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Volete ottimizzare lo studio sul vostro gioco? È in uscita il libro che fa per voi

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11/05/2019 12:00

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Uno degli aspetti più affascinanti dell’intero universo che ci dovrebbe portare a diventare dei buoni giocatori di poker, è certamente tutto quello che gravita intorno alla maniacale attenzione per l’apprendimento.

La pratica riveste un ruolo decisivo, certo. Il modo migliore per imparare è quello di giocare, confrontarsi, fare errori , rimediare ad essi. Ma lo studio lontano dal tavolo ci permette di fare quel salto di qualità che non tutti riescono a porre in essere e spesso è proprio questo il vero spartiacque tra un amatore e un professionista.

Purposeful Practice for Poker

Il libro della Dottoressa Patricia Cardner e di Gareth James, offre ai giocatori tutta una serie di consigli per adottare un giusto tipo di pratica utile a migliorare il proprio gioco. 

Basandosi sui suoi precedenti testi, Peak Poker Performance e Positive Poker, la Cardner condivide le proprie conoscenze apprese durante lo studio per i suoi due dottorati (di cui uno in psicologia) e le collega ad un discreto passato da pokerista.

In questo testo in uscita la prossima estate, “Purposeful Practice for Poker”, che suona in italiano più o meno come “l’allenamento mirato per il Poker”, la Cardner collabora con il Tournament Coach Gareth “Gazellig” James, per provare a dare consigli su come ottimizzare il tempo passato lontano dai tavoli per analizzare le nostre sessioni.

Ecco alcuni brevi estratti del libro.

Se ripensi all’ultima volta che hai imparato qualcosa che ti sia “EFFETTIVAMENTE” servita per migliorare il tuo gioco, probabilmente la tua mente tornerà indietro all’ascolto di qualche regular che faceva sessione su Twitch, mentre tu stesso magari, eri impegnato a giocare.

Oppure hai ascoltato distrattamente qualche podcast in tram, oppure ancora hai altrettanto distrattamente letto un articolo sul tuo portale preferito. 

Ecco. In questi momenti non stai facendo altro che ascoltare, o leggere qualcosa che non servirà a migliorare fattivamente il tuo gioco. 

Il vero apprendimento si ha quando il tuo tempo è stato impiegato ad approfondire i concetti appresi, verificarli durante le tue sessioni, avere la fame e la curiosità di capire se essi fanno bene al tuo poker.

Capire se il concetto che hai appena imparato serva sempre o può essere applicato solo in situazioni marginali, se ne hai parlato coi tuoi amici grinder, insomma, se hai fatto tutto il possibile per non aver semplicemente sprecato il tuo tempo. 

Ecco alcuni esempi dei apprendimento passivo e attivo nel poker:

Apprendimento Passivo

  • Leggere un articolo o un post su un forum
  • Ascoltare un podcast
  • Guardare i live streaming
  • Guardare un video di allenamento 

Apprendimento Attivo 

  • Partecipare a un gruppo di studio
  • Contribuire in modo costruttivo ad un forum o a un gruppo Facebook
  • Insegnare ciò che sai a qualcun altro
  • Eseguire delle simulazioni

Il primo di questi due gruppi non ha certamente i crismi della perdita di tempo se ad esso, dopo quelle 4 attività, viene seguito un momento in cui è l’approfondimento a farla da padrone.

Prendere appunti mentre si legge, o mentre si ascolta, per poi trarre giovamento da eventuali discussioni con chi ne sa di più, o collegare quelle letture a nuove ricerche sul web per approfondire i concetti che più possano servire al tuo gioco, ecco, quello è l’atteggiamento che dovresti assumere.

Fonte: Adapted from E. Dale, Audiovisual Methods in Teaching, 1969, NY: Dryden Press

La parte “attiva” dell’apprendimento, è invece quella più immediata, quella che ti darà la forza per migliorare e migliorare ancora. 

La frase di David A.Kolb teorico educativo ed educatore statunitense, riassume tutto il concetto: “L’apprendimento è il processo mediante il quale la conoscenza viene creata attraverso la trasformazione dell’esperienza”.

Assumere un ruolo attivo nel processo di apprendimento richiede un certo sforzo, non è mai facile. Ovviamente è molto più facile consumare passivamente dei materiali di apprendimento, ma se essi sono fini a se stessi, alla fine non si impara molto e in realtà si sta perdendo del tempo. 

Il primo consiglio è quello di cominciare da subito a pianificare le sessioni di studio, in modo da poter aumentare le tue conoscenze nel più breve tempo possibile. 

Non sappiamo ancora se il libro verrà tradotto in italiano, ma se qualcuno fosse interessato alla versione in inglese, qui è possibile preordinarne una copia.

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