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La truffa più clamorosa nella storia dei casinò? Il Crown Casino salvato… da un cocktail

Nel 2013, il Crown Casino di Melbourne subì una clamorosa truffa che costò alla nota sala da gioco australiana qualcosa come 33 milioni di dollari. A distanza di anni, ecco la vera storia di quel che accadde quella notte…

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16/07/2020 12:30

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Se siete nostri fedeli lettori, e il mondo dei casinò vi appassiona, probabilmente ricorderete di quando, qualche anno fa, vi parlammo di quel che accadde al Crown Casino di Melbourne e di quei 32 milioni di dollari andati in fumo.

All’epoca i dettagli sulla vicenda furono davvero scarsi: addirittura, non si sapeva neppure il nome dei coinvolti né cosa fosse accaduto di preciso, se non che qualcuno aveva architettato un piano per vincere una vagonata di milioni ad un gioco di carte non meglio specificato.

Oggi però, siamo in grado di raccontarvi com’è andata davvero.

 

Crown Casino Melbourne

Il Crown Casino

 

Cosa successe

Innanzitutto stiamo parlando di una truffa da 33 milioni di dollari e non 32. O meglio, si trattò di 32 milioni di dollari australiani, che al cambio fa appunto circa un milione di dollari americani in più di quanto venne riportato.

Ad ogni modo, il Crown Casino è famoso per attirare i più grandi high roller del pianeta. Quel giorno, businessman e milionario James Manning era stato reclutato da un VIP Manager del casinò, per partecipare ad una partita high roller e per entrare nel libro del Guinness dei Primati: Manning, infatti, avrebbe dovuto acquistare ‘The Winston’, il drink più costoso al mondo.

I rappresentanti del Guinness World Record sarebbero arrivati di lì a poco in Australia, per registrare e ufficializzare l’evento. Il Club 23, il bar del Crown Casino, si stava preparando per l’occasione.

Qualche giorno prima, Manning si sedette al tavolo del blackjack, giocò 8 mani, vinse i famigerati 33 milioni di dollari e tornò nella villa che aveva affittato come nulla fosse.

La stangata

Manning e il manager del servizio VIP si erano accordati per hackerare le telecamere di sicurezza del casinò, così da avere accesso a quelle della sala degli high roller. Mentre il businessman giocava al blackjack, il manager gli segnalava le carte.

Ad un certo punto, la security comincia a sospettare: com’è possibile che un giocatore esperto come Manning giocasse contro ogni logica alcune mani, riuscendo comunque a vincere? Così, dopo ore di ricerche, scoprirono la falla nel sistema di sicurezza e si accorsero dei quasi impercettibili segnali del VIP manager.

Nel mezzo della notte, Manning fu fatto sloggiare dalla villa e bandito dal Crown Casino. A quanto pare, l’uomo non aveva ancora trasferito sul suo conto gran parte delle vincite, perciò la sala da gioco australiana decise di non denunciarlo.

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Anche perché gli occhi della stampa locale – e non solo – erano tutti puntati su un altro evento.

Il Crown Casino e il dilemma del cocktail

Avendo però bannato Manning dalla sala, il Crown Casino si trovò con un altro problema da gestire: trovare qualcuno che sostituisse il businessman e bevesse il cocktail più costoso al mondo, fatto con un Croizet Cuvee Leonie del 1858, un cognac addirittura servito sul famigerato Titanic. Il valore? 12.500 dollari al bicchiere.

Il Crown Casino aveva pubblicizzato moltissimo l’evento sui media e non poteva certo fare la figuraccia di cancellarlo perché il supposto protagonista aveva tentato una clamorosa truffa.

Così, il management della sala da gioco chiese a Giang Nguyen, imprenditore del Geelong Football Club, di sostituire Manning. In pratica fu una messa in scena: Nguyen non aveva alcun interesse a bere quel cocktail, tanto che gli fu offerto di pagarlo di tasca sua salvo poi essere rimborsato.

Un doppio, assurdo, record

E così andò.

La notizia della truffa cominciava a circolare sui giornali e sui siti locali, ma il Crown Casino riuscì a distogliere l’attenzione facendo entrare Nguyen nel Guinness dei Primati. L’uomo si presentò al Club 23, ordinò il drink, ne bevve solo un sorso (!) e se ne tornò a casa.

Ad oggi, il Crown Casino detiene il doppio record per la truffa più grande di sempre – anche se non andata completamente in porto – e per il cocktail più costoso di sempre.

Ma che sudata!

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