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Coaching

“Mandrake” e i suoi 10 anni di vita da professionista!

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18/12/2011 09:56

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'Mandrake' visto dalla matita di 'Palo'Mandrake” è certamente uno dei punti di riferimento all’interno di PokerMagia, non soltanto come coach per i propri allievi ma anche per gli altri professionisti che lo conoscono bene, i quali vedono nell’esperienza decennale maturata da questo giocatore un modello da seguire.

La sua storia con il Texas Hold’em comincia infatti nel 2000, quando nelle poker room online si trovavano poche centinaia di persone, quasi tutte collegate da Las Vegas e la California: “Gioco a tempo pieno dall’estate del 2001, inizialmente Limit Hold’em a bui $30/$60 con alcune puntate ai limiti superiori”.

In quel periodo i suoi viaggi a Las Vegas erano relativamente frequenti, e così “Mandrake” ha potuto vedere con i propri occhi l’espansione progressiva e inarrestabile che ha conosciuto il No Limit Hold’em: “Inizialmente non c’erano tavoli live di questa specialità, poi a poco a poco hanno cominciato a prendere piede. Quando mi sono reso conto che erano diventati il 50% ho deciso di cambiare specialità”.

Per alcuni mesi il coach di PokerMagia li porta avanti parallelamente, visto che i primi tempi nel poker online il limite massimo disponibile era il NL200, ma in capo a qualche mese avviene la transizione definitiva dopo cinque anni di gioco Limit, un percorso da pioniere non privo di difficoltà: “Il gioco è diventato sempre più difficile man mano che è stato studiato, era importante cercare di imparare in fretta dai propri errori, cercando sempre di essere al top quando si era ai tavoli”.

Per Mandrake l’obiettivo principale per un giocatore è quello di seguire un ritmo di gioco che sia sostenibile per lui nel lungo periodo, cercando di trovare un punto di equilibrio ottimale fra le ore spese ai tavoli ed il resto della propria vita: “Non deve pregiudicarti il tuo futuro, altrimenti non puoi giocare per molto tempo come ho fatto io. Ogni anno sono sempre stato piuttosto regolare, giocando dalle 950 alle 1.050 ore, che possono sembrare poche ma ciò che è importante è giocare molte più ore in vincita rispetto a quelle in perdita. Spesso ostinarsi a giocare quando si è in perdita può rivelarsi controproducente, si tratta di “tossine” che poi diventa difficile eliminare nel lungo periodo”.

'iloozeallinz' è uno dei giovani su cui punta CarloSecondo Carlo, che è un professionista di un’altra generazione rispetto a quella dei ventenni che da qualche anno si sono approcciati al poker, la differenza di età porta sia vantaggi che svantaggi: “Sicuramente un ventenne ha una freschezza e una rapidità mentale superiore, è quello che più mi ha colpito di Giacomo Loccarini, e nonostante io creda di ragionare piuttosto rapidamente lui ha un talento incredibile in questo senso. 

A differenza del giovane però penso di avere un altro equilibrio, si accetta in modo diverso il fatto di perdere: se pensi al poker come ad una guerra anche se oggi perdi una battaglia domani sei comunque pronto per la prossima, e questo rende tutto più semplice. Ciascuno deve raggiungere un proprio equilibrio, ma per riuscirci deve cercarlo”.

Molto occupato nel seguire i giovani “prospetti” della propria scuola, Carlo ha ben chiaro quale sia la prima cosa che un giocatore deve imparare a fare: “Deve saper perdere, accettare la sconfitta, una capacità che si può applicare in tanti campi nella vita, avendo l’onestà con se stessi di non mentirsi e dirsi ciò che non va”.

Per “Mandrake” il boom del cash game italiano non è ancora stato raggiunto, con molti che nel prossimo futuro saranno chiamati a dire la loro: “Dei molti ragazzi che ho avuto modo di conoscere penso a tre nomi in particolari, Marco “iloozeallinz”, Yang “FinoACasa” e Luca “PrO”, senza dimenticare naturalmente giocatori come “Somfranz”, Loccarini e “Scienziato” “.

Vedremo quindi se il tempo, a loro come a molti altri, saprà dare ragione…

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