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Gina Fiore: “guadagno 100.000$ con blackjack, poker e betting ma ho rischiato di andare broke”

Vi ricordate la storia di Miss Brown” intervistata da Michael Kaplan per Thrillist? Abbiamo dedicato due articoli sulla tecnica usata ai tavoli di blackjack, hole carding che sfrutta le debolezze dei dealer meno esperti che inavvertitamente sollevano la seconda carta, facendola vedere ai giocatori. Miss Brown è uscita allo scoperto: è la giocatrice high roller di blackjack e poker di Las Vegas, Gina Fiore.

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12/02/2017 16:03

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Las Vegas Hole-Card Mafia

Gina Fiore, alias Miss Brown nel racconto di Kaplan, ha fatto una fortuna con il blackjack a Las Vegas ed in California, con la tecnica hole carding (che vi ha spiegato in questo articolo). Nei primi anni è riuscita a guadagnare 3 milioni di dollari facendo parte del team Las Vegas Hole-Card Mafia che ha terrorizzato i casinò del Nevada: “Se conti le carte nel blackjack hai un edge sul banco di circa il 2%. Se applichi la tecnica dell’hole carding, il tuo vantaggio può arrivare fino al 12%”.

La storia che non vi abbiamo raccontato di Gina Fiore è stato il suo rapporto controverso nel poker live cash game. Vi avevamo raccontato di una partita finita male all’Ivey’s Room dell’Aria, quando perse mezzo milione di dollari. Ma come era riuscita ad arrivare a giocare high stakes?

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Gina Fiore, la giocatrice pro di blackjack di Las Vegas

Gina aveva iniziato a giocare in California la partita 3$-6$, poi è salita in modo graduale all’Hollywood Park ai 10$-20$ ed infine ai 40$-80$. “In un anno ho perso 500.000$. Invece di fare level down, mi sono convinta di giocare a livelli più alti e le cose sono andate bene. Ero sicura che negli high stakes c’erano tanti giocatori deboli a Las Vegas, soprattutto durante le WSOP. In un paio di mesi ho guadagnato 100.000$”. 

Quella volta all’Ivey’s Room…

Gina però non mette in conto la varianza e non ha il bankroll necessario per sostenere quei limiti e gli enormi swings. Si comporta da gambler. Va all’Ivey’s Room e si siede ai tavoli nosebleed. E’ la fine. Stakata al 50%, partecipa ad una partita 200$-400$ No Limit. Ci lascia 500.000 bigliettoni in una sera.

In realtà, a quei livelli la perdita è relativa, ma per ogni comune mortale, mezzo milione di dollari sono una cifra enorme. Gina Fiore rimane segnata da quella nottata e da quel momento inizia una rapida discesa. Rischia di perdere tutto quello che aveva vinto ai tavoli di blackjack.

“Giocai bene quella partita ma la fortuna non girò dalla parte giusta. Sono poi volata a Berlino e durante l’EPT ho giocato cash game ma ho perso 20.000$”.

Soldi buttati

Tornò così al vecchio amore, finanziò una squadra di blackjack, ma anche in questo caso perse 50.000$. Fiore ha poi lanciato un’ app per il poker cinese ma è stato un altro flop finanziario da 70.000$. La dea bendata le aveva girato le spalle. Al Planet Hollywood la giocatrice high stakes venne sorpresa con dei documenti falsi, uscì in manette e messa in carcere.

“Tra il 2014 e il 2015 io e il mio fidanzato (un giocatore professionista di poker, ndr) avevamo finito quasi tutti i nostri risparmi, lottavamo dollaro su dollaro, il mio cervello stava per esplodere”.

Il lieto evento e la svolta

La gravidanza ed essere diventata mamma però le ha riportato un po’ di serenità nella sua vita e con il mindset resettato, per Gina è stata la svolta.“Quando aspettavo il bimbo ho smesso di frequentare i casinò. Non volevo sembrare una gambler allo sbando, così per mesi sono rimasta lontana dal gioco. Sono poi ripartita da zero, resettando tutto”.

“Mi sono liberata di tutti i documenti falsi. A Las Vegas non posso più giocare ma continuo a viaggiare. Riesco a guadagnare più di 100.000$ l’anno tra blackjack, poker e scommesse sportive, visto che ho delle belle informazioni. E’ quanto basta per vivere una vita piena. Sono felice per la prima volta dopo anni”.

Le esperienze difficili l’hanno aiutata a trovare un equilibrio: basta limiti da gambler maniaca, basta perdite pesanti. “Non ho rimpianti ma non rinnego il mio passato da gambler”.

NOTA BENE: come detto, il racconto è tratto da un’interessante intervista di Michael Kaplan, ma nel blackjack è noto il vantaggio statistico nel lungo periodo del banco. Possono esistere rare eccezioni (a volte determinate anche dalla run favorevole) ma si tratta comunque di casi isolati di gambler professionisti che hanno speso più di mezza vita all’interno di un casinò e che giocano in maniera “scientifica” cercando di rispettare al massimo regole matematico-statistiche. Molto spesso, gran parte delle persone che provano ad improvvisarsi e contare le carte senza il necessario apprendimento, perdono ingenti somme. La giocatrice parla poi di una tecnica ancora più avanzata nella seconda parte, ma che richiede molte risorse ed esperienza. Questo racconto quindi va preso con le molle e letto al netto di queste considerazioni. Giocate per divertirvi e con responsabilità.

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