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Matt Kirk il “maniac”: bluffa tutto il tavolo in una partita high stakes

Matt Kirk ha fatto impazzire i suoi avversari con una serie di bluff scatenati nel corso di una partita high stakes dell'Aria. Ecco i due più significativi

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09/08/2018 14:00

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Fino a qualche anno fa Matt Kirk era un perfetto sconosciuto e quando ha fatto la sua comparsa ai tavoli televisivi di cash game in molti si sono chiesti quale fosse la sua storia. Il diretto interessato non l’ha mai raccontata e di lui si sa pochissimo: è nato nel 1988 in Australia e dopo aver frequentato a lungo i tavoli di cash game del casinò di Perth si è trasferito a Macao per godere a pieno del boom del poker. A rivelare questo dettaglio è stato Elton Tsang, uno dei giocatori più vincenti nella storia del poker proprio grazie alle centinaia di milioni di dollari vinti nel Big Game asiatico.

Contrariamente a Tsang, Kirk non sarebbe mai riuscito a sedersi ai tavoli più ricchi di Macao (quelli popolati da miliardari cinesi spesso nemmeno a conoscenza delle regole del gioco) ma avrebbe comunque vinto tantissimo ai tavoli high stkaes accessibili a chiunque. Pare, poi, che l’australiano sia stato anche un early investor in Bitcoin, motivo per cui oggi godrebbe di un patrimonio personale di oltre mezzo miliardo di dollari.

Di certo c’è che Kirk non sembra assolutamente un professionista quando gioca. Dà l’impressione di essere un appassionato di Baccarat passato per sbaglio di fronte a un tavolo da poker, proprio come le whale cinesi a cui ha vinto parecchi soldi. Matt Kirk rientra perfettamente nella descrizione di “maniac“, come si evince anche da due mani giocate nel cash game high stakes del Super High Roller Bowl 2015.

Il bluff di Matt Kirk su Polk e Trickett

La partita aveva blinds di 1k-2k e per tutta la durata della sessione Kirk ha tentato di bluffare chiunque, entrando in più dell’80% dei piatti. Praticamente non ha mai foldato preflop e quando ne ha avuto l’occasione ha sempre puntato (anche molto forte) per provare a vincere il piatto di prepotenza.

Considerando che i suoi avversari erano Doug Polk, Scott Seiver, Sam Trickett e Doc Sands (oltre al meno competitivo Paul Newey), era inevitabile che questa strategia sarebbe risultata perdente. Non a caso, prima delle due mani che vi stiamo per raccontare, Kirk era nettamente in passivo.

La prima mano inizia con lo straddle a $1.600 di Kirk. Trickett spilla 10 10 e apre il gioco a $4.000, Polk ha 7 5 e 3-betta dal big blind a $16.500. Kirk ha in mano un misero 5 2 ma è sullo straddle e non vuole darla vinta ai suoi avversari, così decide di chiamare.

“Non posso più stupirmi di niente quando si tratta di Matt Kirk”, dice Nick Schulman in telecronaca. “Certo, chiamare $14.900 con 5-2off… così riesce a sorprendermi”.

Anche Trickett chiama e si giunge quindi sul flop 3 a 9 . Polk punta $26.000 sul pot di circa $50.000 con una mano debole ma la possibilità di qualche backdoor. Kirk ha un progetto di scala a incastro e ritiene che sia sufficiente per rilanciare: mette in mezzo $75.000.

Sia Trickett sia Polk snap-foldano e l’australiano incassa quindi il piatto di oltre $150.000 con 5-high, non prima di aver mostrato il cinque a Polk.

Il super bluff su Doc Sands

Nella seconda mano è Doc Sands la vittima designata di Matt Kirk. L’australiano rilancia a $4.000 con q 4 e Doc Sands rilancia a $16.000 con a 7 . Cosa fa “Aussie Matt”? Ovviamente chiama, nonostante la trash hand.

Il flop è a   8 2 ed è un ottimo flop per Sands. L’americano fa check e Matt checka immediatamente. Il turn è un j e Kirk è drawing dead. Sands fa nuovamente check e lo stesso fa Kirk. L’australiano compie questo gesto con una rapidità e un apparente disinteresse tali da far pensare che non abbia assolutamente nulla in mano. È proprio così, eppure, in qualche modo riesce poi a vincere il piatto.

Il river è un 9 e ci sono $34.200 in mezzo. Dopo il doppio check, Sands decide di puntare $21.000 con la sua top pair. Kirk non folda subito, anzi: dopo una decina di secondi rilancia a $75.000.

“Kirk ha una Donna con cui blockera il nuts”, spiega il sempre ottimo Schulman in telecronaca. “Tuttavia, se avesse avuto Q-10 avrebbe quasi sicuramente puntato sul turn con il doppio incastro“.

Un ragionamento sensato, quello di Schulman, ma Sands sembra andare in palla. Ci pensa per qualche secondo in uno stato di evidente disagio (anche perché per tutta la partita Kirk ha fatto battute su quanto siano odiosi i giocatori che impiegano troppo tempo a fare action) e alla fine folda il suo Asso. Kirk esulta e poi mostra un quattro. “Onestamente, non avevo 4-high”, scherza mentre Sands resta immobile e in silenzio. L’australiano è sorridente ed esaltato, nonostante sia ancora sotto di $89.000 in quella partita…

Il video dei due bluff (a partire dal minuto 29:15):

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