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Altra Strategia · Assopokerista

Scimmiottare i professionisti, una tentazione da evitare

Scritto da
23/05/2014 06:44

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Osservare i migliori e cercare di imitarli è naturale, quando si cerca di imparare qualcosa: nonostante questo possa essere un buon modo per migliorarsi, in qualche caso può rivelarsi non ottimale o addirittura controproducente.

Immaginiamo che stiate avvicinandovi al Pot Limit Omaha, e che quindi dedichiate un po’ del vostro tempo a guardare i video di Phil Galfond su RunItOnce: potrebbe venirvi spontaneo chiedervi quali siano le statistiche del suo HUD, in modo da usarle anche voi, o domandarvi quali criteri segua per etichettare i suoi avversari con un colore o con un altro.

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Il problema è che Phil Galfond gioca il $200/$400, e voi invece no, o almeno non ancora. Questa ovvietà porta con sé alcuni aspetti che un giocatore non particolarmente esperto può non considerare in un primo momento, ed è un professionista esperto come Chris “Apotheosis” Kruk a spiegare che cosa si intenda con questo.

“Io gioco principalmente il NL500 ed il NL100, ed in queste partite accade spesso che un regular decida di completare da small blind dopo all fold – spiega Chris – per questa ragione, sul mio HUD ci sono una serie di statistiche che si concentrano su questo aspetto. Tuttavia, a che servirebbero a qualcuno che gioca il NL50?”.

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E se questo vale per le statistiche, a maggior ragione è vero per i pop-up, che nel caso di molti professionisti sono altamente personalizzati, e di conseguenza tutt’altro che ideali nel caso in cui un altro giocatore decida di copiarli.

Un ragionamento simile si applica ai modi in cui i giocatori utilizzano le etichette colorate che identificano i loro avversari. Nel caso di Apotheosis, che gioca molto ZOOM, ci sono quattro diverse etichette a seconda del numero di tavoli multitablati da quel giocatore, mentre per quanto riguarda Galfond il “codice è completamente diverso.

Uso tre diversi colori che hanno l’accezione di tight, con sfumature diverse che neppure io saprei ben spiegare – scrive Phil – oppure c’è un altro colore con cui identifico qualcuno che ha fatto giocate stupide, che evidenziano grosse lacune, anche nel caso di regular vincenti che in generale non giocano male. In ogni caso, non vedo come questo potrebbe essere d’aiuto a qualcun altro, ciascuno ha un suo sistema e credo che il mio sia peggiore rispetto a quello usato da tanti altri”.

Questo ovviamente non significa affatto che “OMGClayAiken” non possa essere di enorme aiuto a chiunque giochi a livelli anche molto inferiori ai suoi, ma più semplicemente che “copincollare” tutto in modo acritico sia spesso un’idea peggiore di quanto possa sembrare.