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Kristen Bicknell gioca il suo primo torneo da 100k: “Simile a un 25k, ma con più amatoriali”

A Rozvadov, Kristen Bicknell ha giocato per la prima volta un torneo high roller da 100k. Ecco le sue impressioni, sicuramente inaspettate...

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02/11/2018 14:00

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Se per molti appassionati di poker il sogno più grande è quello di partecipare a un Main Event prestigioso come quello delle WSOP o dell’EPT, per molti professionisti il sogno proibito è quello di giocare un high roller da centomila dollari (o euro) di buy-in. Recentemente alle WSOPE che si sono tenuti in Repubblica Ceca, Kristen Bicknell è riuscita a realizzarlo: la professionista canadese ha infatti partecipato al suo primo 100k.

Per Bicknell era un esordio assoluto, nonostante avesse già accumulato molta esperienza nei tornei da 10.000 e 25.000 dollari, vincendone addirittura uno a marzo a Macao. I 100k, però, sono un’altra cosa, almeno nell’immaginario collettivo: sono eventi con montepremi da svariati milioni di dollari, a cui partecipano i più forti torneisti al mondo. Fatta eccezione per eventi sporadici come il Super High Roller Bowl da $300.000 o il Big One Drop da un milione di dollari di buy-in si tratta dei tornei ricorrenti (ce n’è uno per ogni grande tappa live ormai) più alti al mondo.

Kristen era comprensibilmente tesa per il suo esordio in un 100k e alla fine, pur non riuscendo ad andare a premio, si è detta molto soddisfatta dell’esperienza. Non solo per il suo gioco ma anche e soprattutto per aver scoperto che i temibili 100k sono in realtà tornei molto più umani di quanto si possa immaginare...

EPT Barcellona 2018 Kristen Bicknell

Kristen Bicknell: “Il 100k? È come un 25k”

“Immagino che ci sia una sorta di alone di prestigio intorno ai 100k“, ha dichiarato la Bicknell ai microfoni di Pokernews.com. “C’è molto hype ma ad essere onesta, e forse sono un po’ ingenua, mi è sembrato un torneo molto simile a un 25k“.

La professionista canadese spiega perché: “Sono tornei molto simili tra loro, si gioca allo stesso gioco e cambiano solo due aspetti: il buy-in è più alto e il field è molto più ristretto“.

Dal suo punto di vista, il field più ristretto rappresenta un aspetto positivo: “Per me è anche meglio se ci sono meno giocatori, perché credo che sia potenzialmente più facile ottenere buoni risultati. Al di là del prestigio, comunque, i 100k sono tornei simili agli altri high roller. Non cambia molto“.

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“Field simili ma più giocatori occasionali”

Kristen ha poi parlato del field di questi super tornei. E sorprendentemente, ha detto che i pochi top reg che giocano solo i 100k e induriscono il field sono compensati dai molti fish che si siedono a questi tavoli e non a quelli dei tornei più bassi.

“Nel 100k ho giocato con molti giocatori che avevo già affrontato molte volte. Ce n’erano anche tanti contro cui non avevo mai giocato, perché giocano solo ed esclusivamente high roller. Mi ha stupito vedere che (rispetto a un 25k, ndr) c’erano più giocatori amatoriali. Proprio per questo motivo è stato un torneo molto divertente”.

Kristen Bicknell con il fidanzato Alex Foxen

Cosa evitare al tavolo secondo Kristen Bicknell: zuccheri, carboidrati e alchool

Kristen Bicknell ha partecipato all’high roller da $100.000 insieme al suo ragazzo Alex Foxen e a un certo punto i due sono stati fatti sedere l’uno vicino all’altra. Questa circostanza non ha certamente turbato la canadese, che quando si trova al tavolo ha ben altro di cui occuparsi. Nutrirsi in modo sano ed efficace, ad esempio…

“Se mangio zuccheri, il mio mental game ne risente un po’”, ha confessato. “Lo zucchero non fa bene al mio corpo e non fa bene al mio cervello. Durante un live cerco sempre di evitare lo zucchero e i carboidrati“.

Un altro nemico di ogni giocatore di poker è l’alchool. Secondo la Bicknell, che dice che se non fosse diventata una poker pro sarebbe stata una nutrizionista, molti giocatori perdono l’edge al tavolo proprio per questo motivo.

“Se certi reg tagliassero l’alchool dalla loro vita non dico che il loro gioco migliorerebbe, ma sarebbero in grado di giocare al massimo delle proprie capacità più a lungo e più spesso“.

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