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WSOP 2019

Phil Hellmuth in bluff con 5-high al Main WSOP: ecco com’è finita

Phil Hellmuth individua in un triple barrel bluff andato male il motivo principale della sua eliminazione al Main Event WSOP 2019. “Me ne prendo la responsabilità. Quando provi a fare mosse sofisticate contro giocatori non abituati a giocare, succede questo. Il mio avversario ha fatto comunque un gran bel call”

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08/07/2019 09:22

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Sono passati 30 anni da quando, nel 1989, Phil Hellmuth sorprese il mondo intero vincendo il Main Event WSOP. Una ricorrenza che il ‘Poker Brat’ avrebbe sicuramente voluto onorare meglio, ma il destino ha voluto riservargli un’amara eliminazione al Day 2c del torneo più importante di tutti.

Tra le mani decisive che hanno sancito il prematuro allontanamento del recordman di braccialetti c’è anche un coraggioso bluff giocato contro Kou Vang, regular del WSOP Circuit ma non certo famoso come il più decorato collega.

 

Phil Hellmuth

Phil Hellmuth

 

Un triple barrel bluff

Siamo al secondary feature table, con 8 giocatori seduti. Hellmuth ha 60.000 chip e apre il gioco rilanciando a 2.000 (bui 400/800 e big blind ante da 800) con 5 3 . Vang, da bottone, spilla K 9 e decide di controrilanciare a 6.500, con uno stack di partenza da 45.000.

Phil si appoggia e il flop è 10 9 6 . Entrambi fanno check e al turn scende un 6 . Stavolta il Poker Brat esce puntando 9.000 su un piatto da 15.000, ma Vang non molla l’osso.

Al river, un 7 , Phil Hellmuth annuncia immediatamente l’all-in. Vang ha ancora 29.500 e rischia l’eliminazione, ma non ci pensa due volte: fa snap call con doppia coppia di 9 e 6, raddoppia e spedisce il veterano a soli 15.000 pezzi.

Vang spiega il call

Intervistato dai colleghi di PokerNews, Vang ha rivelato di aver escluso qualsiasi mano contenente un 8 (con cui l’avversario avrebbe chiuso scala al river) dal range di Phil Hellmuth: “Non penso che lui abbia spesso scala qui. Non credo che mandi la vasca con una scala. Inoltre, è andato all-in molto velocemente”. Secondo il pro americano, anche un full house non era una mano così probabile: “Con una mano del genere dubito scelga tale size, dovrebbe avere praticamente un quads”.

Ma a spingerlo a chiamare senza troppi crucci è stato il timing scelto da Phil Hellmuth al river: una mossa sospetta, su un board con tante possibilità di scala: “Ho pensato che se avesse avuto un full o un quads, avrebbe cercato di estrarre valore da JJ+. Perciò per me è stato un call facile, mi sono fidato del mio istinto”.

Il commento di Phil Hellmuth

A caldo, ovviamente Phil Hellmuth non è rimasto affatto contento della giocata del suo avversario: “Mi ha detto che ero un pessimo giocatore amatoriale. Mi sento di aver raggiunto uno degli obiettivi che mi ero prefissato”, ha scherzato Vang.

Scesa però l’adrenalina dell’eliminazione, il Poker Brat ha fatto autocritica.

“Non devo dare la colpa a nessuno”, ha spiegato in un’intervista a Kara Scott. “In realtà il mio torneo non è mai partito. Ho fatto un bluff avventato e un tizio ha piazzato un call pazzesco. Ma è colpa mia. Nel Main Event devi affrontare giocatori che non giocano molto spesso, perciò quando cerchi qualcosa di sofisticato, è molto difficile riuscirci. Devo prendermi le mie responsabilità: è colpa mia”.

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