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La storia di Martyn Tott, l’uomo che perse il biglietto vincente (milionario) della lotteria

Martyn Tott e la moglie Kay persero il biglietto vincente di una lotteria, scatenando l’inizio di un periodo da incubo per entrambi: ecco la loro storia. Una storia che a inizio millennio aveva scomodato persino il primo ministro britannico Tony Blair, ma fu tutto invano.

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05/04/2020 14:00

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Come molte persone che acquistano un biglietto della lotteria, anche Martyn Tott non pensava davvero di poter vincere. Anche perché per lui, e per la moglie Kay, l’acquisto di quel biglietto era un semplice diversivo dalla routine: avevano una vita serena e felice, e non avevano bisogno di altro.

Eppure, la Dea Bendata decise che proprio il biglietto di Martyn Tott e signora sarebbe stato quello vincente, il biglietto da oltre 3 milioni di sterline. Peccato che quello non fu l’inizio di un sogno, ma l’opposto: fu l’inizio di un incubo.

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Che fine ha fatto il biglietto?

Martyn e signora, residenti a Watford, nel 2001 si immaginavano già in giro per il mondo, a bordo di un auto sportiva di lusso, ma non avevano considerato un piccolo particolare: avevano perso il biglietto della lotteria.

L’estrazione era avvenuta sei mesi prima, ma i coniugi Tott se n’erano completamente dimenticati, salvo poi scoprire che nessuno aveva ancora reclamato la vincita. A quel punto, decisero di contattare l’organizzatore della lotteria, che però si rifiutò di pagare il premio senza vedere il biglietto vero e proprio.

Poco importa che i Tott fossero stati in grado di provare la loro buonafede, specificando giorno e orario dell’acquisto del biglietto: senza l’esibizione del biglietto stesso, prevedeva il regolamento, la vincita non poteva essere elargita.

Il regolamento della lotteria

I coniugi Tott giocavano due volte la settimana gli stessi numeri, sin dall’inizio di quella particolare lotteria. Ma sapendo che per vincere bisognava sfidare odds contrarie di 14 milioni a 1, ad un certo punto avevano iniziato a perdersi qualche estrazione. Compresa quella di un fatidico mercoledì, dove uscì proprio la loro combinazione.

Martyn e Kay si accorsero praticamente all’ultimo minuto che sei mesi prima erano usciti i “loro” numeri: mancavano infatti solo 4 ore prima che scadesse il termine di 180 giorni, dopo il quale l’organizzatore avrebbe trattenuto il premio come da regolamento.

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Inizialmente, l’organizzatore della lotteria sembrava essere propenso a pagare la vincita ai Tott, ma dal momento del primo contatto alla risposta definitiva passarono ben 45 giorni.

Un periodo di tempo durante il quale Martyn e Kay cercarono il biglietto ovunque, rivoltando casa come un calzino. Senza però riuscire a trovarlo. La frustrazione li portò a litigare, accusandosi a vicenda di aver perso il biglietto vincente della lotteria.

Niente di fatto

Dopo un mese e mezzo, arrivò il verdetto: la vincita non sarebbe stata pagata.

Martyn e Kay decisero di assumere un avvocato, ma neppure dopo tre cause e l’intervento a loro favore dell’allora Primo Ministro britannico Tony Blair e di Sir Richard Branson riuscirono a risolvere positivamente la situazione.

A nulla servì nemmeno la testimonianza di altri vincitori della lotteria che avevano perso il biglietto, ma erano stati pagati lo stesso: quello specifico evento non prevedeva tale ipotesi. No biglietto fisico, no party.

La nuova vita di Martyn Tott

“Non riuscimmo a reggere la pressione. Key voleva voltare pagina, io non riuscivo”.

Furono queste le parole che Martyn Tott, qualche anno dopo l’accaduto, pronunciò al Daily Mail per spiegare le cause del divorzio da sua moglie. Un Tott che ci ha messo diversi anni, prima di lasciarsi alle spalle il mai più ritrovato biglietto della lotteria incriminato.

Nel 2009 ha anche conosciuto la sua attuale fidanzata: “Quando le raccontai quel che era successo, si fece semplicemente una risata: per lei non era nulla di che. Quella sua reazione mi aiutò a vedere le cose da un’altra prospettiva”.

Oggi Martyn, che all’epoca della lotteria controversa lavorava come responsabile acquisti, è un regista indipendente, ma ha anche scritto un libro autobiografico, intitolato Six Magic Numbers, seguito da Five Still Missing.

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