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Strategia cash game: guida ai micro stakes (6° parte)

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15/12/2010 11:15

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Sapere chi si ha di fronte è molto utile...Nella sesta parte della guida redatta da “sircuddles” su come battere profittevolmente i micro stakes del cash game, siamo giunti ad un aspetto importante, ovvero l’analisi dei vari avversari che ci troveremo di fronte: nel poker spesso una decisione è influenzata pesantemente dalle loro caratteristiche, ed è in casi come questi che software come Poker Tracker 3 o Holdem Manager si rivelano molto utili.

L’autore, che come sempre si rivolge a giocatori che frequentino livelli inferiori al NL25, cerca quindi di sintetizzare schematicamente ciascun avversario in base a due delle statistiche fondamentali degli HUD, ovvero il VPIP (acronimo per “Voluntary Put In Pot“, si riferisce alla percentuale di mani giocate complessivamente) ed il PFR (acronimo per “PreFlop Raise“, ovvero la percentuale di mani giocate dal nostro avversario in cui entra rilanciando anziché chiamando una puntata altrui).

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Questa la classificazione, sulla base di queste statistiche, proposta da “sircuddles“:

...perché c'è 'villain' e 'villain'...VPIP 3-10/ PFR 2-8: nitty
“Questo genere di giocatori è piuttosto exploitable, si tratta essenzialmente di dargli credito. Solitamente giocano mani legittime, e vanno quindi presi sul serio quando danno segnali di forza”

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VPIP > 30 / PFR 10 – : calling station
“Si tratta di giocatori scarsi e passivi, che amano giocare un poker ‘amichevole’, entrare in un gran numero di piatti e limitarsi a chiamare le vostre puntate. E’ molto facile estrarre valore da questi avversari. Per contro, è importante non cercare di bluffarli e prestare attenzione quando si fanno aggressivi”

VPIP 12-18 / PFR 10-16 : TAG
“Spesso si tratta di regular, ed in genere sono gli avversari più ostici che possiate trovare a questi livelli. Cercherà di giocare spesso in posizione, e nel caso in cui anche lui vi consideri regular potrete mettere in atto qualche buona giocata contro di loro, sebbene non così spesso. Solitamente si tratta di avversari pensanti, ma se vi identificano come ‘unknown’ vi tratteranno di conseguenza”
Short Stacker (aventi dai 20 ai 50 big blinds):
“Nonostante si possano suddividere in varie categorie, la maggior parte di questi giocatori è pessima. Spesso andranno all-in preflop con un range che comprende mani anche molto marginali, per cui dovreste adattare il vostro range di call di conseguenza. Ve ne sono anche alcuni capaci o molto chiusi, ma si tratta di una rarità”

Unknown (nessuna informazione su di loro):
“Trattandosi di giocatori sconosciuti, finché non avrete informazioni adeguate dovrete concedergli il beneficio del dubbio: se rilanciano al flop e non avete niente foldate, se  lo fanno quando avete TPTK chiamate, e non commettete l’errore di considerare ciascuno di loro un giocatore semplicemente pessimo. E’ vero che molti giocatori a questi livelli lo sono, ma lo è altrettanto che molti vostri avversari saranno nitty, ed anche di questo dovrete tener conto”.

Infine, l’autore riassume in due punti gli errori da evitare, quando si tratta di confrontarsi coi proprio avversari a questi livelli: “Non pensate che vi stiano bluffando così spesso, e foldate di più. Non importa che quel board non hitti il suo range o cose simili, semplicemente passate. Inoltre, non fate giocate estrose contro avversari incapaci di coglierle, e non mettete in atto bluff contro giocatori calling station. Più in generale, tenete sempre a mente chi avete di fronte“. Un consiglio, quello di “sircuddles“, che non è mai troppo tardi per cominciare a seguire.

Traduzione di Piero ‘Pierelfo’ Pelosi

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