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Altra Strategia

Faraz Jaka: un maniac in azione al World Poker Tour

Scritto da
31/05/2011 07:17

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Alcuni giocano da maniac e Faraz Jaka è certamente uno dei più noti esponenti di questo stile. Può indubbiamente subire parecchia varianza, ma metterlo su una mano è quasi impossibile.

Nello spot che stiamo per raccontarvi, capitato al WPT Championship del 2010, non scoprirere tutte le carte del forte Pro americano ma potrete comunque farvi un’idea di cosa voglia dire avere di fronte un avversario del genere.

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Con bui 400/800 e ante di 100, Jaka limpa da middle position con una starting hand che non ha voluto rivelare neanche alla fine, o perlomeno non completamente visto che ha poi mostrato un 2. L’oppo dal bottone, con stack sostanzioso ma leggermente inferiore a quello di Faraz, rilancia fino a 3.500 e Jaka re-raisa a 11.500. “A volte lo faccio con gli Assi, ma in qualche occasione anche con una mano spazzatura” racconta Faraz che in carriera ha vinto oltre 2,3 milioni di dollari in premi nei tornei.

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Il bottone decide di chiamare e sul flop arrivano 2 6 10. Jaka fa check e l’altro punta 11.000: “Il mio istinto mi diceva che in realtà era weak” spiega Jaka, “non pensavo avesse una monster pre-flop tipo AA o KK e quindi ho fatto call”. Il turn è un 10 che accoppia il board e “The Toilet” (il nick che usa online) esce puntando di sole 800 chips. “Mi piacciono questi giochetti. La gente non li capisce ed a volte reagisce facendo cose stupide e lasciandomi vincere il piatto.”

Ma l’avversario non sembra dar peso alla cosa e rilancia invece fino a 30.000: “Davvero un grosso raise” ammette Jaka. “Ho pensato che in realtà mostrasse debolezza perché il 10 era una buona scary card e lui ne era consapevole. Ma quella size così elevata mi suggeriva che volesse farmi foldare una possibile middle pair. Così ho chiamato. Potevo avere una mano buona o anche solo un 2. In quest’ultimo caso, il call è motivato dal fatto che so che l’altro sta bluffando e che quindi è sufficiente per vincere il piatto.

Chiamando invece con una mano forte, tipo 22 o T2, allora lo faccio perché penso che sia ancora debole e che non callerebbe un ulteriore re-raise. In conclusione, non importava cosa avessi in mano: mi bastava sapere che era weak per giocare in quel modo.”

Sul river scende infine un a che completa un possibile colore. Jaka punta 26.000 e l’altro folda. “Se avevo una buona mano, quella size era l’ideale per farsi chiamare perché con qualcosa di mediocre non avrebbe investito altro in termini di chips. Se volevo bluffare, non c’era motivo di sparare molto alto. O ce l’aveva o non ce l’aveva. Alla fine ho mostrato un 2, ma non voglio dire quale fosse la mia mano completa perché mi piace incuriosire la gente. Le carte sono importanti fino ad un certo punto. Il bello sta nell’avventurarsi in un piatto contro qualcuno provando ad immaginare come l’altro possa rispondere alla mia action su ogni singola street.”

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