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Casinò di Campione, futuro di nuovo a rischio: il ricorso della Popolare di Sondrio per €24 milioni

Sembrava per il Casinò di Campione passata la tempesta ed invece non è così. L'annullamento della sentenza di fallimento aveva riportato un minimo di serenità in riva al Lago, ma l'ennesimo colpo di teatro rischia di mettere in naftalina per almeno un anno la ripresa delle operazioni per la riapertura.

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12/04/2019 12:03

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Non finisce l’incubo per il Casinò di Campione d’Italia e per la comunità dell’enclave. La Banca Popolare di Sondrio ha depositato martedì, un giorno prima della scadenza consentita, un ricorso alla Corte di Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Milano che aveva annullato la dichiarazione di fallimento emessa lo scorso luglio dal Tribunale di Como.

Il ricorso spiazza tutti perché da una parte il precedente amministratore unico, Marco Ambronini, era pronto a riprendere in mano la gestione del Casinò (ed invece così non potrà farlo) e dall’altra i tempi burocratici rischiano di essere biblici e fatali per la comunità locale.

La situazione appare alquanto complessa ed è necessario aspettare ogni decisione della Cassazione che potrebbe comportare ad una vera paralisi (anche il ricorso della Procura dovrà attendere) per mesi (nell’ipotesi più ottimista), molto probabilmente più di un anno.

Le conseguenze sociali rischiano di essere pesanti.

Il quotidiano Il Giorno ipotizza uno scenario inquietante: “…se ne riparlerà tra uno o due anni, perché tali sono i tempi della Suprema Corte per il civile, tempo durante il quale potrebbe essere messo a punto un piano di rilancio della struttura. Intanto il congelamento di ogni azione e decisione, legata al fallimento della casa da gioco di Campione d’Italia, svilupperà meccanismi non preventivabili. A partire dal destino dei lavoratori, così come di chi vanta crediti insoluti da parte della società”.

Al momento la Popolare di Sondrio vanta un credito per 24 milioni di euro.

Il giornale ticinese La Regione ipotizza che “il ricorso alla Suprema Corte congela l’attuale stato dell’arte, con la prospettiva di allungare la chiusura del Casinò per 24-30 lunghissimi mesi, con conseguenze definitive per l’enclave, la cui resurrezione è possibile solo se riapre la casa da gioco”.

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Ma i giornalisti svizzeri anticipano che “a giorni dovrebbe seguire un ricorso incidentale davanti ai giudici della Suprema Corte da parte della curatela. Un controricorso per chiedere agli “ermellini” romani di respingere quello della banca. Ricorso e controricorso strumentali per consentire alla Casinò Campione Spa di predisporre un nuovo piano di ristrutturazione del debito, da presentare ai giudici della sezione fallimentare”.

“La predisposizione di un piano credibile necessita tempi non conciliabili con la data del 13 maggio fissata dai giudici di Como per il nuovo processo che dopo l’impugnazione della banca è stato annullato” afferma Giorgio Zanzi, commissario prefettizio.

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