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WSOP 2021

UP & DOWN WSOP: a Las Vegas l’Armada Española ci sta superando, la sfida fantasma e l’indifferenza dei media

La nostra rubrica sule WSOP 2021: dalla sfida per il bracciale Helmuth vs Negreanu al calendario pazzo.

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22/11/2021 17:03

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Negreanu-Hellmuth

Negreanu vs Hellmuth: la sfida fantasma di queste WSOP. Tutto quello che non bisogna fare nella comunicazione è stato fatto in questi giorni

Armada Española UP: due braccialetti in 2 giorni alle WSOP

Due braccialetti in due giorni a firma delle due stelle iberiche Adrian Mateos e Leo Margets, la deep run nel Main event della scorsa settimana di Ramon Colillas dopo la sua storica vittoria nel PokerStars Players Championship.

Per Adrian Mateos è il quarto braccialetto mentre Leo Margets si conferma una delle donne più esperte del field internazionale.

Con questa doppia affermazione, nel computo dei bracciali la Spagna arriva a 11, ad una sola vittoria dall’Italia del poker (ne abbiamo vinti 12 secondo i dati ufficiali WSOP). E’ vero che sono nettamente indietro nel numero di ITM (in the money) ma il trend è chiaro: la Spagna come movimento ci sta superando, sta godendo della liquidità condivisa sabotata nel nostro paese. Dall’8 novembre (giorno dell’apertura totale delle frontiere USA) sta dimostrando di essere una nuova forza pokeristica emergente europea, l’Italia sta deludendo. Pochi azzurri presenti a Las Vegas, zero braccialetti, pochi final table (la speranza è che accada il miracolo negli ultimi giorni).

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Main Event nell’indifferenza totale dei media italiani: DOWN

Purtroppo senza liquidità condivisa non si investe più nel prodotto poker e gli effetti si vedono e sono sotto gli occhi di tutti anche nella comunicazione. La vittoria nel Main Event di Koray Aldemir per $8.000.000 è stata snobbata dai media italiani. Non era mai accaduto da quando il nostro amato giochino è diventato popolare.

Del Main non ne ha parlato più nessuno mentre in televisione il texas hold’em è scomparso. Ridateci Poker1Mania con Luca Pagano e Ciccio Valenti!

 

Iniziano le vere WSOP (E) per gli azzurri al King’s: UP

Come avevamo previsto, le vere WSOP quest’anno per gli italiani sono le WSOP Europe con voli affollati verso Praga dal bel Paese, in particolare dal Meridione. In pochi si sono potuti permettere il viaggio a Las Vegas.

Nel primo evento, al King’s si parlava anche la nostra lingua, con una larga presenza di connazionali.

Nell’event 1, il €350 The Opener, ben 51 azzurri si sono qualificati al Day 2. Purtroppo solo uno dei nostri qualificato per il final day (Ferrajolo) ma è già un buon inizio. Il nostro target è questo.

 

Sovrapposizione WSOP-WSOPE: calendario pazzo DOWN!

Stiamo vivendo una situazione a dir poco anomala e inedita: da una parte a Las Vegas si stanno giocando ancora le World Series of Poker ed in Repubblica Ceca sono in corso le WSOPE. Quest’anno abbiamo riscontato molte anomalie nei calendari, abbiamo cercato di giustificarlo con il problema del Covid19. Ma certe decisioni iniziano ad essere poco giustificabili.

Calendario folle, con troppi eventi, non a caso la flessione dell’affluenza è stata importante, in certi tornei di NLHE la flessione è stata superiore al 40%. Si sta svilendo il prestigio delle WSOP, troppi eventi in calendario e con una distribuzione degli eventi a dir poco discutibile.

Oscurata l’epica sfida per il braccialetto Negreanu vs Hellmuth: DOWN

Poteva essere la sfida del secolo quella nell’event 84, l’High roller $50.000 PLO. A tre left, gli Dei del poker ci hanno apparecchiato la tavola dei sogni. Avevamo Daniel Negreanu e Phil Hellmuth che stavano dominando con Jeremy Ausmus terzo incomodo. Era notte fonda a Las Vegas e gli organizzatori, invece di fermare il tavolo, hanno deciso di andare avanti. Ma perché non fermare il tavolo e rinviare tutto al giorno dopo?

Sarebbe potuta essere la sfida del secolo con Negreanu ed Hellmuth a giocarsi la vittoria, seguita da tutti i media del poker mondiale ed invece è passata in secondo piano, come fosse un normalissimo torneo in una ordinaria domenica al Rio.

La beffa delle beffe è arrivata con la vittoria finale di Ausmus e di questo evento non ne ha parlato più nessuno.

Una volta le WSOP fermavano a luglio il tavolo finale del Main Event WSOP e si riprendevano le operazioni solo a novembre. Per mesi non si parlava che dei November Nine. Oggi si fa il contrario, il torneo più importante è stato giocato tutto di un fiato, senza neanche un giorno di pausa. Diceva il saggio: l’attesa aumenta il desiderio… Voto al marketing e alla comunicazione: zero!

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