequenza e quindi il piatto andrà al più skillato a gestire la mano dopo le prime tre community card.

Se continuate a mettervi in situazioni dove è l’altro che effettua le puntate, diventerà più difficoltoso per voi prendere la decisione giusta. Pertanto è vivamente consigliabile che siate voi l’aggressore, mentre una linea check/call sarà una strada percorribile qualora vogliate intrappolarlo con una mano molto forte.

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Il trapping è tuttavia un’azione che richiede una certa arte per essere implementata, e la forma più comune per realizzarla prende il nome di slow play. Attenzione però, perché non sempre si rivelerà la mossa giusta in quanto l’altro potrebbe centrare una carta fortunata al river e battervi inesorabilmente. La chiave per un buon trapping sta quindi nell’evitare di cadere nella stessa trappola costruita per l’altro.

Facciamo un esempio: diciamo che avete k k e che pre-flop vi siete limitati al call. Le prime tre carte del board sono a 8 5 ed ora la vostra premium hand corre il rischo di essere dietro per via della presenza dell’Asso. Se l’oppo ne ha in mano un altro, le vostro chanche di vittoria sono dunque riposte negli ultimi due Kappa nel mazzo. In definitiva, quindi, avete cercato d’intrappolare l’altro limpando pre-flop ma le cose non sono andate come previste. A questo punto procedete con cautela e non lasciatevi fuorviare dal fatto che avete comunque la seconda mano di partenza più forte nel Texas Hold’em.

Un altro elemento importante da valutare è sicuramente l’aumento dei bui: man mano che salgono di valore le qualità delle mani con cui pushare pre-flop scenderà considerevolmente. Nelle prime fasi di un heads-up, ad esempio, è facile che se due finiscono ai resti in mano hanno tipo KK contro QQ, oppure AA contro KK. Dopo il quinto livello di gioco, invece, le mani a difesa dei bui cambieranno e si vedranno perciò showdown come A3 contro K10.

Le idee espresse finora sono comunque soltanto delle riflessioni di base, anche se potrebbero risultare utili a coloro che approcciano questa specialità per la prima volta. Credo che l’heads-up diventerà sempre più popolare nei prossimi tempi, ed aumenteranno di conseguenza anche i tornei dedicati”.