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Eros Ganzina: “i mali dei casinò italiani, ma il mercato ha enormi potenzialità… ad iniziare dal poker live”

Intervista esclusiva con Eros Ganzina che analizza il momento dei casinò italiani e ci spiega perché un'offerta competitiva non può essere proposta nel poker live in una delle quattro sale da gioco. I vincoli e gli ostacoli.

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25/01/2019 14:03

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Eros Ganzina, ex Direttore Generale del Casinò di Venezia e di Portomaso (Malta) è – a nostro avviso – uno dei manager più preparati e con maggiore esperienza nel settore del gambling che abbiamo in Italia. Ha lavorato in molti paesi e casinò d’Europa. Ha una visione aperta ed internazionale del mercato.

Nel suo curriculum spiccano esperienze in Svizzera, Austria ed in diversi paesi del Vecchio Continente oltre ad una tappa importante a Londra. Parla diverse lingue e conosce le dinamiche di molti mercati. E’ logico che abbiamo voluto chiedere un parere a lui sull’ attuale stato dei casinò italiani. Interessante anche la sua analisi sul poker live sia nel nostro paese che a Malta.

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Eros Ganzina durante una delle edizioni dell’EPT Malta al Casinò di Portomaso

Eros Ganzina: “perché si è arrivati al fallimento a Campione”

 

Come valuti la situazione dei casinò italiani: Campione è stato dichiarato fallito, Saint Vincent vive una grave crisi finanziaria, Sanremo ha registrato un calo degli incassi. Nel 2018 i nodi sono venuti al pettine con la mala gestio delle case da gioco italiane che si portano dietro i soliti problemi da secoli?

Senza dubbio i Casinò italiani non stanno vivendo un momento felice, ma sebbene la situazione sia difficile per tutti, le ragioni delle loro difficoltà sono, a parer mio, tutte differenti.

Forse molti non sanno che la quota che le Case da gioco versano ai Comuni/Regioni, sono tutte diverse tra loro e in taluni casi (vedi Campione), la quota fissa, non prende in considerazione l’ andamento degli incassi che ha portato nel tempo ad una situazione debitoria insostenibile.

Non è stata certamente l’unica ragione che ha condotto alla crisi, ma sicuramente non ha aiutato. Se poi si vanno ad aggiungere le spese eccessive per il costo del personale, il rapporto euro/franco svizzero che ha avuto un forte impatto sul conto economico e le spese per la nuova sede che si sono viste moltiplicate nel tempo rispetto alle stime iniziale, il default diventa una seria eventualità.

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Il tuo ex Casinò? Come se la passano a Venezia?

A Venezia le cose sembrano andare meglio anche perché è stato disdetto il vecchio CCAL, diventato ormai anacronistico e che aveva un’ incidenza davvero eccessiva sul bilancio. Gli incassi nel 2018 sono andati bene e sono stati anch’essi agevolati dalla chiusura di Campione.

 

“A Sanremo i conti sono in ordine ma non c’è vision”

 

Ma la recente sentenza non suona come un colpo pesante alla stabilità della sala lagunare?

Certo è che questa sentenza della Corte dei Conti in cui viene imposto al Casinò di pagare al Comune una cifra superiore ai 28 milioni, risalente ad un debito del 2012, rimescola le carte in tavola e rimette in discussione anche la stabilità del Casinò lagunare.

La situazione delle altre sale?

A Saint Vincent sono alle prese con la presentazione di un concordato per evitare il fallimento che prevede il taglio di moltissimi posti di lavoro.

A Sanremo invece, i conti sembrano in ordine anche perché l’azienda è stata messa in sicurezza da precedenti amministrazioni e la quota che il Casinò versa al Comune è molto più bassa rispetto alle altre Case da gioco. Gli incassi comunque continuano a calare e non si è fatto nulla ( o troppo poco) per rilanciare il Casinò matuziano per mancanza di vision e forse anche di competenze necessarie in questo ambito così specifico.

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“I casinò pubblici hanno troppi punti deboli rispetto alla concorrenza privata”

 

La gestione pubblica di un casinò può essere compatibile con il mercato di oggi e con un equilibrio economico-finanziario sostenibile nel lungo periodo?

Personalmente penso che i Casinò pubblici abbiano parecchi punti deboli rispetto alle strutture private ma questo è il panorama attuale e né i Governi di destra né tanto meno quelli di sinistra hanno voluto intervenire per apportare qualche cambiamento. Una legge Quadro che riveda le regole con un CCAL nazionale e regole uguali per tutti sarebbe auspicabile.

Equilibri politici, dinamiche di voto e ancora troppa forza delle O.O.S.S limitano il progresso e rallentano i cambiamenti. Esistono tuttavia margini di miglioramento con proprietà ed amministrazioni coraggiose.

Secondo me la possibile riapertura di Campione potrà essere un’occasione per ripartire con una struttura agile, bilanciata, amministrata da professionisti del settore che sapranno guardare al mercato del gioco odierno con intelligenza senza essere auto-referenziali. Il cambio di passo è d’obbligo ed il potenziale del mercato italiano è enorme.

 

“Il poker live per un casinò è una risorsa, il mio segreto del successo a Malta. In Italia? Impossibile…”

 

A Malta uno dei tuoi punti di forza nella gestione del Casinò di Portomaso è stata l’organizzazione di tornei: hai co-creato il Battle of Malta ed ospitato diverse edizioni dell’EPT e dell’IPT. All’estero la maggior parte dei casinò punta sul poker per attirare clienti ai tavoli ma anche per incrementare le revenues in maniera diretta, perché invece in Italia si snobba il poker? Non è un errore grave da parte dei nostri manager secondo te?

Il poker a Malta è stato l’esempio classico di come si possa cavalcare l’onda di un nuovo business mettendo insieme una serie di fattori favorevoli che hanno prodotto nel tempo, un’incredibile ascesa del settore che fino a qualche anno prima era del tutto sconosciuto.

Quali sono stati i segreti per raggiungere il successo che avete raggiunto grazie al poker?

La visione imprenditoriale che ha riconosciuto nel poker un volano potenzialmente trainante, il gaming board che ha sempre avallato l’iniziativa e promosso il nuovo business, la totale libertà di estendere gli orari di apertura del Casinò fino a raggiungere h24 e la mancanza assoluta dei sindacati che si sarebbero opposti a qualsiasi iniziativa che avrebbe minato le condizioni lavorative.

In aggiunta poi dobbiamo menzionare la tassazione, totalmente favorevole che ha attirato i più grandi circuiti e la ricettività alberghiera, hanno prodotto sinergicamente un business con pochi rivali in Europa.

Ed in Italia?

Tutto questo non sarebbe stato possibile in nessun Casinò italiano. Ci sono moltissimi ostacoli e il cambiamento non viene mai visto positivamente. Il Poker è ancora visto dai sindacati come un qualcosa che toglie i clienti ai giochi tradizionali e influisce negativamente sulle mance. Non viene considerato il potenziale volano che ne deriverebbe.

Eros Ganzina

A Venezia come sono andate le operazioni nel poker?

Nella mia esperienza veneziana, c’è stato un timido tentativo ma per realizzare il progetto pokeristico, devono essere tutti favorevoli ed in una realtà pubblica significa mettere d’accordo troppe persone con il risultato che non se ne fa nulla. Non mi soffermo sui tecnicismi ed i dettagli, ma non è una mancanza di vision dei Manager, ma una scelta di non voler combattere con gli equilibri interni per cambiare delle dinamiche che, in fondo, vanno bene così.

 

“Le conseguenze delle nuove tasse a Malta ed i punti di forza dell’isola”

 

Quale sarà l’impatto della nuova tassazione sul poker a Malta, una realtà che tu conosci bene? Come valuti le nuove regole sulle licenze?

Il boom del Poker di qualche anno fa, è diventato un business consolidato. Qualche anno fa, durante la mia decennale esperienza a Portomaso, avevo decine di brand che volevano organizzare il proprio torneo/tour nella sede maltese.

Adesso le cose sono cambiate: solo i circuiti più rinomati hanno la forza economica e la volontà di investire in un live event. Fino all’ anno scorso poi, la tassazione era totalmente favorevole e molti riconoscevano in Malta un “paradiso” pokeristico.

Ricordo che Pokerstars nel 2015 fece maggiori utili con EPT Malta rispetto a EPT Barcellona che registrò il doppio dei buy ed un numero maggiore di cash games.

Ed ora con le nuove tasse? Saranno un freno? Rimangono dei punti di forza?

Con la nuova tassazione dell’ 11,5% i margini operativi si riducono ancora e l’evento diventa meno appetibile. Malta rimane sempre una meta speciale e Battle of Malta e Malta Poker Festival ne sono una prova. Medium buy in, location attrattiva e totale disponibilità del Casinò con apertura h24, rendono il gioco del poker un ottimo volano per i casinò. C’è da augurarsi che anche in Italia si possa arrivare a questa elasticità organizzativa, ma con le attuali dinamiche la vedo una possibilità alquanto remota.

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