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WSOP 2019

Guarda chi si vede! Re Phil è tornato: Ivey a sorpresa a Las Vegas per il Championship Omaha Hi/Lo

Phil Ivey è atterrato a Las Vegas e si è voluto sedere in uno dei tornei più cari ai regular americani delle WSOP. E' entrato direttamente dal day 2.

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09/06/2019 17:38

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Cogliendo tutti di sorpresa, Phil Ivey è tornato nella mischia dei campionati del Mondo, le World Series of Poker (WSOP) e l’ha fatto a suo modo: si è iscritto in late registration nel day 2 dell’evento 18, il $10.000 Omaha Hi-Lo 8 or Better Championship. Per lui l’ambizione di conquistare l’11esimo braccialetto in una variante molto tecnica e con un field ristretto, in un high roller.

Phil Ivey in compagnia di Phil Hellmuth ai tavoli delle WSOP in una foto di repertorio

Il giocatore originario del New Jersey è la vera sorpresa di questa edizione delle WSOP, considerando che oramai vive più a Hong Kong (meta preferita Macao per il Big Game, prendendo parte ad alcune partite molto private) che nella sua Las Vegas, dove le autorità stanno procedendo nei confronti del suo patrimonio personale: rischia di vedersi sequestrata la sua villa, per la nota vicenda che lo vede costretto a restituire una “paccata”di milioni vinti al Borgata Casinò di Atlantic City per la storia dell’edge sorting.

Ma questo è un altro capitolo. Con ogni probabilità Ivey ha bisogno di tornare ad essere considerato negli States il numero 1 della “vecchia” guardia.

Appena è entrato nell’Amazon Room, si è seduto due giorni fa al tavolo 434 e due posti alla sua destra c’era un certo Phil Hellmuth, primatista delle WSOP per il numero di braccialetti vinti.

Chiamarsi Phil Ivey è l’unica alternativa per non impazzire quando ti accomodi al tavolo e vedi le facce di molti campioni, tra i quali John Racener (1 braccialetto vinto e runner-up al Main Event con 10 milioni vinti) detto the goat, la capra per il suo modo un pò pronunciato di masticare sempre al tavolo una gomma. Ma Racener non è da solo: ci sono anche  Mike Wattel (2 bracciali), Andrey Zaichenko (1) e poi lui… Phil Hellmuth (15 bracciali). Il meno titolato? Shannon Shorr, ancora a secco, per strani incroci del destino ma con uno score di 7 milioni di dollari lordi in carriera solo nel live più c’è l’online.. e quella è un’altra bella storia.

Solo il Tiger Woods del poker può non temere un field del genere.

Dalla serie, a quel tavolo c’erano 29 titoli WSOP e 79,6 milioni di dollari vinti nei tornei live. Una sintesi perfetta in numeri per farvi capire il livello dei Championship che si stanno disputando in questi mesi a Las Vegas, al Rio Casinò. Ed anche Ivey ha deciso, dopo anni di tira e molla, di fare parte di questa prestigiosa ed allegra combricola.

A fare da sandwich tra Ivey e Hellmuth c’era il povero Jeremy Heartberg, giocatore semi-amatore, l’unico non milionario ai tavoli con un modesto score in carriera di 68.000 dollari vinti, con la vincita più alta nei tornei di $14.000 biglietti verdi, quasi il buy-in di questo torneo.

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Ivey non è riuscito ad arrivare a fine giornata, il chipleader del day 2 è stato Ken Aldridge. L’unico del famoso tavolo che è riuscito a far strada è stato Mike Wattel, a centro gruppo. Andrey Zaichenko è andato a premio per quasi 15.000 dollari.

Nel day 3 Wattel è stato eliminato nel day 3 (16esimo). Si è definito da poche ore il final table che vede chipleader un vecchio (pokeristicamente parlando) marpione come Robert Mizrachi, fratello di Mike The Grinder.

Il chipcount del tavolo finale:

  1. Robert Mizrachi 3,905,000
  2. Nick Guagenti 2,000,000
  3. Owais Ahmed 1,850,000
  4. Robert Campbell 1,235,000
  5. Frankie O’Dell 1,000,000
  6. Jake Schwartz  940,000

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