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WSOP 2019

Gli avversari di Dario Sammartino al final table: non sono lì per caso

Fra il titolo di campione del Mondo e Dario Sammartino sono rimasti due avversari. I più tosti e i più difficili. In altre edizioni del main event WSOP ci sono stati giocatori che quasi per caso hanno raggiunto il final table. Ma non questa volta. Hossein Ensan ed Alex Livingston sono due ottimi player che hanno condito la loro carriera con grandi risultati e cercano la rispettiva ciliegina sulla torta. 

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16/07/2019 15:30

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Che gap nel chipcount

Dario Sammartino è chiamato alla doppia impresa, nel day 10 del final table al main event WSOP 2019. L’azzurro da una parte dovrà fare i conti con una differenza netta in termini di chips rispetto ai suoi avversari e dall’altra dovrà ricordarsi che Hossein Ensan ed Alex Livingston sono giocatori eccellenti. Sulla carta il più forte è lui senza dubbio. E non lo diciamo per semplici ragioni di patriottismo: ha sicuramente una marcia in più in questo gioco.

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Però ci sono tante varianti e variabili da tenere in considerazione. E’ ultimo nel count e dunque dovrà attaccare per cucire le distanze. Deve prendersi dei rischi con 67.600.000, rispetto agli altri due players, i quali invece hanno la possibilità di attendere. Hossein Ensan è in fuga con 326.800.000 gettoni e ha tutto il tempo di questo mondo per respingere gli assalti.

Alex Livingston con 120.400.000 pezzi, a sua volta non pare aver fretta. Anzi, il suo castello di chips lo ha costruito con grande calma. Insomma non sarà una passeggiata per Dario Sammartino. Al di la delle qualità infinite del partenopeo, ci sarà da soffrire. 4 milioni di dollari però sono già nelle tasche dei tre giocatori, con 6 e 10 milioni ad attendere rispettivamente il runner up e il nuovo campione del mondo. Ma vediamo nello specifico chi sono gli avversari di Dario.

Ensan, il pittore con la passione per il Poker

Hossein Ensan è nato in Iran, ma da giovanissimo con la famiglia si è trasferito in Germania. Per anni ha fatto il pittore e tutt’ora prosegue in questa attività. Si è sempre definito un giocatore amatoriale, ma con le cifre che ha vinto negli ultimi anni si fa una fatica maledetta ad inquadrarlo in questa categoria. Ben 2.673.206 i dollari vinti in carriera dal 55enne tedesco. Un’amatore vincente vien da dire.

Il 2015 è stato l’anno della svolta, con il trionfo nell’EPT Praga: conquista il main event e la relativa picca, assieme ad un assegno da 825 mila bigliettoni, il suo premio più alto, prima di questo final table. Da quel momento non si è più fermato e soprattutto ha ribadito il feeling speciale con la Repubblica Ceca, mettendo alle dita il ring delle WSOP Circuit giocate a Rozvadov. Un crescendo di emozioni, risultati e soldi, rendendo quasi naturale il suo approdo al tavolo finale del main event WSOP.

Hossein Ensan (Katerina Lukina Pokernews)

Il tedesco ha poi impressionato per un altro aspetto: se i suoi rivali hanno avuto una o più battute di arresto nel count, lui no. Un’escalation senza sosta e con il day 4, momento chiave del suo torneo: aveva iniziato la giornata con 336.000 chips e ha imbustato 10 ore dopo la bellezza di 3.250.000 unità. Uno scatto perentorio che ha lasciato il segno anche nelle giornate seguenti, fino alla leadership conquistata alla fine del day 7. Da quel momento non sono più riusciti a spodestarlo dalla vetta. Poche, ma chiare parole alla fine del day 8, quelle rilasciate a pokernews.

Con la testa sono già proiettato a domani, spiega Ensan. Ho un ottimo vantaggio e questo mi permette di non cambiare il mio stile di gioco. La tattica sarà la stessa. Posso anche permettermi di perdere qualche piatto, grazie ad uno stack profondo. Sarà quella la chiave di svolta del mio torneo: giocare sulla profondità del mio stack. Ho davanti due grandissimi giocatori e non sarà facile, ma sento che posso farcela. L’eliminazione di Gates potrebbe agevolarmi”. 

Livingston, vendica il 2013

Alex Livingston all’apparenza è un nome che può voler dire poco al grande pubblico. In realtà si tratta di uno stimato giocatore professionista canadese che dal vivo ha vinto, prima di questo main ovviamente, oltre 700 mila dollari. A questi si aggiunge un’altra montagna di denaro dall’online. E’ li che Alex si forma e cresce negli anni con il nick “Rumnchess“. Ex giocatore di scacchi, fin dalla maggiore età si getta nel mondo del poker e come abbiamo visto con grandi risultati.

Questo tavolo finale per lui, rappresenta una rivincita. Infatti nel 2013 chiuse la sua folle corsa nel campionato del mondo al 13° posto per oltre 400 mila dollari. Sei anni dopo Alex non solo ha migliorato quel risultato, ma oltre ad aver centrato il final table sogna adesso il colpaccio da 10 milioni di dollari. Un andamento costante il suo, senza sbalzi eccessivi nel count fino al day 7: una volta conquistato il pass per il final table ha ridotto il gap e soprattutto ha macinato posizioni.

Alex Livingston

Ha dimostrato tutta la sua solidità in questa mano,  e i fatti hanno poi dato ragione al canadese. Ama tantissimo la pizza, come dimostra la pizzeria aperta a New York qualche anno fa. E se la pizza è uno dei simboli dell’Italia e di Napoli, il destino ha voluto che fra i suoi rivali ci fosse Dario Sammartino: il ragazzo partito da Napoli per conquistare il mondo del poker.

A sua volta, il canadese, si dice molto fiducioso in vista del rush finale.

Giocare il main event è un’esperienza unica. E’ veramente bello competere al fianco di affermati giocatori o di semplici giocatori occasionali che al tuo pari sognano il titolo mondiale. Questa cosa mi ha riportato indietro nel tempo e ne sono felice. Mi sento molto confident in questo momento e soprattutto mi trovo a mio agio al tavolo finale. Ho due rivali molto pericolosi, ma tutto è possibile in questo torneo“.

Insomma Ensan e Livingston non sono certo arrivati lì per caso. Dario Sammartino è avvisato.

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