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Altra Strategia

Il poker e la strategia flessibile

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27/10/2012 06:12

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Michael Piper è un giocatore britannico, salito alla ribalta della cronaca pokeristica nel 2010 per essere finito quarto all’ EPT di Sanremo vinto da Liv Boeree. Michael è prevalentemente un cash player della specialità Pot Limit Omaha, che recentemente ha scritto circa l’importanza di sviluppare strategie flessibili a seconda di come cambiano gli scenari di gioco.

Nonostante Piper si riferisca al PLO, i suoi concetti sono universali: “Qualche volta, quando vi troverete a floppare il nuts o un draw particolarmente bello, non avrete il problema di pianificare la vostra azione nelle streets successive. Il vostro unico pensiero, infatti, sarà quello di far finire i vostri soldi nel piatto il prima possibile”. Tuttavia,  questo non accade molto frequentemente.

Più spesso, un giocatore sarà chiamato a pianificare l’intero corso di una mano immaginandosi vari scenari possibili, e cercando di cogliere quale sia l’azione più profittevole in ciascuno di questi.

Perciò, stabilire una linea e seguirla indipendentemente dai cambiamenti che avvengono sul board e dall’azione che ne deriva è sbagliato: “Non dovreste mai pianificare strategie rigide. Una volta  in possesso di informazioni che pensiate possano aver cambiato la situazione, lasciatevi il margine per poter discostarvi dalla vostra idea originaria e prendere la decisione migliore in virtù di quanto accaduto adesso”.

Un altro punto affrontato riguarda la bontà delle decisioni che si possono prendere al tavolo da poker: la decisione migliore infatti non è sempre anche quella più semplice. Scrive Piper: “Non pianificate le vostre azioni semplicemente con l’idea di evitare decisioni difficili: essere un giocatore di poker migliore dei vostri avversari sarà proprio ciò che vi consentirà di fare scelte più profittevoli dei vostri avversari proprio in queste situazioni”.

E se certo fare la cosa giusta in situazioni complesse può condurre facilmente a sbagliare, questo non è per Michael un problema, fintanto che ci si pone con lo spirito giusto: “Non elaborate strategie che vi porteranno a commettere errori, ma piuttosto ponetevi come obiettivo quello di imparare da questi”.

Un consiglio che suona forse banale, quello di Michael Piper, ma come spesso accade nel poker texas hold’em la differenza che passa tra un potenziale buon giocatore ed un buon giocatore sta nel fatto che il primo sa cosa sia giusto fare in una certa situazione, mentre il secondo riesce a metterlo in pratica.

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