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Rivoluzione nel mercato dei casinò: offerte miliardarie di Entain (partypoker) e Blackstone

Entain Group ha messo sul piatto un miliardo di dollari per la catena di casinò estone Olympic Entertainment. Si è spinto oltre il fondo di investimento Blackstone che vuole Crown Resort.

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22/11/2021 19:30

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La pandemia ha cambiato la geografia del gioco terrestre in modo irreversibile. E così alcune delle catene di casinò più celebri sono destinate ad essere messe sul mercato.

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Crown Resort è oggetto di un’offensiva da parte del fondo Blackstone

Las Vegas Sands venduta per oltre $6 miliardi ad Apollo

Nel 2021, la morte di Sheldon Adelson ha indotto gli azionisti di maggioranza di Las Vegas Sands a vendere tutte le sale, gli hotel e le proprietà di Las Vegas: il celebre e famoso Venetian sulla Strip, The Palazzo ed il centro Congressi sono passate per oltre 6,25 miliardi di dollari (4 miliardi cash) a Vici Properties e ai fondi che fanno riferimento a Apollo Global Management (proprietario di Lottomatica).

Miriam Adelson (la moglie) ed i suoi soci – per il momento – conservano gelosamente le chiavi degli hotel-casinò di Macao che, fino ad ora, hanno permesso alla società di accumulare profitti record.

Notizia di questi giorni è che Las Vegas Sands potrebbe non essere l’unica catena ad essere ceduta nel 2021.

Entain: $1 miliardo per Olympic Entertainment

Il gruppo Entain (proprietario di partypoker, Bwin, Ladbrokes, Gala Group, Corl Eurobet etc) è seriamente intenzionata a fare un super investimento nei mercati dei casinò dei paesi baltici e sta preparando un’offerta da un miliardo di dollari per acquistare Olympic Entertainment che possiede sale in Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia e Malta (Casinò Malta a San Giuliano che è la sede del Battle of Malta).

E’ inoltre proprietaria di Slottery Las Vegas, brand che controlla parecchie sale VLT nel milanese e a Como.

 

Crown in vendita: Blackstone ha offerto 8,4 miliardi di dollari australiani

Dalla Lombardia ci spostiamo in Australia, dove è in vendita un brand storico: si tratta di Crown Resort, marchio che per i pokeristi fa rima con Aussie Millions (il Crown di Melbourne è la sede storica).

Il Crown Resort fu fondato nel 2007 dalla balena Kerry Packer che stufo di perdere milioni di dollari ai tavoli di blackjack e di roulette in tutte le sale high stakes del mondo, decise di aprire dei suoi casinò. Packer è una sorta di Berlusconi australiano ed ebbe la forza finanziaria e mediatica di rendere le sue proprietà molto attrattive per gli australiani ed i turisti.

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Il figlio, James Packer è stata la mente di Crown negli ultimi anni.  Ma le belle favole finiscono e sotto la gestione del figlio le cose sono cambiate.

Travolti da diversi scandali (ha problemi in quasi tutti gli stati australiani con accuse anche gravi) alla fine i casinò della famiglia Packer sono finiti nelle mire degli squali di Wall Street che hanno annusato “sangue” nelle acque costiere dell’Oceano. Ed è tornato alla carica il fondo di private equity Blackstone con una proposta per acquisire tutte le azioni rimanenti dell’operatore terrestre australiano.

La nuova offerta valuta Crown circa 8,46 miliardi di AUD (€ 5,43 miliardi) e vedrebbe Blackstone pagare $ 12,50 in contanti per ogni azione Crown.

Blackstone detiene attualmente una partecipazione del 9,99% in Crown. Questa è la terza offerta. Per due volte la famiglia Packer ha detto di no.

Per Crown oggi la sfida principale sarà quella di mantenere le licenze attive ma non sarà facile con i governi locali. Quello che è certo è che dovrà tagliare i ponti con gli junkets cinesi ed avere una politica sul riciclaggio molto rigorosa.