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Radja Nainggolan, gli assegni clonati e i soliti bacchettoni a caccia del vizietto

Truffato per avere subito la clonazione di un assegno da 150.000€, Radja Nainggolan finisce nuovamente nel tritacarne mediatico. Stavolta non per le notti in disco, ma a causa della sua passione per il gioco d'azzardo.

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21/12/2018 15:15

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È di ieri la notizia di una denuncia sporta da Radja Nainggolan, centrocampista offensivo dell’Inter, riguardo a una brutta storia di assegni clonati. La notizia è stata data originariamente dal quotidiano “La Stampa”, ma poi si è ampiamente diffusa ovunque, dai quotidiani ai siti ai social. Al netto degli aspetti che sono ancora al vaglio degli inquirenti, c’è una componente di morboso perbenismo che infastidisce molto, una componente che nell’Italietta di oggi si attiva in automatico quando si parla di personaggi ricchi e famosi, come i calciatori, e ancora di più quando si materializza un qualche ruolo del gioco d’azzardo.

Radja Nainggolan

Radja Nainggolan, cosa è successo con gli assegni

Ricapitolando, le cose dovrebbero essere andate così. Radja Nainggolan ha sporto una denuncia a Milano per un ammanco su un suo conto bancario dovuto alla clonazione di un assegno da 150mila euro. La vicenda è stata dunque ricollegata a una banda di professionisti della truffa, attivi nel Lazio. Dall’inchiesta si è appreso di altri assegni, stavolta regolari, che il belga ha staccato l’estate scorsa per coprire alcune perdite al casinò di Montecarlo. Implicitamente, dunque, a venire fuori è stata anche la passione del giocatore nerazzurro per il tavolo verde. Una passione che lo porta probabilmente a perdere diverso denaro, ma la gente tende a dimenticare quanti soldi guadagna un calciatore del suo livello.

Il “Ninja”, la bella vita e una domanda senza risposta

Radja Nainggolan percepisce dall’Inter un ingaggio netto di 4.500.000€ all’anno. Sarà dunque libero di usare qualche centinaio di migliaia di euro come più gli aggrada? Certo, finché ciò non interferisce con la qualità della sua vita professionale.

Questo è l’unico aspetto che davvero conta, perché l’acquisto più importante dell’ultima campagna acquisti nerazzurra si sta rivelando un caso piuttosto spinoso da gestire, sotto l’aspetto dell’immagine pubblica. Al ragazzo piace divertirsi, tirare tardi la sera, andare per locali e sì, giocare d’azzardo. “Quando sono in campo do tutto, quando sono fuori mi piace vivere e divertirmi”, aveva detto in una intervista poco dopo il suo trasferimento all’Inter. C’è dunque una domanda che tutti si pongono ed è “può tutto questo conciliarsi con la vita di un calciatore professionista?” Si dà il caso che sia una domanda a cui possono rispondere solo lo stesso Radja e chi è incaricato di gestirlo, dentro e fuori dal suo club. Nessun altro.

I soldi, il gioco e l’invidia sociale

Sarà forse il primo calciatore a cui piace fare la bella vita? Sarà forse il primo campione che si scopre un appassionato di gioco? La storia (non scritta) del poker è piena di campioni e professionisti pallonari di alto livello, di calciatori che organizzano partite private in ritiro o che sono soliti fare capatine ai vari casinò per una partita cash. Lo stesso Mauro Bressan, poco tempo fa, ci raccontava di essere stato presente alla prima grossa partita di Texas Hold’em in Italia, o meglio in Svizzera (Lugano) ma frequentata da calciatori e pionieri del poker, tutti italiani.

Per quanto riguarda poi l’online, nei primi tempi delle room italiane si vociferava che dietro a uno dei nickname più perdenti in assoluto (si chiamava “Tritasassi” e giocava su Gioco Digitale) si celasse un fortissimo ex centravanti della nazionale. Un nome su cui mai si è avuta la conferma, ma sapete una cosa? Saperlo o non saperlo cambia poco: per un calciatore di Serie A, perdere 100-150mila euro a poker in un anno non è poi questa tragedia.

Radja Nainggolan è dunque solo l’ultimo nome di calciatore famoso a trovarsi nel tritacarne mediatico. E non importa che si tratti di una passione che il ragazzo può ampiamente permettersi. L’Italia di oggi è una repubblica fondata sull’invidia sociale, quindi tanto basta per avere qualcosa su cui sputare sentenze.

Certo, magari il “Ninja” stare un po’ più attento alla gente che frequenta. E magari concentrarsi sul tornare a far parlare di sé per qualcosa che abbia a che fare con un altro rettangolo verde. Se perdi i massimali ma con una Champions in tasca, caro Ninja, vedrai che la gente sarà più indulgente con te.

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