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Corte dei Conti: a Saint Vincent “gravemente compromessa la situazione finanziaria del casinò”. 18 politici condannati a pagare €30 milioni

Il 2018 può essere ricordato come l'anno nero dei casinò italiani: prima il fallimento di Campione d'Italia, poi il dissesto finanziario certificato dalla corte dei conti regionale per Saint Vincent (in concordato preventivo). In questi mesi i nodi sembrano venire al pettine delle gestioni pubbliche dei casinò stritolati dalla morsa della politica e dei sindacati. Ed il poker live italiano sembra pagarne le conseguenze.

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04/11/2018 10:15

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Una cosa è certa: il format del casinò pubblico in Italia è senza dubbio superato (per usare un eufemismo). Nel 2018 le gestioni pubbliche hanno fallito su tutta la linea e dopo anni di crisi, il conto sembra arrivato. D’altronde come fa un sindaco o un assessore al bilancio, pur bravo e mediamente competente, a gestire aziende complesse come i casinò e con fatturati milionari?

Potete immaginare le conseguenze considerando che nella maggior parte dei casi non si affidano e non delegano a dei manager di settore, ma ai soliti nomi caldeggiati dalla politica che non hanno alcuna competenza in materia. Professionisti stimati in altri settori, ma che non sanno nulla di gambling. Ed anche se atterrasse da Las Vegas in un casinò italiano, il manger più bravo ed esperto, non potrebbe fare nulla visto che sono i sindacati che dettano le regole.

Saint Vincent

Privatizzare unica strada rimasta

Ripartire da simili presupposti sembra essere una doppia beffa per i contribuenti, forse bisognerebbe solo privatizzare le quattro sale da gioco e girare pagina con forza, cercando di dirottare una parte dei profitti al bene della comunità locale, tenendo in considerazione anche gli altri effetti positivi (occupazione e fornitori) di una gestione sana.

Che i casinò fino ad ora siano stati usati come bancomat è un dato certo (basta leggere le pagine della Procura di Como o della Corte dei Conti regionali della Valle d’Aosta).

Addio al poker live italiano

Se Campione ha sbarrato le porte e cessato ogni attività (ma si parla di una riapertura parziale in primavera), Saint Vincent ha chiuso il 2017 con un buco di 21 milioni di euro (ed il bilancio non è stato approvato). Erano gli ultimi due casinò italiani che presentavano un’attività discreta nei tornei e nel poker live. A pagarne le conseguenze saranno i players che, per giocare live sembrano costretti a dover emigrare all’estero (Malta e/o Slovenia) o ad entrare nei circoli.

La denuncia della Corte dei Conti: “A Saint Vincent, situazione finanziaria compromessa”

Ma a lasciare basiti sono le gestioni pubbliche delle sale da gioco. Quello che è accaduto pochi giorni fa nella valle è abbastanza insolito. Potete rendervene conto leggendo la denuncia della Corte dei Conti regionale: “Tutti gli indicatori, ed alcune compiute analisi conosciute dai vertici regionali, portavano a ritenere come gravemente, se non definitivamente compromessa, la situazione finanziaria del casinò, rendendo quindi inutile ogni tentativo di salvataggio attraverso iniezioni finanziarie“.

Maxi risarcimento da 30 milioni di euro per 18 politici

La procura aveva contestato un danno erariale di ben 140 milioni di euro.

Secondo il quotidiano torinese de La Stampa, la Corte dei conti della Valle d’Aosta ha condannato a un maxi risarcimento di 30 milioni di euro 18 tra consiglieri ed ex consiglieri regionali della Valle d’Aosta per il finanziamento di 140 milioni di euro al Casinò di Saint-Vincent.

Tra i condannati gli ex presidenti della Regione Augusto Rollandin (4,5 mln) e Pierluigi Marquis (807 mila euro). I 18 condannati gli attuali consiglieri regionali Mauro Baccega (4,5 milioni), Luca Bianchi, Stefano Borrello, Joel Farcoz, Antonio Fosson (presidente del Consiglio regionale), Claudio Restano, Emily Rini e Renzo Testolin, tutti a 807 mila euro. E gli ex consiglieri Ego Perron (4,5 mln), Aurelio Marguerettaz e Marco Viérin (3 mln), David Follien, Giuseppe Isabellon, Leonardo La Torre, André Lanièce e Marilena Peaquin, tutti a 807 mila euro.

Sono invece stati assolti il senatore Albert Lanièce, gli ex consiglieri Raimondo Donzel e Ennio Pastoret a cui viene revocato il sequestro cautelativo dei beni (confermato invece per tutti i condannati). Assolto anche il dirigente regionale Peter Bieler.

Il Concordato Preventivo

Come uscire ora dalla crisi finanziaria? I vertici della casa da gioco hanno chiesto il concordato preventivo. La richiesta è stata depositata al Tribunale di Aosta il 31 ottobre.

Come noto la casa da gioco ha perso 21 milioni di euro nel 2017 ma il bilancio non è ancora stato approvato.

Questo il comunicato stampa del Casinò di Saint Vincent che annuncia una “manovra finalizzata a conseguire il risanamento della società, in un’ottica di prosecuzione dell’attività aziendale, finalizzata alla stipulazione di accordi di ristrutturazione dei debiti con i propri creditori”.

“In ragione del notevole impatto sociale che la questione riveste, la società, allo scopo di garantire il massimo rispetto dei diritti dei lavoratori e dei creditori e la migliore preservazione del patrimonio aziendale, ritiene indispensabile che la procedura di negoziazione avvenga sotto il controllo del Tribunale. Le trattative con i principali creditori sono già in fase avanzata e che quindi si confida nel fatto che la procedura si concluderà in tempi brevi”.

 

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