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Victor Ramdin: l’importanza di condurre la mano’

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10/08/2013 09:00

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victor-radminDario Minieri ha definito Victor Radmin il giocatore più aggressivo al mondo. Il player di PokerStars è stato protagonista di una deep run al Grand Final dell’EPT a Montecarlo, chiudendo al 13esimo posto, con tanti rimpianti.

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Sul suo blog ha pubblicato un articolo dal titolo eloquente: “Breaking my own rules”. Victor non si dà pace per aver giocato in maniera passiva due mani nelle fasi cruciali del Main Event da 10.000€.

“Ho risparmiato molti soldi vincendo il satellite da 500$ per il Grand Final. Ma se analizzo il mio gioco durante il torneo, tutto questo mi è costato molto di più. Se ripenso al torneo, mi rendo conto che ho fatto due fold molto discutibili che mi hanno portato fuori strada per il final table”.

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Iniziamo ad analizzare la prima mano: “Nei primi giorni ho accumulato molte chips, ma nel day 4 con 20 players left, ho aperto da early position con 6-6. Andrew “LuckyChewy” Lichtenberger chiama da bottone e Johnny Lodden dal big blind. Il flop è favorevole: 10-5-2 rainbow.

Il mio piano era quello di check-raisare. Johnny fa check, io pure, LuckyChewy piazza una piccola scommessa. Lodden folda ed io, invece di fare un bel raise e mantenere il mio piano, decido di fare solo call. Al turn esce un’altra carta bassa ed io faccio check-call su una bet contenuta di Andrew. Sul river esce un 10. Faccio ancora check, LuckyChewy betta poco e qualcosa nella sua size mi ha convinto che ero battuto. Ho pensato molto ed alla fine ho foldato”.

Victor Radmin però non riesce a darsi pace al tavolo per aver giocato in maniera passiva la mano: “ero furioso con me stesso, non avevo rispettato il mio piano originale. Quando ho scelto di aprire al flop con 6-6, era fondamentale che proseguissi con una continuation bet al flop, soprattutto perché ero fuori posizione. Invece ho rinunciato a condurre la mano ed ho dato spazio al possibile bluff di Lichtenberger“.  

Fine prima parte – continua