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Poker Live 2.0 a Las Vegas: il piano di rilancio dei casinò per l’estate

Qualcosa si muove a Las Vegas. Il peggio sembra essere alle spalle e il futuro rappresenta una nuova alba per ripartire. E se tutta l'economia della città del peccato prova a rialzarsi, lo stesso vale per il poker live. Dalle vaccinazioni dei dealers, alle nuove assunzioni, senza dimenticare le mance.

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10/04/2021 10:30

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Las Vegas: tempo di vaccinazioni al Wynn Casinò

Las Vegas vuol ripartire e mettersi alle spalle il momento più difficile. Tutto ruota attorno però al vaccino e così al Wynn Casinò hanno preso la palla al balzo. Entro il 25 aprile ogni singolo dipendente del casinò deve essere vaccinato. Nel caso rifiutasse la vaccinazione, dovrà presentare – ogni settimana – un test molecolare (tampone) a proprie spese (una media di 40 dollari a settimana).

Dunque, c’è uno spartiacque ben preciso per il Wynn Casinò e presto ci sarà anche per gli altri casinò di Las Vegas. Nella politica sulle vaccinazioni sono inclusi anche i dealers del poker.

Una scelta non causale e che vuol essere da volano per la ripresa economica della città da una parte a dall’altra, aiutare a rimuovere tutte le restrizioni che, al momento, limitano la presenza massima dei giocatori ai tavoli da gioco, dei clienti nei ristoranti, palestre, locali e quanto altro. Se ad oggi la capacità massima è ridotta al 50%, con la vaccinazione dei dipendenti si potrebbe tornare quanto prima ad un numero senza limitazioni. Non solo, ma dall’1 maggio, il governatore del Nevada darà potere alle singole contee per decidere nelle riaperture.

Las Vegas dipende dalla contea di Clark e le prime indicazioni che filtrano, volgono all’ottimismo. Chiaramente devono esserci dati incoraggianti sia dal punto di vista della pandemia,sia dal punto di vista delle vaccinazioni. E parliamo di un paese come gli USA che sta per abbattere il muro dei 200 milioni di vaccinati. Insomma, anche il Casinò Wynn vuol fare la sua parte e ha informato in settimana i suoi dipendenti di questa decisione, con il 25 aprile ultimo giorno utile per sottoporsi al vaccino.

Vaccino che riguarderà anche i dealers della poker room. Già tornata attiva con tornei dallo scorso dicembre, la room live del casinò ha ospitato nelle ultime settimane anche le series del Wynn con eventi con una buona affluenza, nonostante l’obbligo per i giocatori di indossare la mascherina, con tavoli 8 Max e ogni singolo posto diviso da pannelli in plexiglass. Una vaccinazione rapida porterebbe alla riduzione di queste limitazioni, fino a tornare alla normalità pre Pandemia. 

Las Vegas: il Venetian assume nuovi dealers per l’estate

C’è voglia di ripartire a Las Vegas. E così, mentre il vaccino fa il suo corso, i casinò della città pianificano il futuro, con il Venetian che si prepara ad assumere un numero importante di dealers per l’estate. Le “Deepstack Championship Series of Poker” sono state programmate da fine maggio a metà luglio e poco importa se per il momento le WSOP slittano a fine settembre.

C’è grande sete di poker a Las Vegas e dai piani alti del Venetian sono sicuri che la loro kermesse richiamerà un numero molto alto di giocatori. Secondo le previsioni, saranno tantissimi i players pronti a spostarsi dal nord del paese fino a Las Vegas, per una kermesse ormai storica e che ha sempre corso parallelamente alle WSOP. Una sorta di antipasto, per quello che poi ci attende in autunno con al Rio.

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Circa un centinaio i dealers richiesti dal Venetian e l’appello è rivolto a tutti coloro che abbiano almeno 21 anni di età, un diploma conseguito alle scuole superiori e almeno un anno di esperienza lavorativa in un casinò. Insomma, a Las Vegas si scaldano i motori in vista di una grande estate all’insegna del poker live, con il Venetian in prima fila a fare da apripista.

Las Vegas: 5.6$ milioni di mance per i dealers al Wynn

A Las Vegas fa scalpore un’altra news che riguarda il Wynn Casinò. Dopo 15 anni di tira e molla sulle mance, il casinò dovrà versare una cifra pari a 5.600.000 di dollari. Da questa somma, vanno esclusi 30.000 dollari destinati al tribunale per la copertura delle spese, 1.4 milioni di dollari agli avvocati per loro parcelle, mentre la parte restante verrà divisa fra mille dealers che hanno lavorato o che lavorano attualmente nella poker room del casinò, vale a dire 4.200 dollari a testa.

Lo ha stabilito un tribunale di Las Vegas, su una questione che si trascina dal 2006. In pratica il casinò aveva imposto ai dealers di cedere il 12% di ogni singola mancia ai loro superiori: floorman, Pit-Boss, TD e quanto altro. Una scelta mai accettata dagli stessi lavoratori che fin da subito si erano rivolti al tribunale per ottenere giustizia. Il casinò si è sempre giustificato, spiegando che tale imposizione serviva a stimolare i dealers stessi ad ambire ad una posizione lavorativa più importante all’interno della stessa poker room: a diventare quindi un membro del “Casinò Service Team”.

Un caso più unico che raro in quel di Las Vegas, anche se la questione mance è da sempre un argomento scottante. Inizialmente i dealer chiedevano un risarcimento di 50 milioni di dollari, stimando una perdita a testa che poteva variare fra i 15 mila e i 20.000 dollari all’anno. Chi non accetterà la somma stabilità dal tribunale, può ricorrere ad un secondo processo, ma la strada potrebbe essere molto più in salita e soprattutto dovranno affrontare tutto l’iter processuale da soli. Si tratta comunque di una sentenza storica e che farà ancora molto parlare.

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