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5 varianti di poker ormai introvabili nei casinò

Di varianti di poker da giocare al casinò ce ne sono davvero tante, ma riuscire a trovare queste 5 ormai è diventata più che un’impresa: scopri perché.

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12/02/2021 10:30

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Texas Hold’em, Omaha, Stud, Razz, sono tutte varianti di poker che nei migliori casinò del mondo vengono proposte ai giocatori che entrano nelle poker room. Per non parlare delle varianti di poker più prettamente da gambling, come l’Ultimate Texas Hold’em o il Caribbean Poker.

Esistono però alcuni giochi che ormai non si trovano più praticamente da nessuna parte, vuoi perché sono passati di moda, vuoi perché hanno rappresentato degli esperimenti che non sono stati ben accolti dai giocatori.

Eccoli!

 

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Tequila Poker

Uscito nel 2005, in piena epoca del boom del poker, il Tequila Poker ha debuttato all’Hard Rock Casino di Las Vegas e un anno dopo ha cominciato ad essere proposto anche da alcuni siti di casinò online.

Il gioco in pratica era una sorta di mix tra il Five Card Draw e il blackjack: si cominciava con un ante obbligatoria e quattro carte private coperte, per poi poter piazzare una seconda puntata collaterale a scelta tra due, chiamate Tequila Poker e High Tequila.

  • In caso di Tequila Poker, si ricevevano altre due carte private
  • In caso di High Tequila, si riceveva una sola carta privata

Nel Tequila Poker, lo scopo del gioco era quello di chiudere la miglior mano possibile di 5 Card Draw; ma nell’High Tequila, bisognava semplicemente ottenere il miglior punteggio totale sommando il valore di tutte le carte. Le figure valevano 10, gli assi 11, e si riceveva un payout con almeno 49 punti.

Pyramid Poker

Il Pai Gow Poker prevede 7 carte private, da dividere in due mani, una da 5 e una da 2. Le mani poi vengono confrontate con le combinazioni del dealer e il giocatore vince solo nel caso le sue combinazioni fossero entrambe migliori.

Il Pyramid Poker era simile, ma invece di 7 carte se ne ricevevano 3, sempre da dividere in due. La mano formata da due carte doveva obbligatoriamente essere migliore rispetto a quella formata da 1 carta, e naturalmente non esistevano scale o colori.

Un gioco abbastanza monotono, non credete?

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Criss Cross Poker

Il game designer Ronald Laduca adattò il Mississippi Poker, nel quale i giocatori prendono due carte e cercano di combinarle con tre carte comuni, creando il Criss Cross Poker, con due ante, la puntata across e la puntata down.

Dopo aver ricevuto due carte, il giocatore assisteva al dealer che ne posizionava cinque in modo da formare una sorta di croce (da qui il nome). Successivamente, il giocatore doveva combinare le proprie due carte private con le tre orizzontali e le tre verticali, per formare due punti.

Lunar Poker

Nel 2009, John Huxley si inventò uno dei più grandi flop nella storia delle varianti del poker, il Lunar Poker.

Il gioco era particolarmente strambo: aveva una Super Bet che pagava combinazioni strane tipo “5 carte vestite” o “5 carte dello stesso colore” e un altro paio di opzioni francamente poco comprensibili.

Non ci stupisce che praticamente nessun casinò lo volle provare.

Q Poker

Il Q Poker era una sorta di Three-Card Poker ancor più semplice da imparare.

In una mano di Q Poker tutto si svolgeva esattamente come la più famosa e diffusa variante, a parte per un dettaglio: non si poteva scegliere se foldare o giocare, ma solo tra arrendersi e stare.

Va da sé che il vantaggio della casa era talmente alto che nessun folle voleva giocare al Q Poker!