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William Lee Bergstrom, il gambler fantasma che distrusse (due volte) il craps a Las Vegas

Negli anni 80, un ignoto giocatore fece tremare Las Vegas, e in particolare il craps, con le sue puntate enormi: si chiamava William Lee Bergstrom. Prima di scoprire la sua identità, nell’ambiente veniva chiamato Phantom Gambler (il gambler fantasma) o The Suitcase Man (l’uomo con la valigetta).

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07/04/2020 17:00

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Se entrate in un casinò di Las Vegas e fate il nome di William Lee Bergstrom, probabilmente tutti faranno spallucce. Ma provate a menzionare il Phantom Gambler, o The Suitcase Man, e vedrete i dealer di lungo corso cominciare a sudare freddo.

 

William Lee Bergstrom

 

In questo Articolo:

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Benny Binion cambia Las Vegas

Per raccontarvi la storia di William Lee Bergstrom dobbiamo però fare un piccolo passo indietro.

Nel 1951, a Las Vegas arriva Benny Binion. Nella Sin City, l’ex re delle partite underground in Texas apre il Binion’s Horseshoe, un casinò che immediatamente si distinguerà da tutti gli altri per una caratteristica particolare: action illimitata.

In poche parole, rispetto alle altre sale da gioco di Las Vegas, all’Horseshoe venivano accettati tutti i tipi di puntate, a prescindere da quanto grosse fossero. Il casinò di Binion probabilmente non era il più stiloso, ma sicuramente all’epoca era quello dove giravano più soldi.

La puntata più grossa nella storia di Las Vegas

È il 24 settembre 1980 quando uno sconosciuto entra nel Binion’s Horseshoe con in mano due valigette: una è vuota, l’altra contiene $777.000 in contanti.

Dopo aver cambiato il denaro, l’uomo va al tavolo del craps e punta tutte le chip sulla “don’t pass line”, una delle tantissime puntate che si possono fare a questo gioco: è la singola puntata più grande nella storia di Las Vegas – almeno fino a quel momento.

La puntata va a buon fine e il misterioso gambler si vede recapitare l’equivalente di $1.554.000 in chip. Dopo aver lasciato $4.000 di mancia, The Suitcase Man si allontana e se ne va. Il tutto senza aver mai aperto bocca.

Jack Binion, che nel frattempo aveva preso il controllo dell’Horseshoe, ricorda così il primo impatto con l’uomo che si sarebbe poi rivelato essere William Lee Bergstrom: “Chiamò il casinò prima di venirci, chiedendo se poteva puntare qualsiasi cifra tra $200.000 e $1 milione. Noi gli rispondemmo di sì”.

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Il resto è storia.

 

Binion's Horseshoe

Lo storico Binion’s Horseshoe ha chiuso i battenti nel 2019

 

Il ritorno del Phantom Gambler

Di William Lee Bergstrom nessuno ha più notizie per quattro anni. Poi, il 24 marzo 1984, i dealer del Binion’s Horseshoe pensano di vivere un déjà-vu. Il Phantom Gambler fa capolino nel casinò, scambia $538.000, si reca al primo tavolo del craps e punta tutto nuovamente sulla don’t pass line.

L’esito è identico a quello del 1980: William Lee Bergstrom vince di nuovo, stavolta poco più di $1 milione. È proprio in questa occasione che scopriamo l’identità di The Suitcase Man, perché Ted Binion (fratello di Jack) si precipita in sala: vuole assolutamente conoscere questo ignoto gambler.

Bergrstrom gli racconta di avere 32 anni e di essere di Austin, Texas. Gli svela anche perché, nel 1980, abbia deciso di puntare proprio $777.000: “Mi disse che aveva visto su un lingotto d’argento un numero seriale che conteneva 7-7-7. Mi spiegò che si era svegliato nel mezzo della notte 30 giorni prima di venire al casinò e aveva deciso di fare quella giocata”.

La fine di William Lee Bergstrom

Pochi mesi dopo la seconda vincita milionaria, William Lee Bergstrom si presenta per la terza volta al Binion’s Horseshoe. Nella valigetta ha un totale di $1 milione tra contanti e assegni, praticamente tutti i suoi averi.

Per la terza volta, il gambler fantasma punta sul don’t pass line. Ma stavolta perde.

Eppure, come ricorda Ted Binion, nonostante quel duro colpo non batté ciglio. Firmò gli assegni e andò a mangiarsi delle enchiladas che il cuoco messicano gli aveva cucinato”.

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