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I 5 asset virtuali più costosi di sempre: un club di un videogioco fu venduto a $635.000

Se pensavate che gli asset virtuali potessero essere poco più che suppellettili, leggendo questo articolo siamo sicuri che vi ricrederete. Clamorosamente.

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05/07/2020 11:00

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Nelle settimane in cui il mondo è rimasto chiuso in casa, per colpa della pandemia, si è fatto un gran parlare di tecnologia e di come questa potesse aiutarci a rimanere un po’ più vicini. Oggi, ci sono un sacco di cose che si possono fare online: parlare con gli amici, guardare un film o una serie tv, e naturalmente giocare.

Giocare online è diventato un passatempo sdoganato, anche se fino a qualche anno fa era visto più come qualcosa per nerd. A giudicare dagli asset virtuali più costosi di sempre, però, qualcuno si sarà probabilmente ricreduto.

 

Asset virtuali

Il Neverdie di Entropia

 

Il Neverdie di Entropia venduto per $635.000

Entropia Universe è un MMORPG (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game) che utilizza un sistema economico simile a quello delle criptovalute. In Entropia, gli utenti possono acquistare e vendere asset virtuali tramite i PED (Project Entropia Dollars). Succede anche in altri giochi, ma il PED in realtà ha un vero corrispettivo, essendo quotato circa 10 a 1 sul dollaro americano.

Bene, questo ha portato gli utenti a creare una sorta di mercato di asset virtuali organico, simile a quello di altri giochi, dove gli item vengono valutati in base alla classica formula tra domanda e offerta.

Nel 2008 e nel 2012, Entropia Universe è entrato più volte nel Guinness World Record per il valore degli asset virtuali venduti. Ma fu nel novembre 2010, quando Jon Jacobs ricevette un assegno da 635.000 dollari per il suo club Neverdie, che Entropia fece stabilire il record per l’asset virtuale più caro mai venduto.

Un terreno virtuale su Decentraland da $215.000

Decentraland è un crypto game, cioè un videogioco il cui motore è per natura propriamente economico. Decentraland è tra i primi crypto game in assoluto ad attirare l’attenzione di giocatori provenienti al di fuori dell’industria delle criptovalute, grazie al concetto di monetizzazione globale. Tutto ha un valore in Decentraland: il nome dell’avatar del giocatore, ogni singola porzione di terra su cui i player poggiano piede, e così via.

A differenza di Entropia, la valuta di Decentraland non ha avuto bisogno di un corrispettivo diretto in dollari americani, perché ha la sua valuta basata sul blockchain, il cosiddetto MANA.

Nel 2018, un giocatore ha pagato 2.800.000 MANA per acquistare un pezzo di terra virtuale, cioè 1.000 ethereum o 215.000 dollari circa.

Un CryptoKitty da $170.000

Il blockchain di Ethereum è utilizzato oggi da diverse applicazioni decentralizzate e altrettanti videogiochi, ma il primo gioco basato su questa criptovaluta ad attirare l’attenzione internazionale è stato CryptoKitties.

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Senza entrare in troppi dettagli tecnici, si tratta di un gioco in cui bisogna allevare dei gatti digitali, una specie di evoluzione del tamagotchi tanto in voga negli anni 90.

Solo che immaginiamo nessuno abbia mai venduto il proprio animaletto digitale per 600 ethereum, o 170.000 dollari, come ha fatto un utente di CryptoKitty!

Una copia virtuale di Amsterdam da $50.000

Parlando di giochi che hanno fatto parecchio discutere, Second-Life è stato a lungo sulla bocca di tutti, media italiani compresi. Second-Life non è altro che un ambiente virtuale che ricorda la “vita vera”, dove gli utenti possono spendere soldi veri su asset virtuali, e persino avviare il proprio business in-game.

I giocatori possono sbizzarrirsi come vogliono su Second-Life. Tanto che un utente aveva creato un modello tridimensionale della città di Amsterdam, venduto all’asta per 50.000 dollari.

Un pet virtuale su Dota 2 del valore di $38.000

Chiudiamo con Dota 2, un videogioco di cui abbiamo parlato più volte su Assopoker, trattando l’argomento eSports.

Il famosissimo MOBA della Valve permette ai giocatori di utilizzare degli animali virtuali a mo’ di “corrieri”, per trasportare gli oggetti recentemente acquistati. Un meccanismo che può sembrare banale, ma che in realtà ha la sua importanza.

Ad ogni modo, nell’epoca di micro pagamenti in cui viviamo, non deve sorprendere che un giocatore abbia speso 38.000 dollari per l’Ethereal Flames Pink War Dog, una skin molto rara in possesso di pochissimi giocatori.

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