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Aussie Millions 2012: Phil Ivey 12°, niente final table!

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28/01/2012 04:21

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Phil IveyQuello di Phil Ivey che arriva fino in fondo all’Aussie Millions 2012 era un copione sognato praticamente da tutti: dall’organizzazione, dagli appassionati e persino dall’ex moglie Luciaetta, da tempo sul piede di guerra per questioni economiche con l’ex consorte e di certo attratta dai 1,6 milioni di dollari in palio per il vincitore di questo torneo.

Invece tutti dovranno farsene una ragione: Phil Ivey è uscito al 12° posto, durante il 1° livello del day 5, tuttora in corso presso il bellissimo Crown Casinò di Melbourne.

E’ stato il carneade canadese Yann Dion a farsi carico dell’eliminazione del campione statunitense: Ivey risponde al raise del rivale 3-bettando da big blind, e chiamando anche il successivo 4bet allin di Dion. Quest’ultimo, oltre a coprire ampiamente lo stack di Phil, si ritrova con una situazione dominante, a k vsa q . Il board “pilatesco” 2 2 2 8 9 consegna il piatto a Dion e condanna Ivey ad una nuova uscita a due passi dalla gloria.

Curiosamente ancora AK vs AQ, come al WSOP Main Event del 2009. Allora fu ancora più doloroso, principalmente perchè era il WSOP ME, e poi perchè allora era Ivey a partire davanti contro il boscaiolo Darvin Moon, il quale prese una fatal donna al flop eliminando il campione originario di Riverside, e gettando nello sconforto tutto un mondo di appassionati. Stavolta la delusione generale è un pò meno clamorosa, ma solo un pò…

Così, Phil Ivey incassa i 100mila dollari più “inutili” della sua vita, Luciaetta rimarrà con l’amaro in bocca e l’organizzazione cerca disperatamente un nome per “salvare” il torneo, come si dice in gergo. dei superstiti in corsa mentre scriviamo, due sono i nomi appetibili: Mohamad Kowssarie e Lee Nelson.

Il primo, talentuoso quanto discusso svedese tra i primi a sfondare nel cash game online high stakes con nickname come “TerrorOfSweden“, e porterebbe globalmente lustro a un albo d’oro bisognoso di grossi nomi. Un altro nome buono potrebbe essere quello di Lee Nelson, non a caso soprannominato “final table”: l’australiano, più famoso come autore (suoi Kill Phil e Kill Everyone, ndr) che come player, vanta comunque un successo qui al Main Event (era il 2007) e due tavoli finali.

Gli altri sono nomi di secondo piano e mediaticamente poco attraenti. Certo, se il termine di paragone rimane Phil ivey si rischia di apparire incontentabili: ma andatelo a dire voi a quelli dell’organizzazione…

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