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Altra Strategia

Vanessa Rousso e il controllo del rischio

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24/01/2013 07:22

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Ad alcuni giocatori piace pushare con i draw nella speranza di far foldare chi ha già chiuso una made hand. Tuttavia, tale azione può creare parecchia varianza allo stack, ed è per questo che altri tipi di player preferiscono pot controllare evitando d’immischiarsi in grossi piatti senza avere una bella mano, come infatti ci dimostra Vanessa Rousso in questo spot verificatosi al Main Event delle World Series of Poker 2010.

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Con bui 250/500 e ante di 50, un giocatore da middle position decide di limpare. Dal cutoff, Vanessa trova a 4 e rilancia fino a 1.500. “Normalmente avrei fatto solo call, ma ho preferito rilanciare per isolare quell’avversario” spiega la Rousso. “Avevo comunque la sensazione che il bottone l’avesse capito.”

Il giocatore sedutole affianco 3-betta infatti fino a 3.750 trovando il fold dell’original limper. Con pot odds di più di 3 a 1, Vanessa aggiunge le 2.250 chips di differenza. “Ho chiamato per le odds ma anche perché non davo molto credito al suo re-raise” spiega Lady Maverick che nel 2009 ha conquistato la vittoria all’EPT High Roller Championship.

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Il flop porta 6 7 3 e la Rousso becca dunque il nut flush draw, un progetto di scala ad incastro e una overcard. Check/call di Vanessa alla puntata da 4.700 del bottone: “Non volevo check-raisare per non dargli la spinta a pushare. Poteva avere una overpair. Nella migliore delle ipotesi partivo al 60% mentre nella peggiore stavo al 40. Volevo mantenere basso il piatto perchè lui, prima di iniziare la mano, aveva 60.000 di stack mentre io 110.000; poteva farmi male.”

Il turn è il k ed entrambi fanno check: “Pensavo potesse avere AK e che stesse simulando debolezza, oltre a controllare la size del piatto nel caso avessi avuto un set” continua Vanessa. Il river è infine un 5 che si rivela una carte decisamente più desiderabile rispetto ad una qualsiasi di quelle rimanenti a quadri. I flush risultano spesso ovvi, ma le scale meno, e questa in particolare dava la possibilità alla Rousso di farsi pagare meglio.

“Probabilmente mi metteva su un flush draw, e quindi quel river era molto buono per me. La mia scala era piuttosto nascosta. Mettermi sul 4 era difficile, per cui ho deciso di valuebettare di 9.000, molto di più di quanto avrei fatto se fosse arrivata un’altra carta di quadri.” L’oppo da bottone effettua il call ma poi butta via la sua mano alla vista del punteggio dell’avversaria.

“Di solito, è +EV rilanciare sul flop” conclude Vanessa. “Il motivo per cui non l’ho fatto è che il Main Event è un torneo così lungo e mi piace controllare la varianza il più possibile andando ad operare sulla size del piatto. Non mi piace giocarmene uno grosso con un draw; con una made hand, invece, la situazione cambia. Non partecipo a piatti big senza essere decisamente favorita per la vittoria finale.”