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Iron · Psicologia

Il poker online e la ‘Local Hero Syndrome’

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16/08/2015 08:25

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Giocando regolarmente a poker online, succede che players mediamente vincenti si accontentino di quanto ottenuto, che non facciano poi molto per migliorarsi visto che sentono di non averne bisogno, con risultati che possiamo facilmente immaginare. Il resto del mondo va avanti, e loro restano indietro: questa viene definita come “The Local Hero Syndrome”.

Si riferisce ad un atteggiamento che spinge alcune persone a non chiedere costantemente  il meglio a se stesse, ma semplicemente a fare quanto basta per essere appena migliori delle persone che hanno intorno. Accontentandosi, sentendosi arrivati, ignorando che fuori dal nostro cortile c’è tutto un mondo con cui confrontarsi e competere.

Questo atteggiamento nasce certamente dall’ appagamento, piuttosto che dalla pigrizia o dalla presunzione che primi risultati lusinghieri possono comportare. Il problema nasce dal fatto che il poker non dorme mai.

Accade così che, mentre noi siamo tentati di accontentarci del livello raggiunto, là fuori ci sono persone che diventano migliori ogni giorno, che non sono ormai distanti da noi e che presto o tardi ci raggiungeranno, se non addirittura arriveranno a fare di meglio. E quando accadrà, se non ci saremo adeguati, rischieremo di non trovare nulla di meglio da fare che lamentarci, e cominciare a perdere.

Questo può accadere a tutti i livelli, certamente al micro grinder soggetto a facili entusiasmi e sopravvalutazione di sé, ma anche al campione affermato.

Prendete Brian Townsend, un giocatore che non ha certo bisogno di presentazioni. Attorno al 2005 era considerato una sorta di divinità, il giocatore di poker definitivo, l’unico che era stato capace, allora, di compiere la scalata dai microstakes fino ai tavoli più irraggiungibili.

Guardate Brian Townsend adesso: difficile pensare che possa essere ancora il migliore al mondo, nonostante rimanga un giocatore di livello assoluto. Semplicemente, col tempo sono arrivati un pugno di giovani probabilmente migliori di lui. Difficile immaginare quanto sia demerito suo, o merito altrui. Del resto, non è questo il punto.

Il nodo cruciale sta nella constatazione che, se perfino un giocatore come Brian Townsend può arrivare a conoscere un declino tanto repentino, questo a maggior ragione vale per ognuno di noi, che certamente non possiamo vantare milioni di dollari vinti.

Il poker online, per chi voglia affrontarlo costantemente, sembra allora non aspettare: piuttosto che domandarci quanto gli altri stiano diventando migliori, dovremmo forse chiederci quanto stiamo facendo noi stessi per rimanere migliori di loro.

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