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Amarcord live: Minieri-Matusow e quell’heads up che prese le sembianze di una tonnara (video)

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08/11/2019 12:30

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National Heads Up Poker Championship del 2009, si gioca il primo turno di un torneo al quale vennero chiamati a partecipare i 64 migliori giocatori del pianeta. Gli appassionati di tutto il mondo misero gli occhi sul tavolo in cui si giocò lo scontro Minieri-Matusow. E fu una tonnara.

Il poker che fu

Era certamente un altro gioco, l’Italia cominciava ad appassionarsi ad un nuovo poker con sole due carte, atrofizzato da decenni della comunque bellissima e affascinante specialità “all’italiana”, giocata indifferentemente all’interno di cantine fumose o lussuosi appartamenti.

Erano gli anni in cui un ragazzino poco più che ventenne indossava una sciarpa giallorossa a tutti i tornei ai quali prendeva parte e faceva così nascere il mito di Dario “Caterpillar” Minieri.

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Non staremo qui a parlare della parabola discendente di uno dei diamanti rosa più puri che il poker abbia potuto esprimere a livello planetario, nel momento in cui tutti andavano in una direzione, Minieri andava nell’altra.

Il video dello scontro Minieri-Matusow

La mano, anzi, il gruppo di mani, che vi mostriamo quest’oggi, è il paradigma di tale enunciato.

Siamo al National Heads Up Poker Championship del 2009, quello ripreso dalle telecamere della NBC, al quale parteciparono i 64 giocatori migliori del mondo.

Il primo turno Minieri lo giocò contro Mike Matusow e fu una vera e propria mattanza.

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Bello, ma onore allo sconfitto

Dopo poco meno di un’ora di martellamenti di ogni specie, Matusow si ridusse a poco più di 20x e chiamò lo shove di Dario nell’esatto momento in cui non avrebbe dovuto farlo, avendone avuto la possibilità in precedenza e in più di un’occasione.

Sgombriamo subito il campo da tutte le possibili distorsioni che un video di questo tipo possano originare: trattasi di 4 mani, non hanno una valenza statistica e tanto meno tecnica.

Il momento del torneo in cui sei short di fronte a uno che ti mette con le spalle al muro una mano sì e l’altra pure, non è di facile gestione per chiunque.

Il pretesto è solo quello per ricordare un vero campione che faceva determinate mosse quando in pochi erano solo capaci di concepirle.

Buona visione.

 

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