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ElkY: le WSOP sono andate male, ma chi se ne importa?

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19/07/2014 07:23

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Bertrand Grospellier, una volta che le WSOP sono finite negli archivi, ha ammesso il suo disappunto per risultati inferiori alle proprie aspettative: tuttavia, questo non significa che “ElkY” abbia trascorso una brutta estate a Las Vegas.

Dal punto di vista dei risultati, infatti, il francese non ha usato mezzi termini nel bollare come un fallimento la sua trasferta negli Stati Uniti, avvenuta fra l’altro in ritardo dopo che gli era stato rubato il passaporto: “Per quanto riguarda il poker, è stata la peggiore estate che abbia mai vissuto da quando vengo a Las Vegas a giocare le WSOP – aveva scritto su Twitter – nel Main Event sono stato eliminato addirittura prima che entrassero in gioco le ante”.

Per lui sono arrivati giusto un paio di piazzamenti a premio per un totale di circa 30.000 dollari incassati: troppo poco per chi in carriera ha vinto tutto, quando parliamo di tornei dal vivo. Eppure, non tutto il male vien per nuocere, e lui lo sa bene.

Due anni fa, dopo essere stato eliminato dal Main Event, conobbe infatti la sua ragazza, la modella di origini koreane Jenny No, con cui ha festeggiato l’anniversario proprio a Las Vegas in un ristorante d’eccezione, il Joel Robuchon dell’MGM, un tre stellato Michelin che è anche il suo preferito.

“Quest’anno ho deciso di alloggiare all’MGM durante le World Series – ha ricordato in uno dei suoi video da Sin City – hanno dei veri e propri appartamenti, e si tratta di una sistemazione funzionale ma anche piuttosto tranquilla rispetto ad altre”. Probabilmente non a buon mercato, ma certo questo non è un gran problema per lui.

Durante la sua permanenza si è dovuto spesso negare al lato mondano della città, ricca di tentazioni che mal si conciliano con chi poi deve trascorrere lunghe ore al tavolo da poker cercando di essere ben sveglio e concentrato. Tuttavia questo non significa affatto che il suo soggiorno sia assomigliato ad un ritiro monastico, anche perché “ElkY” ha dimostrato di apprezzare particolarmente quello che la mecca del Nevada poteva offrirgli.

Credo che Las Vegas sia una delle città migliori al mondo per fare festa – ha ammesso – ci sono un sacco di serate eccezionali, ma ci sono anche molte attività all’aria aperta da poter fare, come guidare le dunebugy nel deserto”. E così, fra una serata all’XS ad ascoltare Deadmau5, un’immancabile visita agli sterminati centri commerciali e soprattutto un “grinding” spinto dei numerosi ristoranti che non aspettano altro che poter sorprendere chi li frequenta, tutto si può dire tranne che si sia annoiato.

E se le WSOP sono finite, Bertrand Grospellier è tutt’ora in viaggio, stavolta di puro piacere con la sua ragazza: le carte e le fiches saranno anche state messe da parte, ma l’estate è ancora lontana dall’essersi conclusa.

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