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Strategia H.O.R.S.E.: l’importanza dello “scoop”

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18/01/2013 08:14

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Scotty Nguyen, campione WSOP del 50.000$ H.O.R.S.E. nel 2008Per diventare dei vincenti nei giochi mixed, e in particolare nell’H.O.R.S.E. che ne è un pò la “summa”, è importantissimo focalizzarsi su un concetto fondamentale nei cosiddetti split games: lo “scoop”. Fare “scoop” significa avere una mano che si rivela buona sia per vincere l’high, sia per il low.

Parlando di H.O.R.S.E. sono due le specialità che prevedono lo split, ovvero lo Stud Hi/Lo e l’Omaha Hi/Lo. In entrambi questi giochi, allo scopo di qualificarsi per concorrere al punto low, è necessario avere almeno cinque carte differenti dall’8 in giù.

Il primo e più importante punto da capire qui è che negli split games le carte di medio valore sono semplicemente da considerare spazzatura. Mani come 7 8 9 nello stud h/l o come 7 8 9 10 nell’omaha h/l sono da buttare. Sebbene siano mani di buona prospettiva nelle forme regolari di questi giochi, hanno fondamentalmente zero chances di vittoria della parte low del piatto. Questo fa sì che se decidi di giocarle, stai implicitamente facendo un investimento sbagliato alla base. Buttale via!

Il secondo punto chiave è che le mani di partenza basse hanno sempre un vantaggio su quelle alte, poiché è abbastanza facile che con carte basse si possa vincere anche l’high, mentre è al contrario impossibile con carte alte vincere il low. Ciò significa che negli split games, le migliori mani di partenza sono quelle basse ma dal buon potenziale di diventare anche “alte”.

Michele Limingi, forse il miglior italiano nell'H.O.R.S.E.Mani come a 2 3 nello Stud hi/lo o a a 2 3 nell’Omaha hi/lo sono le starting hands che vorresti vedere sempre. Sono mani potenzialmente molto buone per aggiudicarsi l’intero piatto, e non solo metà o addirittura un quarto di esso: non è raro infatti vedere giocatori rincorrere piatti in cui hanno chance solo in uno dei due pot, per poi accorgersi che magari devono dividere anche quella metà che avevano ipotizzato di poter incamerare.

Molti giocatori si fanno trascinare da un range di mani che nei loro pensieri sono giocabili, perchè garantiscono un certo numero di volte di potersi giocare un buon high o un buon low. Il problema è che quando ti “scoopano” perdi tutto, e una strategia del genere è puro suicidio, perchè perdere chips in molti piccoli piatti in cui non avresti dovuto neanche esserci, equivale a perdere due o tre monster pot nel No Limit Hold’em, di quelle che in genere rovinano una sessione cash o ti fanno uscire da un torneo.

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