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Nick Rampone: “Ecco la strategia perfetta per i tornei”

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22/08/2013 06:29

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Saper approcciarsi in modo corretto alle varie fasi di un torneo di poker, ciascuna con le sue caratteristiche, non è affatto banale per un principiante: scopriamo quindi i consigli di chi può dirsi esperto, come Nick “PureCash25” Rampone.

“Come prima cosa, dobbiamo ricordarci che le fiches tendono a spostarsi verso sinistra – premette lo statunitense – questo significa che in media vinceremo le fiches agli avversari alla nostra destra, e lo stesso accadrà ai giocatori alla nostra sinistra. Questo perché, a parità di altri fattori, la posizione nel poker è un vantaggio cruciale“.

Per questo, a suo avviso, nel caso in cui si abbia alla propria sinistra un avversario capace di cui non si riescano ad individuare leak particolari, accanirsi è controproducente: “Perché dovremmo aumentare i rischi e dare varianza alla nostra sessione scontrandoci contro il miglior giocatore al tavolo, quando alla nostra destra possono esserci giocatori a cui è molto più semplice sottrarre fiches – spiega Rampone – sappiamo come l’ego nel poker vada messo da parte, non si tratta di qualcosa di personale né di una battaglia uno contro uno”.

“PureCash25” analizza tre fasi cruciali negli MTT: la comparsa delle ante, l’approssimarsi della bolla, ed il tavolo finale (con un’altra fase di bolla annessa). “Di sicuro la comparsa delle ante significa che ci sono più soldi nel piatto, e quindi più rilanci e controrilanci per aggiudicarselo – premette – come nella fase della bolla potranno esserci occasioni per guadagnare fiches, e quindi correre dei rischi può aver senso perché possono essere ben ricompensati“.

Tuttavia, bisogna stare attenti a non esagerare: “Serve aggressività, non follia. Inoltre, non tutte le bolle sono uguali, visto che non tutti i giocatori saranno ugualmente money scared, anzi. A volte si possono trovare giocatori impauriti in un torneo da pochi dollari, e professionisti senza alcuna paura di essere eliminati in uno da 100.000 $ di buy-in”.

Una volta ITM le cose si tranquillizzano, sottolinea, almeno fino agli ultimi tre o quattro tavoli, quando il timore di essere eliminati e le considerazioni legate all’ICM diventano sempre più pesanti, in particolare per quanto riguarda la bolla del tavolo finale.

Nick, in questo senso, ricorda che anche giocatori che non sanno cosa sia l’ICM ne hanno spesso una qualche consapevolezza: “Sanno di non voler essere eliminati prima del tavolo finale, e una volta che lo hanno raggiunto cercano di durare il più possibile, in particolare di non essere eliminati prima degli short stack. Tenendo presente l’ICM, spesso in questi casi è possibile fare pressione sui propri avversari anche quando non si è chipleader“.

L’ideale, per Rampone, è correre rischi calcolati e contenuti, giocando un poker più attendista se la situazione lo richiede, cercando di evitare tutte quelle situazioni di conflitto fra giocatori che possono far correre al nostro stack rischi eccessivi o non necessari. Perché in fondo siamo giocatori di poker, non samurai.

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