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Curiosità · WSOP 2018

Christian Scalzi sulla mano annullata nel Main WSOP: “i giocatori avevano accettato la dinamica…”

Il Tournament Director italiano Christian Scalzi esprime la sua opinione sulla mano annullata durante il Main Event WSOP per il mazzo "fallato".

Scritto da
12/07/2018 13:15

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Nelle grandi manifestazioni come le World Series of Poker, con migliaia di players seduti e decine e decine di mani giocate in simultanea, è difficile che possa filare tutto liscio, è la legge dei grandi numeri. A volte possono capitare, nonostante l’organizzazione, episodi controversi o che possono comunque far discutere ai tavoli.

Due giorni fa, durante il Main Event, un giocatore ormai drawing dead è riuscito a salvarsi dall’eliminazione a causa di un problema al mazzo: già lontano dal tavolo è stato richiamato ed ha ripreso a giocare. A raccontarci tutto è stato Jeremy Dresch. Si tratta di un episodio molto singolare ed inedito.

Risultati WSOP 2018 Main Event

La sala del Rio dove si gioca il Main Event WSOP

Questa la cronaca della mano come abbiamo raccontato:

Allo showdown, il big blind (che rischia l’eliminazione) mostra K-Q e lo small blind A-2. Il flop è praticamente una sentenza: A-2-7. La doppia coppia dello small blind lascia pochissime speranze al big blind. Il turn è decisivo: un altro due per un fullhouse che K-Q non può più battere in alcun modo.

Mentre il giocatore sul big blind si alza, saluta tutti e si allontana dal tavolo, il dealer fa per girare l’ininfluente river. Brucia la prima carta e a questo punto si scopre che la carta successiva è esposta. Si tratta di un Jack di quadri visibile a tutti.

Niente di grave: il dealer mostra il Jack scoperto ai giocatori presenti e lo appoggia esposto sul tavolo. Nel farlo, però, scopre che anche le due carte successive sono esposte, ovvero girate verso l’alto.

Nel mazzo, tre carte erano “face-up” senza una valida motivazione. Il dealer chiama subito il floorman che verificato i fatti non ha potuto che annullare la mano perché il mazzo era fouled.

Il giocatore che era drawing dead sul turn ha quindi avuto la possibilità di salvarsi dall’eliminazione nonostante fosse allo 0% di possibilità di vittoria o split. Gli stack sono stati redistribuiti.

Abbiamo chiesto un parere al noto Tournament Director italiano Christian Scalzi che è anche il responsabile per tradurre il regolamento TDA in italiano.

Christian Scalzi

Ciao Christian, che idea ti sei fatto della mano? La procedura è stata corretta? L’esito sembra un pò paradossale: il giocatore eliminato (in seguito salvato) non aveva comunque alcuna possibilità di evitare l’uscita dal torneo.

Premesso che non mi piace parlare e giudicare eventi nei quali non sono presente al tavolo, bisognerebbe parlare con la persona che ha preso quella decisione. All’apparenza, la dinamica non ha molto senso dal punto di vista delle regole, ossia al momento in cui la mano è stata giocata, esiste la regola che la mano è salva se i giocatori accettano la situazione che si è determinata.

Quindi se i giocatori accettano la mano e la sua dinamica, è tutto regolare?

Si, a meno che non vi siano delle condizioni estreme come se sul board compaiono due carte dello stesso valore, tipo due j e nessuno ci fa caso, oppure ti rendi conto che nel mazzo vi sono 51 o 53 carte. Ma nella mano in esame, entrambi i giocatori hanno accettato l’esito della mano e, da regolamento, la mano è da considerarsi valida, oltretutto il giocatore era già drawing dead ed i players, ripeto, hanno accettato la dinamica. Non sono intervenuti né al turn, né al river.

Giriamo pagina: programmi professionali? Prossimi impegni?

Si mi aspetta un bel tour in giro per il mondo. Con le World Series of Poker e Partypoker live saremo per la prima volta in Brasile, per le WSOP Brasile a Rio de Janeiro, città amatissima dalla gente per le vacanze. Dovrò supervisionare l’evento che si giocherà al Copacabana Palace a fine settembre e prevedo già l’adesione di molti giocatori italiani come Di Giacomo, Del Foco, Garbarino, Colombo e parecchi players francesi. A fine agosto invece andrò ad Oslo per il Norgegian Poker Master. In autunno poi il Caribbean Poker Party che quest’anno si trasferirà alle Bahamas.

Tu lavori oramai per uno dei circuiti internazionali più importanti: come percepite questo ban della pubblicità? Sarà la fine dei grandi eventi nei casinò italiani? Una bella mazzata per i players…

Non è una bella notizia per il settore ed i giocatori. Spero che le contestazioni legali possano essere portate avanti. Questo provvedimento è irrispettoso e inadeguato verso le società che hanno acquistato a peso d’oro le concessioni all’asta. Hanno fatto investimenti ingenti, programmato onerose strategie ed ora devono subire questo decreto altamente lesivo. Se sarà confermato, per il poker italiano non si preannuncia nulla di buono.

Più che altro questo provvedimento non tutela realmente i giocatori problematici. Sei d’accordo?

E’ un fatto molto penalizzante per il settore e un palliativo che non tutelerà quelle persone che hanno queste patologie, anzi favorità l’illegalità. Ci vorrebbe un approccio politico. Contrastare il rischio della ludopatia con i necessari accorgimenti. Io giro in tutto il mondo e vi posso assicurare che in Francia ed in Inghilterra esiste una Gaming Board e polizia dei giochi che sono due organismi adeguati a supervisionare il settore. Ci sono strumenti in questi paesi per contrastare in maniera più efficace questo fenomeno.

 

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