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Se non avete mai provato queste 5 varianti del Texas Hold’em non preoccupatevi: non siete gli unici!

Il Texas Hold’em è la variante più famosa e giocata di poker, ma lo sapevate che a sua volta ha dato vita ad altre varianti? Be’, molte si sono rivelate dei flop clamorosi, perciò se non le avete mai giocate… probabilmente non ne avete avuto neppure il tempo.

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18/02/2021 16:05

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Da quando Chris Moneymaker ha vinto il Main Event WSOP 2003, il Texas Hold’em si è imposto come variante di poker di riferimento. Tanto che oggi, dire “poker” o dire “Texas Hold’em” è per molti la stessa, identica cosa.

Il boom del poker a due carte ha prodotto, qualche anno fa, una serie di varianti della variante. Giochi a tema Texas Hold’em, che in molti casi hanno però fatto il classico buco nell’acqua. Come questi 5, ad esempio!

 

Texas Hold'em

 

3x Raise Holdem

Durante il picco della popolarità del poker, il WPT commissionò a Roger Snow, famoso ideatore di giochi da casinò, una variante di Texas Hold’em: nacque così il 3x Raise.

Il 3x Raise iniziava con una puntata Ante e due side bet in base al valore della mano di partenza. Utilizzava un mazzo di carta da 52, dal quale il dealer pescava due carte da distribuire coperte a ciascun giocatore, più altre due carte scoperte per sé.

In base alla forza della propria mano, il giocatore poteva foldare o rilanciare. A quel punto venivano girati flop, turn e river. Per vincere, ovviamente, occorreva battere la mano del banco.

Il gioco non era neanche male, visto che il vantaggio della casa era di solo lo 0,74%, ma arrivo nei casinò di Las Vegas nel 2008, quando ormai la “scimmia” per il Texas Hold’em era già notevolmente calata. Durò poco e poi fu rimosso.

Holdem Challenge

A metà degli anni Novanta, nientemeno che David Sklansky sviluppò un gioco da tavolo chiamato Holdem Challenge. La sua idea ci mise dieci anni a diventare realtà, prima che IGT la trasformasse in una specie di video poker.

Il gioco, infatti, era elettronico e si ricevevano tre mani composte da due carte ciascuna. Dopo aver scelto la combinazione più forte, e lasciato le altre due agli avversari virtuali, veniva mostrato un board di 5 carte. Anche qui, vinceva il giocatore con la combinazione migliore.

Il problema di questo gioco fu che agli appassionati di poker continuava a piacere sedersi al tavolo e affrontare avversari in carne ed ossa, mentre gli amanti del video poker preferivano versioni più convenienti, come il classico Jacks or Better.

Triple Action Holdem

Al Ethier nel 2009 ebbe la malsana idea di ridurre il mazzo di carte, togliendo tutti i 2, 3, 4, 5, 6 e 7 per lanciare il suo Triple Action Holdem, vagamente ispirato allo Short Deck.

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Fu un disastro senza precedenti.

Lanciato al Binion’s, lì dove Moneymaker si era laureato campione del mondo oltre un lustro prima, il Triple Action Holdem venne letteralmente snobbato dagli avventori, e finì – giustamente – nel dimenticatoio.

Mini Tex 3 Card Holdem

Lo stesso anno, Raymond e Amanda Smith produssero il loro Mini Tex 3 Card Holdem, nella speranza di coinvolgere quantomeno i fan sfegatati del Three Card Poker.

Missione fallita.

Il gioco non riuscì ad attirare né gli appassionati del poker a 3 carte, né tantomeno quelli di Texas Hold’em, assolutamente restii a sedersi ad un tavolo dove il vantaggio della casa era del 3,22%.

Riverboat Holdem Poker

Comparso per la prima volta nell’Indiana intorno al 2005, il Riverboat Holdem Poker è un prodotto dell’azienda River Gaming Concepts LLC, che ormai ha chiuso i battenti – forse anche per colpa di questo fiasco?

Ad ogni modo, il gioco sembrava una replica abbastanza fedele del Texas Hold’em, ma con una serie di regole molto confuse sulla “qualificazione” necessaria alla mano del dealer, così come un payout tutt’altro che allettante.

Se ti ci vuole un minuto solo per capire che punto abbia il dealer, e quanto eventualmente tu possa vincere, non è il massimo della vita!