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Altra Strategia

Il concetto di ‘edge’ nel poker – parte 2

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30/10/2012 14:19

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Ecco la seconda ed ultima parte dell’interessante articolo di Taylor “Green Plastic” Caby, che si addentra in ulteriori dettagli per spiegare il concetto di edge nel poker texas hold’em.

La vostra immagine al tavolo porterà gli altri a prendere decisioni sbagliate
“Quando la maggior parte della gente gioca a poker, osserva comunque come si comportano gli altri avversari al tavolo. E pur se non totalmente concentrati, noteranno almeno quelli che rilanciano con un sacco di mani e quelli invece che non ne giocano nemmeno una. Ci sono diversi modi tramite i quali la vostra immagine può indurre in errore gli opponent. Quello più facile da implementare prevede di giocare molto solidi (rilianciare con mani buone, bluffare poco, ecc) per un certo periodo di tempo e poi cambiare all’improvviso lo stile di gioco.

Gli altri vi daranno ancora credito per la vostra vecchia immagine, e quindi potrete bluffarli più spesso almeno fin quando non si accorgeranno del cambiamento e si aggiusteranno di conseguenza. Potrete rilanciare con più mani marginali e vedrete che non otterrete molta resistenza.

Naturalmente, vale anche l’opposto: se avete giocato parecchie mani e qualcuno vi ha sorpreso anche a bluffare, è ora di sfruttare questa cosa a vostro vantagggio. Quando beccate una monster hand, giocatela ancora più aggressivamente del solito. Potreste rilanciare con una size più ampia della misura del piatto o – in alcuni casi – anche pushare direttamente. Per un tot periodo di tempo, infatti, gli altri continueranno a percepirvi come un giocatore loose, per cui dovrete agire proprio come se voleste che gli altri foldassero.

Siete più forti (soprattutto post-flop) rispetto a quanto vi aspettiate siano gli altri
Se state giocando contro avversari che sono decisamente più scarsi, potrete entrare in azione con più mani speculative, così da exploitare la loro tendenza a non foldare mai la top pair. Se avete dubbi circa il vostro livello di abilità rispetto agli altri al tavolo, rimanete pure con lo stile tight e scegliete con cura le vostre starting hands.

Avete qualche altro tipo di edge sui vostri probabili avversari
Altri vantaggi rispetto agli avversari nascono da diversi fattori. Ad esempio, l’oppo potrebbe essere stanco dopo aver giocato una lunga sessione. Magari, multitablando 8x, non si è accorto del vostro cambio di immagine. Potrebbe inoltre aver perso un piatto grosso con conseguente tilt. Starà allora alla vostra sensibilità percepire questi ulteriori particolari per sfruttarli a vostro vantaggio.”

LEGGI QUI LA PRIMA PARTE

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