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Sam Greenwood attacca: “i tornei High Roller noiosi? E’ pura follia dirlo”

Parla poco, ma quando lo fa è come una sentenza. Sam Greenwood non ci sta e rispedisce al mittente, le accuse di gioco noioso dei tornei high roller. Da qualche tempo infatti sui vari forum sembra partita una sorta di campagna contro questi eventi esclusivi. Sono accusati di essere poco eccitanti dal punto di vista del gioco e molto robotici. E il canadese ha riposto per le rime. 

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14/11/2019 13:00

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Follia o verità?

Sam Greenwood è un campione ormai acclarato nel mondo del poker e assieme al fratello Luc, ha vinto un pò ovunque nel mondo. Dunque è una persona che quando parla è molto ascoltata dagli altri, proprio perché è considerato un sorta di “Santone” di questa disciplina. A questo aggiungeteci che il canadese non è uno che parla molto e a maggior ragione quando lo fa, vale la pena starlo a sentire.

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La sua è una risposta importante e ben articolata a chi dice che i tornei high roller sono di una noia mortale. Qui dobbiamo fare un passo indietro di qualche mese e già in estate si erano alzati i primi malumori nei vari forum americani. In molti post, giocatori ovviamente non del circuito high roller, hanno iniziato a parlare di gioco noioso, ripetitivo e molto robotico. A loro avviso, se da una parte gli eventi esclusivi assicurano field di qualità altissima, dall’altra il gioco delude le attese sotto il profilo dello spettacolo e dell’intrattenimento.

Insomma una presa di posizione a prima vista isolata e che invece con il passare delle settimane ha fatto proseliti in questo senso. I post e i malumori della comunità di poker sono aumentati nei confronti dei tornei high roller. In molti dunque si sono chiesti se davvero ci sia un fondo di verità, oppure se si tratta del classico flame tutto fumo e niente arrosto. A spazzare ogni dubbio ecco il buon Sam Greenwood che entra a gamba tesa su chi sostiene questa corrente di pensiero.

High Roller come palestra per crescere

Sam Greenwood dunque non ci sta e dal suoi canali social attacca la musica. “E’ semplicemente folle definire i tornei high roller come degli eventi noiosi. Soprattutto bollarli in quel modo, senza poi dare una spiegazione plausibile. Accetto che in alcuni frangenti il gioco possa ristagnare e dunque perdere un pò di fascino. Ma fare di tutta l’erba un fascio e asserire che gli eventi high roller sono noiosi e soprattutto robotici, non posso accettarlo. E’ folle dirlo“.

Il canadese, dopo l’iniziale sfogo, passa al contrattacco elencando fattori unici nel suo genere per gli eventi high roller. “ Il livello non è mai stato alto come in questo momento e lo posso affermare con certezza, visto che frequento il poker live da almeno 15 anni. La gente si lamenta della mancanza di spettacolo, ma non si rende conto che sta dicendo una fesseria”.

Sam Greenwood

Sam Greenwood

Lo spettacolo c’è sempre e soprattutto la comunità di poker sbaglia l’approccio a questi prodotti TV. Non devono osservare gli high roller come intrattenimento, ma come scuola di formazione. L’intrattenimento è per il pensionato che guarda il poker per ammazzare il tempo. I ragazzi che vogliono crescere in questo gioco devono apprendere e utilizzare gli High Roller come un prodotto didattico. I migliori giocatori al mondo sfruttano e mettono in mostra le loro strategie, oltre alle loro abilità. Chi osserva da casa dovrebbe prendere spunto, studiare ogni singola mossa e poi mettere in pratica nei rispettivi game.

“Invece lo sport preferito della base della comunità di poker è quello ormai di insultare i giocatori. Lo spettacolo non è l’aspetto primario, anche se a sua volta importante. Il fattore principale è quello di giocare nel migliore dei modi. E vi assicuro che chi frequenta i palcoscenici degli high roller e dei super high roller, punta sempre in questa direzione“. 

Parola di Sam Greenwood.

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